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Ypres14 Storie, eventi e personaggi dalle pubblicazioni sportive di tutto il mondo

🗞️Libreria 348 – piccola libreria di quartiere in zona Eur, Roma sud – è il 5 giugno 2014 e Giacomo Losi presenta la sua...
02/08/2025

🗞️Libreria 348 – piccola libreria di quartiere in zona Eur, Roma sud – è il 5 giugno 2014 e Giacomo Losi presenta la sua biografia: “Core de Roma” davanti ad una discreta platea.

🫀Si racconta aprendo tutti i cassetti della sua vita, alcuni dettagli andranno anche più in profondità delle storie narrate nel libro. A margine dell’esposizione viene lasciato spazio alle domande, un giovane ragazzo prende timidamente parola e domanda: “Quando giocava lei, com’era il rapporto con i tifosi?”

📵“Un rapporto diverso da quello che c’è adesso” risponde Losi “facevamo le cene insieme ai tifosi, non c’era questa cosa dei giocatori vip, il calciatore non veniva mitizzato”.
Lo stesso rapporto diretto che in passato ha avuto con i tifosi lo ha mantenuto fino alla fine della sua esistenza. Sempre gentile, cordiale, lontano da qualsiasi ostentazione.
Oggi un murales in Piazza Giovenale – nel quartiere in cui ha vissuto per lughi anni – lo ricorda.

📖La sua storia è narrata nel libro che porta il suo nome edito dalla Minerva edizioni ed arricchito da una prefazione di Francesco Totti ed una postfazione di Daniele De Rossi.

👊🏻Le origini dell’MMA risalgono alle origini dell’uomo. Atleti nudi, senza protezioni né limiti di tempo si sfidavano ne...
23/07/2025

👊🏻Le origini dell’MMA risalgono alle origini dell’uomo. Atleti nudi, senza protezioni né limiti di tempo si sfidavano nel settimo secolo avanti Cristo nel pankration, un misto di pugilato e lotta in cui solo morsi e dita negli occhi erano proibiti. A partire dal 648 a.C. diviene disciplina olimpica, ma anche parte dell’addestramento militare spartano e macedone.

🥊L’MMA moderna, con un ottagono, guanti che lasciano scoperte le dita ed un regolamento preciso, si afferma a partire dal 1993 negli Stati Uniti con la costituzione dell’UFC (Ultimate Fighting Championship). In Italia, dopo alcuni anni di Free Fight e piccoli eventi, bisogna attendere il 2011 per il primo “Trofeo Warrior” della neonata FIGMMA.

🇧🇷Alessio Sakara si avvicina a questo mondo nel 1999 e si può dire che l’MMA è cresciuta insieme al crescere della sua carriera. “Mi fecero vedere una cassetta di “Vale Tudo”, chiedendo in giro per Roma nessuno insegnava questa disciplina, nemmeno sapevano di cosa si trattasse”. Fu attraverso il suo maestro di boxe dell’epoca, che aveva vissuto per trent’anni in Brasile, che riuscirà ad avere più informazioni sull’MMA Brasiliana ed a prendere una decisione radicale: vendere la sua moto per andare a vivere in Brasile e praticare quest’arte.

📖Quell’esperienza gli servirà ad imparare la lotta a terra, un tassello fondamentale nella formazione del campione che poi è diventato, ma servirà anche a consolidare disciplina e spirito di sacrificio. Questi due elementi, centrali nella vita di Sakara - tanto nell’ottagono, quanto al di fuori – sono riportati nel suo ultimo libro: “Quando il gioco si fa duro, la disciplina dei centurioni per diventare più forti di ogni ostacolo”

❔Quest post parla di un fumetto. Anzi no, parla di una persona. Forse parla di una persona e del fumetto che ha creato… ...
18/07/2025

❔Quest post parla di un fumetto. Anzi no, parla di una persona. Forse parla di una persona e del fumetto che ha creato… no, non è esatto. Questo post parla di Reg Smythe e di Andy Capp, ed in teoria vita umana e rappresentazione della vita sono due dimensioni incapaci di fondersi – come un composto di acqua ed olio – ma qui le circostanze hanno creato qualcosa di insolito.

