16/07/2025
Probabilmente hai già sentito parlare di barefooting, earthing e gazing. Etichette a parte, il succo è che camminare con i piedi nudi sull'erba o nella terra (in sicurezza ovviamente) e lasciar vagare lo sguardo verso il cielo o l'orizzonte ci fa sentire meglio.
Quali sono le ragioni? Per quanto riguarda il barefooting, cercando online troverai articoli di ogni sorta, ma finora non ci sono reali evidenza scientifiche. Per il gazing invece il motivo è da ricercare nelle minori stimolazioni visive che abbiamo quando guardiamo lontano anziché concentrarci su oggetti vicini. Ma qualunque sia la causa fisiologica noi effettivamente ci sentiamo meglio.
L'effetto benefico più intenso scaturisce dall'esperienza in sé. L'atto stesso di sentire l'erba sotto i piedi o di alzare lo sguardo su un paesaggio, qualsiasi esso sia, scatena meraviglia semplicemente perché entrambe queste situazioni rompono la monotonia delle percezioni quotidiane. La loro inaspettata diversità ci induce a rallentare un attimo per comprendere quello che sentiamo e, magari, godercelo. E fare un bel respiro. E magari un altro e un altro ancora. Ed ecco che inizia un piccolo circolo virtuoso: i pensieri rallentano e ci lasciano il tempo di sentire pienamente quello che stiamo vivendo. Di stare nel momento presente. Stare, semplicemente.
Essere.
Affondare i piedi nudi nell'erba è un gesto.
Alzare lo sguardo al cielo è un gesto.
Esperire questi gesti con la consapevolezza delle nostre percezioni diventa, se vogliamo, una pratica di benessere.
Nelle mie pratiche di yoga&co all'aperto facciamo anche questo.