23/04/2020
“Vivi come se dovessi morire domani, impara come se dovessi vivere per sempre” diceva il Mahatma Gandhi. Cosa stiamo imparando in questo periodo e come stiamo vivendo?
Sono profondamente convinto che ogni situazione che ci troviamo a vivere (per quanto dura e difficile possa apparire) abbia da insegnarci qualcosa di utile e che possa, se siamo disposti ad accoglierla in noi, favorire la nostra evoluzione personale e aiutarci a ristabilire un’armonia tra la nostra interiorità, il nostro corpo e tutto ciò che ci circonda.
Condividerò alcune riflessioni che sono scaturite in me conseguentemente a questa situazione di emergenza. Partirò da considerazioni generali che riguardano la (e le) collettività, proseguendo con considerazioni che riguardano l’individuo nel proprio intimo, per poi concludere con un invito rivolto agli allievi ed a tutte le persone che stanno affrontando o desiderano affrontare un cammino interiore volto all’evoluzione personale. Chi pratica aikido avrà sicuramente modo di trovare affinità e parallelismi tra queste riflessioni e gli insegnamenti che hanno ricevuto sul tatami.
Questa pandemia ha fatto emergere diverse cose a livello nazionale ed internazionale:
-Ha restituito rilevanza ad una serie di problematiche pregresse che riguardano il nostro paese (ad esempio l'inadeguatezza della gestione della sanità, del fisco, il peso e le conseguenze derivanti dal lavoro irregolare e precario, la dimensione dell'indigenza...), la comunità europea e quella internazionale (assenza di armonia e omogeneità nelle misure adottate, assenza di piani di emergenza, egoismi nazionali...);
-Ha scoverchiato alcune verità latenti riguardanti personaggi politici italiani e non solo;
-Ha risvegliato il dibattito e la coscienza politica di molte persone che hanno ripreso ad interrogarsi ed a confrontarsi su temi che riguardano la collettività.
Soprattutto penso che questa situazione possa insegnarci qualcosa e che in qualche modo questa malattia porti con sé un messaggio, un ammonimento.
La malattia e tutto ciò che ne è conseguito ci ricordano una serie di cose:
-Che noi uomini non possiamo vivere senza la natura e gli animali, ma che la natura e gli animali se la cavano benissimo (e anche meglio) senza la nostra presenza;
-Che esiste uno spazio vitale, il quale è, appunto, vitale;
-Che entrare in relazione con altre persone condividendo il proprio spazio vitale comporta il rischio di contaminazione (...e non solo in senso biologico);
-Che tante cose che diamo per scontate, come il respiro, la vita, le relazioni, le attività sociali, così scontate non sono;
-Che la libertà è ben altra cosa rispetto al semplice poter andare dove si vuole e quando si vuole;
-Che i nostri piccoli gesti quotidiani possono avere grande rilevanza, per cui bisogna porre attenzione sempre a quello che si fa;
-Che un po' di isolamento e privazione possono favorire l'introspezione e il lavoro profondo su sé stessi;
Inoltre tutta questa situazione ha rimarcato la necessità di rivalutare il nostro rapporto con la morte (e conseguentemente con la vita). Ricordandoci che la vita è fragile, la malattia può insegnarci ad apprezzare di più la vita e spingerci a viverla più intensamente, senza lasciare nulla di importante in sospeso, dando la giusta importanza alle piccole cose e riflettendo su cos’è che conta davvero.
La situazione certamente potrebbe comportare dei rischi e risvolti negativi (alcuni dei quali si stanno già manifestando, non solo nel nostro paese). Bisogna stare certamente in allerta, ma penso che sia meglio focalizzarsi di più sulle opportunità di evoluzione che sui rischi di involuzione (senza dimenticarsi della loro eventualità).
Per gli allievi a cui manca la pratica della nostra amata disciplina vorrei fare un invito a praticare, a sviluppare e trasportare ancora più intensamente i principi dell’aikido nella propria quotidianità. Per dirla con le parole del Maestro Paolo Salvadego “il lavoro più importante si fa fuori dal tatami”. A chi non conoscesse i principi dell’aikido porgo invece un invito a vivere in maniera più consapevole, ad essere più presenti a sé stessi, a relazionarsi con le cose e le persone che ci stanno attorno con più armonia, a ristabilire una connessione profonda con la propria natura e con l’ambiente.
Una situazione svantaggiosa e di stress può sempre trasformarsi in un’occasione per superare i propri limiti e generare benefici.
Claudio Masiello Sensei
Accademia di Aikido e Cultura Tradizionale Giapponese
P. S. Si ringrazia l'allievo Carmelo Garofalo per il bellissimo disegno! Consiglio di seguire la sua pagina Il Merlo