🖌️Andy Capp è un fumetto nato per mano di Reg Smythe ed uscito le prime volte nel 1957 sulle pagine dell’edizione di Manchester del Daily Mirror. Da allora – il disoccupato cronico di cui tutti conoscono il naso ma nessuno gli occhi - si diffonde sempre di più fino ad essere pubblicato in oltre 50 nazioni. Avviene così la prima fusione tra Andy ed il suo autore, che per dar seguito al successo internazionale accantona molti altri progetti per concentrarsi sul suo personaggio principale. Andy Capp continuerà ad uscire fino al 1998 arrivando ad essere pubblicato su oltre 1.700 quotidiani e riviste. Quando Reg – all’età di ottant’anni – posa il calamaio per sempre, quell’unione tra fumetto e fumettista non si perde ma al contrario si fortifica.

🏟️L’autore infatti, ha concesso l’autorizzazione affinché altri possano scrivere e disegnare Andy dopo di lui ed è così che le strisce continuano ad uscire, Roger Mahoney e Roger Kettle proseguono la sua opera. Andy proprio come ai tempi di Reg spende il suo tempo tra pub, football e biliardo, e questo personaggio – proprio come qualche anno indietro – continua ad essere di ispirazione per i tifosi di tutto il mondo che lo raffigurano su striscioni e bandiere.

📸La fotografia che abbiamo scelto per ricordare Reginald Smyth (questo il suo vero nome) rappresenta un po’ tutto questo, c’è l’artista defunto ed accanto a lui il suo personaggio, ancora vivo per mano di altri ma indissolubilmente legato a colui che anni addietro lo ha pensato. Tutti e due lì, nello stesso rettangolo di carta, in un biglietto d’auguri firmato dallo stesso autore: “Best wishes!”

📖Le strisce del fumetto – uscite dal 2007 ad oggi – fin’ora mai pubblicate in Italia, sono adesso disponibili nei volumi editi dalla casa editrice Signs Books. In questa nuova serie i testi in lingua inglese sono stati mantenuti negli spazi originali e la traduzione è stata posta in calce alle singole vignette.

🗣️“All’improvviso, dopo l’ennesima fuga da una carica, un gruppo di ragazzi sale dalle scale urlando: “hanno ammazzato u...
13/07/2025

🗣️“All’improvviso, dopo l’ennesima fuga da una carica, un gruppo di ragazzi sale dalle scale urlando: “hanno ammazzato uno!”, e “c’è un bambino morto!”

⚡Sono trascorsi solo due anni e 245 giorni dalla data in cui morì Carlo Giuliani il giorno in cui si gioca il 154° derby della capitale. È il 21 marzo del 2004 e scontri violenti e prolungati caratterizzano il prepartita. Forze dell’ordine e tifosi romanisti si fronteggiano per ore prima del calcio d’inizio, celere e guardia di finanza nel tentativo di sopprimere i tumulti lanciano decine di candelotti lacrimogeni ed effettuano cariche motorizzate sfrecciando con i blindati tra la folla.

🩸Gli incidenti proseguono fin all’inizio della partita quando colonne di gas lacrimogeno raggiungono i tifosi sugli spalti attraverso i boccaporti. L’aria è irrespirabile, alcune persone si aggirano ferite nell’antistadio, chi prova a chiamare a casa per avere maggiori informazioni su quel che sta accadendo spesso trova la comunicazione bloccata dai centralini intasati. È in questo clima che nasce quello che in sociologia si definisce “boatos”, una voce rapida ed incontrollata. Nasce la notizia che un bambino è morto. Il contesto rende del tutto credibile l’informazione agli occhi di chi l’apprende.

🔊Le forze dell’ordine diffondono – dall’impianto sonoro dello Stadio Olimpico - un messaggio che nega la morte di un ragazzo, con il risultato di avvalorare ulteriormente la notizia. Dagli spalti si levano cori contro le forze dell’ordine e vengono lanciati fumogeni sul terreno di gioco. Tre rappresentanti della Curva Sud invadono il campo per andare a colloquio con Totti. Quest’ultimo si confronta con il resto della rosa, gli avversari e la terna arbitrale. Dall’alto Lega e vertici della questura intimano di continuare, i giocatori non se la sentono. Il confronto prosegue fino alla decisione ultima: la partita è sospesa. Per una volta il dogma del calcio moderno, “the show must go on”, è stato sovvertito.
Dal giorno seguente una gigantesca macchina mediatica si affanna a rappresentare l’accaduto come un piano architettato. I ragazzi entrati in campo vengono indagati per invasione di campo e procurato allarme, ma il processo – anni più tardi – non porterà a nessuna condanna.

