15/10/2026
C’è una cosa del pensiero di Katy Bowman che mi piace particolarmente: MUOVERSI non significa obbligatoriamente ALLENARSI.
Spesso siamo abituati a considerare il movimento come qualcosa di forzato, di pesante, di faticoso, da incastrare nella giornata.
Un’ora di palestra, una corsa, un workout al box fitness sotto casa.
E poi si torna alla vita di tutti i giorni. A passare svariate ore seduti su una sedia.
Ma il movimento può e dovrebbe essere molto di più.
Può essere camminare, giocare con i propri figli o amici, esplorare posti nuovi su sentieri non convenzionali, cambiare posizioni mentre lavoriamo da casa al pc, e chi più ne ha più ne metta.
Non deve essere sempre strutturato, misurato o finalizzato ad un risultato.
A volte possiamo semplicemente muoverci perché ci va di farlo. Perché sentiamo la necessità di fare qualcosa e cambiare quella posizione che magari stiamo tenendo da ore.
Tendenzialmente, il nostro corpo ci manda i segnali giusti. Sta a noi decidere se ascoltarli o meno.
(Comunque, un libro che si intitola “Don’t Just Sit There” mi è sembrato abbastanza coerente leggerlo in squat.🙃)