14/07/2026
Nello Iaido non si impara soltanto a maneggiare una spada o a muovere il corpo secondo una tecnica.
Nella mia brevissima esperienza, se confrontata con l'immensità di quest'arte, sto iniziando a capire che il primo vero insegnamento è il rispetto.
Rispetto per lo Iaido, per gli istruttori e i maestri, per i propri compagni, per la propria spada e, soprattutto, per sé stessi.
Rispetto per lo Iaido, perché rappresenta una via tracciata nel passato da chi ha conosciuto il sanguinoso lascito dei campi di battaglia. Una tradizione che, nel tempo, si è trasformata in un percorso di crescita personale senza perdere la profondità delle sue origini.
Rispetto per gli istruttori e i maestri, perché custodiscono e tramandano un sapere costruito nei secoli, arricchendolo con la propria esperienza. Ognuno ha visto un aspetto diverso di quest'arte e a ognuno va un sincero grazie per aver scelto di condividere il proprio cammino.
Rispetto per i compagni di pratica, perché è anche attraverso di loro che si comprendono i propri errori, si cresce e si misura il proprio percorso.
Rispetto per la spada, perché con il tempo si comprende che non è soltanto un'arma, ma uno strumento attraverso il quale imparare a focalizzare il proprio spirito.
E, infine, rispetto per sé stessi, perché ciò che si pratica non è una semplice coreografia. È una Via. Un percorso di miglioramento interiore.
In ogni allenamento, in ogni movimento, in ogni contrazione muscolare, in ogni sguardo e in ogni pensiero si ricerca armonia, concentrazione e consapevolezza, cercando di rendere sé stessi capaci di adattarsi a un mondo in continuo cambiamento.
Questa è solo una piccolissima parte di ciò che, per me, rappresenta una straordinaria esperienza