📖Quella giornata è ben ricostruita in: “Il derby del bambino morto” di Valerio Marchi, saggio che parte dalla narrazione degli eventi per sviluppare un’illuminante analisi dei rapporti media-forze dell’ordine-opinione pubblica e di come i vertici di questo triangolo si influenzino reciprocamente.



🇵🇸Basta davvero poco per giocare a calcio, sicuramente per questo è lo sport più popolare al mondo. Basta un pallone gon...
08/07/2025

🇵🇸Basta davvero poco per giocare a calcio, sicuramente per questo è lo sport più popolare al mondo. Basta un pallone gonfio. Una sfera di cuoio non troppo dura che rimbalzi in modo regolare. Ma anche se è sgonfia e se rotola in modo strano, in realtà, ci si può giocare. Basta una palla qualsiasi. Basta una palla o un giornale accartocciato. Basta una lattina, una bottiglia vuota, una pigna. A volte basta solo la fantasia, quando da bambini si mimano dei palleggi o si immaginano dei tiri incredibili, raramente realizzati con giocatori in carne ed ossa. Basta, soprattutto, non essere in pericolo di vita.

🌑I bambini palestinesi in questo momento hanno dovuto rinunciare al gioco, travolti dalla lotta per la sopravvivenza. Stretti tra la necessità di nutrirsi e la paura di un bombardamento imminente, non hanno più la possibilità di praticare sport.
Dal 7 ottobre 2023 nella striscia di Gaza sono stati distrutti 286 impianti sportivi, uccisi 582 atleti, di cui 270 calciatori, numeri tristemente in crescita.

📖Il libro “La guerra del pallone. Storie di vita e di calcio in Palestina” ci racconta la realtà precedente a quella data, quando la vita quotidiana non era ancora precipitata nel dramma attuale e lo sport – sebbene tra mille difficoltà – veniva ancora praticato.

⚽Dinamo Dresda-Magdeburgo, 31 maggio 2015, partita di terza serie tedesca ma il tifo è da prima divisione.La tifoseria d...
04/07/2025

⚽Dinamo Dresda-Magdeburgo, 31 maggio 2015, partita di terza serie tedesca ma il tifo è da prima divisione.
La tifoseria di casa confeziona per l’occasione uno striscione che – passando di settore in settore al di sopra delle barriere che li dividono – avvolge l’intero stadio. Uno degli striscioni più grandi mai realizzato per una coreografia.

🤝🏻Sono 12.250 metri quadrati di stoffa, cuciti insieme con 70 km di filo da cucito, un’impresa che ha necessitato di 851 giorni di lavoro per essere completata.

✍🏻“All’inizio erano coinvolte solo poche persone. Queste persone si sono fatte carico di portare avanti il progetto. Ordinare la stoffa, procurarsi i materiali, comprare altre macchine da cucire, decidere il design dei blocchi, risolvere il problema degli angoli (ci è voluto quasi un anno per trovare una soluzione perché non si può semplicemente cucire un pezzo di stoffa all’altro). È interessante notare che all’inizio il telone doveva essere color bordeaux. A parte i responsabili, nessuno credeva veramente nella realizzazione del progetto. “Lasciateli fare” dicevano, e sguardi corrucciati erano all’ordine del giorno. Solo quando furono completati i teli delle prime tribune e i primi test nello stadio ebbero successo l’euforia aumentò e l’argomento divenne argomento di conversazione in quasi tutti gli incontri del gruppo.”
La partita – per la cronaca – premierà lo spettacolo di tifo con un 3 a 2 per i padroni di casa.

📖Tratto dalla fanzine tedesca “Blickfang ultrà” n°38

🎼"Quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Bartali? Da quella curva uscirà, quel naso triste da italiano all...
29/06/2025

🎼"Quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Bartali? Da quella curva uscirà, quel naso triste da italiano allegro" cantava Paolo Conte. Ma Bartali prima di essere un campione internazionale di ciclismo è stato un bambino di Ponte a Ema - nei pressi di Firenze - ed è lì che ha mosso le sue prime pedalate.

