05/03/2025
È SCOMPARSO BRUNO PIZZUL
La storica voce del giornalismo italiano si è spenta all' età di 86 anni. Nella stagione 1960-61, ben prima di intraprendere la sua professione di telecronista, militò come difensore nell' Ischia Calcio fresca di fusione con la Bagnolese. Il campionato non andò a buon fine per gli isolani che con 6 vittorie su 34 partite retrocedettero. Il friulano soprannominato dai tifosi "canna di zucchero" per il suo fisico alto e snello disputò solamente 5 partite. Tuttavia il ricordo e il legame con l' isola continuò anche a decenni di distanza quando nel 1986-87 dedicò un articolo a Impagliazzo e compagni per la storica promozione in C1.
Un telecronista pentito
“Ed è arrivato anche il gran giorno dell’Ischia: il calcio isolano festeggia, con legittimo orgoglio, la promozione in serie C1. Io chiedo il permesso di associarmi, nel ricordo di un’ormai lontana e fugace milizia nelle file del calcio ischitano. Arrivai in prestito dal Catania, nell’autunno del 1960, avevo un ginocchio in disordine, poco più di vent’anni, la consapevolezza che non sarei diventato un campione: accettai dunque quel trasferimento con entusiasmo, se non altro perché mi avrebbe consentito di giocare ogni domenica. La squadra disputava il campionato di quarta serie, andava maluccio e il mio arrivo, contrariamente alle speranze di dirigenti e tifosi, non determinò alcuna inversione di tendenza. Rimasi nell’isola una breve stagione, prima di tornare a Catania, ma quel rapido soggiorno fu sufficiente a farmi conoscere ed apprezzare il fascino di Ischia, splendida di paesaggi e calore umano soprattutto quando non è soffocata dalle orde disordinate e distraenti dei turisti. Rammento in particolare i continui e spesso avventurosi viaggi in traghetto per le trasferte e per la frequenza all’università di Napoli: quel braccio di mare allo scoperto, tra Procida e Capo Miseno, d’inverno diventa insidiosissima e più di una volta l’imbarcazione era costretta a tornare al coperto. Ma ricordo pure quel gran signore di Filippo Ferrandino, che era un po’ il riferimento obbligato del calcio ischitano, i compagni tra i quali figurava Ernesto Milano, il professore che adesso fa il fisioterapista alla scuola di calcio di Bruscolotti (dopo esser stato anche al Napoli), il campetto di Porto d’Ischia, lassù tra i pini con la gente a mezzo metro dal campo, a soffiarti addosso il suo entusiasmo, la sua disapprovazione. Era un calcio ruspante, quasi paesano, fatto di umori genuini: non conosco l’attuale realtà, ma suppongo che qualcosa di quella spontaneità sia rimasta nel mondo del pallone ischitano che ora s’affaccia alla grande ribalta. Sì, perché la serie C1 comincia a essere un palcoscenico di tutto rispetto. Il presidente Fiore può esser fiero dei suoi ragazzi ai quali chiedo di accettare il mio sincero compiacimento”.