23/01/2024
Se ne va un uomo vero, se ne va uno degli ultimi romantici, ricco di valori e principi, se ne va tra i fischi del pubblico di riad nel minuto di silenzio dedicato a lui, dove si disputava la finale di Supercoppa italiana.
La finale di un calcio italiano malato che senza un minimo di appartenenza vende la propria immagine all'Arabia, sembra quasi un segno del destino, muore proprio lui, un uomo che negli anni ha rifiutato la corte di tutti i top club italiani ed europei, per rimanere a giocare nel suo Cagliari.
Offerte sempre rifiutate, tanti no all' avvocato Agnelli, che per anni ha provato a strapparlo al Cagliari.
Perché per lui i soldi non valevano , l'amore della terra sarda, che lo aveva adottato e levato dalla povertà.
Una vita in salita la sua, orfano di padre e madre, da un collegio all'altro, ma lui rombo di tuono è riuscito a farsi largo e a costruire un mito, una leggenda, in quel di Cagliari ha vinto uno scudetto, che vale 10 scudetti nel big del campionato italiano.
Ha rinunciato ha molti successi personali, pallone d'oro incluso.
Oggi il calcio italiano dovrebbe semplicemente fermarsi, dalle attività di base fino al professionismo, e provare a spiegare chi era Giggi(pronuncia sarda)Riva.
Sarebbe un tentativo per ridare dignità e valore, non solo al movimento calcio, perché Giggi Riva non era solo un grande calciatore, era soprattutto un esempio di lotta ( al potere) e di genuinità.
Riposa in pace e perdona gli arabi che si vestono con i petrol dollari per andare allo stadio, ma non conoscono la storia di uno dei più grandi uomini mai visto in questo sport, perdona i vertici della Figc che hanno svenduto ciò che tu non avresti mai venduto.
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