🚴🏻La scuola elementare del piccolo Gino si trova a 20 km da casa sua, così la famiglia gli regala una bici usata con cui coprire il tragitto. Una lunga salita divide Firenze da Ponte a Ema e Gino stupisce tutti riuscendo a pedalare laddove anche gli adulti faticano. La sua passione diventa presto carriera di successo, all'età di 22 anni vince il suo primo giro d'Italia. Siamo negli anni '30, la bicicletta è il mezzo di trasporto più popolare in quel momento, le persone conoscono per esperienza la fatica delle pedalate e si appassionano vivacemente a questo sport.

🫂La morte del fratello minore – un’altra promessa del ciclismo italiano - durante una gara, porterà Bartali quasi a lasciare tutto. Continuerà a pedalare sostenuto dalla moglie, che lo aiuta ad elaborare il trauma ed a lasciarsi alle spalle - come in una salita più importante delle altre - il senso di colpa per averlo coinvolto nel ciclismo.

☠️In un'epoca di guerra e miseria non sarà l'unico episodio in cui avrà a che fare con la morte. Morte evitata, come quando grazie ai documenti trasportati nella canna della sua bicicletta salva la vita a circa ottocento perseguitati dal regime. Morte rischiata in prima persona, quando viene arrestato dai servizi segreti fascisti, interrogato ed infine rilasciato, anche grazie alla sua popolarità. Vicende di cui non ha mai voluto parlare perché, come disse lui stesso:
"Non voglio apparire come eroe, gli eroi sono soltanto quelli - per come la vedo io - che sono morti, che sono stati feriti, che hanno fatto tanti mesi di prigionia". Il bene si fa, ma non si dice.

📖La sua carriera si chiuderà con tre vittorie del giro d'Italia, due Tour de France e tanti traguardi intermedi. Sono diversi i libri interessanti che raccontano la sua vita ma il Gino uomo, con le sue abitudini ed i suoi rituali è forse reso meglio in "Gino Bartali, mio papà" di Andrea Bartali. Un testo che rivela aspetti meno noti della vita del campione, arricchito da 55 fotografie.

🏟️Curata e coinvolgente la mostra dedicata alle "cattedrali laiche dei nostri tempi", gli stadi. In esposizione - fino a...
25/06/2025

🏟️Curata e coinvolgente la mostra dedicata alle "cattedrali laiche dei nostri tempi", gli stadi. In esposizione - fino al 26 ottobre - al Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma.

🎭Architettura degli stadi, stadi ed arte, il pubblico e la politica negli stadi, sono solo alcuni dei temi che si intrecciano nel percorso espositivo. Le direttrici spazio-temporali vengono approfondite in un focus sugli impianti dell'antichità greca e romana.

📖Fotografie ed opere - frutto di ricerche d'archivio o appositamente realizzate - sono presenti nel libro "Stadi, architettura e mito" che raccoglie e approfondisce i temi dell'esposizione

🏟️Juan Daniel Cardellino avverte un po’ di tensione alla vigilia di Atlético Nacional - Vasco da Gama. Ha già arbitrato ...
22/06/2025

🏟️Juan Daniel Cardellino avverte un po’ di tensione alla vigilia di Atlético Nacional - Vasco da Gama. Ha già arbitrato due partite nei mondiali del 1982, diversi match nei mondiali under20, tuttavia l’esperienza non elimina l’inquietudine. Siamo a Medellin la sera del 25 agosto 1989 e tra ormai poche ore si disputeranno i quarti di finale della trentesima edizione della Copa Libertadores, una partita di alto profilo.

🪓Di certo il signor Cardellino non poteva immaginare quello che di lì a poco sarebbe accaduto. Nell’elegante albergo nel quale soggiorna fanno irruzione degli uomini armati, che intendono parlare proprio con lui. I criminali vogliono assicurarsi che tutto vada per il meglio per il club Atletico Nacional, in caso contrario la morte.

