06/09/2026
MEDITAZIONE YOGICA
Alcune considerazioni della prof. Pinuccia Caracchi
Nel mondo intero sembra avere un crescente successo
una meditazione yogica che mira al benessere del corpo e
della mente o che, al più, insegue forme di spiritualità a
buon mercato, che non impegnano troppo e, soprattutto,
che non implicano una profonda conversione e revisione
di vita.
Ben diversamente, ancor oggi, come da sempre
accade in India, i seri cercatori della conoscenza non si
rivolgono alle palestre, ma cercano un maestro e si affida-
no alla sua guida per seguire l’arduo e faticoso cammino
del distacco e della rinuncia.
Per concludere con le parole
della Chāndogya-upaniṣad, una delle Upaniṣad più antiche,
la meta di tutti costoro continua a essere “quella Luce che
rifulge al di là del cielo, al di là dell’universo, al di sopra
di tutte le cose … quella stessa Luce che brilla nell’intimo
dell’uomo”.
Allo scopo di evitare spiacevoli fraintendimenti, ritengo
opportuno aggiungere una precisazione. Qui non si è affat-
to inteso negare la validità dello yoga che oggi è insegnato
nelle palestre e nei vari centri di yoga e di benessere, per
lo meno relativamente all’ambito che gli è proprio. Tanto
meno si è inteso sminuire il lavoro dei molti insegnan-
ti di yoga che vi si dedicano con serietà e con passione.
È tuttavia importante essere consapevoli delle differenze
esistenti fra le moderne forme standardizzate e addomesti-
cate di yoga e le pratiche yogiche tradizionali, che hanno
scopi esclusivamente o almeno primariamente spirituali,
anche se le prime hanno nelle seconde le loro radici. Inol
tre non si può certo escludere che anche le nuove forme di
yoga possano avere in sé un potenziale trasformativo tale da
diventare, in molti casi, un trampolino di lancio per intra-
prendere un serio cammino spirituale o da essere di valido
supporto per chi già percorre un tale cammino.
Tratto da "La meditazione nelle tradizioni hindū" di Pinuccia Caracchi – Edizioni Qiqajon – Comunità di Bose – pag 136 137