17/06/2026
“Beh, in un primo momento, devi cercare di praticare interiorizzandoti totalmente e dimenticandoti completamente il dojo. Immaginerai degli avversari, sempre gli stessi, che ti attaccano allo stesso modo, secondo l’impostazione dei kata. Visualizza tutti i dettagli, i volti degli aggressori, la loro personalità, il suono delle loro voci, immagina tutti i particolari di uno scontro autentico. Vedi la scena, il sole, l’erba. Devi essere come un pittore davanti alla tela. Lavora fino a quando essa non divenga una realtà e questa realtà faccia nascere in te dei veri sentimenti di paura, di vigilanza ecc. Sulla base di questa visione interiore tu potrai realmente progredite. Quando vedrai la lama dell’avversario partire brillante e tagliente verso le tue ginocchia, vedrai con quale facilità il tuo corpo si alzerà per evitare il taglio mortale della katana del tuo nemico. Oh, so bene che non è facile, ma hai il tempo, tutto il tempo…”
[da "Lo iaido - L'arte di tagliare l'ego con la spada" di Michel Coquet]