🗞️È in questo clima di terrore che si svolge la partita il giorno seguente, l’arbitro ha il coraggio di non lasciarsi condizionare dalle minacce e la sfida vedrà vincenti – comunque - i colombiani per 2 a 0. In seguito alla denuncia pubblica dell’accaduto però, il Conmebol dichiara la gara annullata e la riprogramma in campo neutro, parallelamente vieta lo svolgimento di partite internazionali in Colombia per “manifesta mancanza di sicurezza”

📖In quegli anni, l’Atletico Nacional subisce le influenze di Pablo Escobar che utilizza lo sport come macchina per riciclare denaro e accrescere consensi. È quello che viene definito “NarcoFutbol” ben raccontato nel libro di David Arrowsmith dal titolo “Narcoball: Love, Death and Football in Escobar's Colombia” edito in lingua inglese nel 2024 da Mobius edizioni.

⛰️Ad ottomila metri di altitudine l’ossigeno che il corpo può assimilare corrisponde a solo un terzo dell’ossigeno dispo...
19/06/2025

⛰️Ad ottomila metri di altitudine l’ossigeno che il corpo può assimilare corrisponde a solo un terzo dell’ossigeno disponibile al livello del
mare. Fino al 1978 scalare una montagna come l’Everest senza bombole di ossigeno era considerato impossibile ma - proprio in quell’anno - Reinhold Messner fu il primo essere umano a riuscirci.

🪢A spingere Messner nell’impresa - però – non fu la voglia di compiere un gesto estremo ma al contrario una concezione definita “stile
alpino”, in cui non si utilizzano corde fisse, campi preallestiti, portatori e nemmeno – naturalmente – bombole di ossigeno.
Si fa affidamento solo ai propri polmoni e si arriva fin dove si riesce, l’obiettivo non è conquistare la montagna ma attraversarla con rispetto, in un rapporto uomo-natura che è quasi filosofia.

🎯C’è da dire che Messner con i suoi polmoni è riuscito ad arrivare molto in alto, primo uomo nella storia a scalare tutte le 14 montagne alte oltre ottomila metri senza ossigeno. Primo uomo a salire in solitaria sull’Everest, primo uomo a scalare consecutivamente due montagne di ottomila metri senza ritorno al campo base.

📖Ma parlando di lui forse la definizione più calzante è quella di alpinista-esploratore. Perché chiuso il periodo delle ascensioni si imbatterà in nuove avventure come l’attraversare a piedi l’Antartide senza mezzi motorizzati o cani, o come l’attraversamento del deserto del Gobi a piedi.
Tanto quanto la natura ama l’arte (ha fondato il Messner Mountain Museum, un museo diffuso dedicato alla montagna) e la scrittura. Il suo ultimo libro è uscito per Corbaccio e si intitola “La mia vita controvento”

📰Mosca 1980, l’Unione Sovietica ospita la XXII edizione dei Giochi olimpici, gli Stati Uniti – insieme a 65 altri paesi ...
15/06/2025

📰Mosca 1980, l’Unione Sovietica ospita la XXII edizione dei Giochi olimpici, gli Stati Uniti – insieme a 65 altri paesi – decidono di non partecipare boicottando la manifestazione.
In questo mondo di blocchi e conflitti emerge un’italiana, o forse sarebbe più opportuno dire, spicca.

🥇Si chiama Sara Simeoni e giunge in finale insieme ad un’atleta della Germania Est ed una polacca. Lo sport è quello del salto in alto e l’asticella è posizionata ad 1,97m di altezza, ci provano tutte ma alla fine ci riuscirà solo lei: è oro. Sara piange dalla gioia, lo stadio Lenin emozionato applaude.

🎥Non sarà l’ultimo traguardo importante dell’atleta che a fine carriera potrà vantare – solo per dare qualche cifra – di esser stata quattordici volte campionessa italiana, due volte argento olimpico, di aver conquistato un record del mondo saltando a 2,01m di altezza, in un evento sportivo non coperto dalla Rai, concentrata sull’atletica maschile.

📖La sua storia – e non solo la sua – è raccontata in “Una vita in alto” libro autobiografico scritto a quattro mani insieme a Marco Franzelli ed edito da RaiLibri, un particolare quest’ultimo frutto del desiderio dell’azienda di omaggiare la carriera della Simeoni o chissà, un modo gentile di chiedere scusa per essersi dimenticata di riprendere quel salto così bello da rimanere per ben ventiquattro anni record mondiale.

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