30/07/2025
Ringrazio di essermi rotto il crociato anteriore.
In un mondo dove sembra che tutto debba andare sempre bene, io voglio raccontare un momento che bene non è andato per niente.
Nel 2019, durante il torneo del mio paese – uno di quegli appuntamenti che senti dentro – mi infortuno gravemente.
Poco dopo l’intervento, arriva il Covid a fermare tutto.
A quell’epoca ero al secondo anno di Scienze Motorie, ma non avevo né l’esperienza né le competenze per affrontare una riabilitazione seria.
È stato uno dei momenti più difficili della mia vita sportiva.
Ma anche uno spartiacque.
Da lì ho capito quanto fosse fragile la mia condizione fisica. Ma soprattutto quanto poco sapessi ancora del mio corpo e del movimento.
Ho iniziato a studiare, formarmi, allenarmi, ogni giorno, con un solo obiettivo: tornare a giocare, sì…
Ma anche capire come accompagnare chi attraversa la stessa strada.
Negli anni ho recuperato, ho rigiocato quel torneo, ho fatto 3 stagioni a futsal, e ora, nel 2025, mi preparo a tornare anche sul campo a 11.
Ecco perché dico che, in fondo, è stata una fortuna.
Perché da quei momenti lì può nascere qualcosa.
Un cambio di rotta. Una consapevolezza nuova.
Se anche tu vuoi tornare a calciare un pallone — che sia all’oratorio, in Promozione o dove vuoi tu — non basta solo sperarci:
devi sapere cosa fare, come farlo, e quando farlo.
E soprattutto: devi continuare, anche quando non ne hai voglia.
Perché la soluzione non è rinunciare alla passione.
È darsi gli strumenti per viverla al meglio.