30/08/2022
Grande Gennaro Gattuso
"Nella mia carriera avrò combattuto 700 battaglie su un campo di calcio.
Nel campo dovevo far sudare gli avversari, fargli capire che dovevano fare fatica quando mi venivano a contrastare.
La grinta è una componente importante ma non basta, bisogna avere astuzia, bisogna usare la testa.
Tutti credevano che giocassi senza pensare. Non è vero.
Studiavo gli avversari, sapevo i loro pregi e difetti e le cose che potevano infastidirli.
Quando c'era pioggia, neve e il campo era fangoso a me piaceva tanto perché venivano fuori le mie caratteristiche, mi gasava di più.
In media a partita percorrevo 15 km e la cosa che mi faceva più paura, non erano i chilometri percorsi in una partita ma l'intensità con cui li facevo... andavo sempre ad alta velocità.
Ho sempre pensato che dentro ogni partita c'è la vita e tutti i sogni di un bambino.
Di cicatrici ne ho abbastanza, di fratture anche. Ricordo quando a San Siro contro il Catania dopo 5 minuti, il mio ginocchio fece una torsione innaturale. Sentivo che mi ero fatto male.
Mi feci dare una bustina di aulin e passò tutto. Così giocai per 90 minuti.
Il giorno dopo non riuscivo a camminare, feci la risonanza e venne fuori che avevo il legamento del ginocchio rotto.
Per giocare a calcio in una grandissima squadra devi eccellere almeno in una dote e io sicuramente eccellevo nella generosità.
Per me è sempre stato un privilegio fare questo lavoro. Il calcio è la mia vita.
Quando scendevo in campo e sentivo gli inni, soprattutto quello della nazionale, io chiudevo gli occhi e pensavo alla mia infanzia, a tutte le difficoltà che ho avuto per arrivare fin qui.
È una cosa che mi dava una forza incredibile.
Io il calcio lo vivo così... il senso di appartenenza e la disciplina sono fattori importanti che oggi mancano nel nostro mondo".
[Gennaro Gattuso]
Fonte: Campi di battaglia