23/04/2024
Abisso del Pianone 13-14 aprile 2024
Iniziamo dal principio.
Dopo un paio di telefonate e messaggi ci accordiamo per essere al bar di rito a Massa per le 8 di sabato. Io e Giacomo partiamo da Fornovo di buon ora, mentre Ciult da Firenze. Ci troviamo come detto al bar, e dopo una veloce colazione, compattiamo le macchine e andiamo a Resceto. Il parcheggio è già abbastanza intasato. Maledetti camminatori della Vandelli.
Il fresco del mattino lascia spazio al tepore di un timido sole, e dopo una seconda colazione veloce al bar di Resceto, zaini in spalla e si parte con tanti chili sulla schiena e fiatone per la salita. Pochi minuti e già si suda.
All'ingresso si sente la fredda aria umida soffiare da quel tunnel, e mi ricorda che la vera avventura deve ancora cominciare.
E così ci vestiamo e dopo un breve spuntino entriamo per le 11.
Da subito notiamo lo stillicidio copioso, è piovuto mercoledì, ma ci aspettavamo meno acqua.
Parte così la nostra veloce discesa per pozzi e anfratti, per corde e strettoie, meandri e diaclasi. Sul 60 ci dividiamo poiché Giacomo si occupa di cambiare qualche piastrina e sistemare un paio di armi, mentre noi proseguiamo sull'altra corda. In poco si raggiunge il fondo, il rio Sara, dove ci ricompattiamo.
Da qui in poi per me è terra inesplorata, perciò mi metto in mezzo al trio, e mi lascio accompagnare sempre più lontano, sempre più a fondo, in questo angusto anfratto, verso il puro disagio.
I rami nuovi sono preceduti da un difficile e stancante meandro stretto. Di quelli che vorresti allargare a suon di piccone per non faticare al ritorno. Di quelli che ogni singolo movimento è uno sforzo. È uno sforzo il solo pensare. E in più il saccone pieno non ti aiuta. Anzi vuole rimanere lì, e lo devi convincere di peso e insulti a seguirti. Ma lui resiste e trova sempre un modo per fermarsi e dire la sua. Vinto questo breve tratto sono già esausto, bagnato fino al midollo, e con diversi lividi. Ma non voglio fermarmi qui..
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