21/05/2026
L’8 maggio 2026 è partita ufficialmente la 109ª edizione del Giro d’Italia (detta anche Corsa Rosa), una delle gare più importanti del ciclismo professionistico internazionale nonché una delle competizioni più dure nel panorama sportivo, formata da alcune tappe talmente lunghe e faticose da essere ricordate per sempre.
Le cinque tappe storiche del Giro d'Italia che sono diventate leggendarie a causa della fatica disumana, delle pendenze micidiali e delle condizioni meteorologiche estreme, cominciano dal lontano 1914 con una tappa che andava da Lucca a Roma: i corridori dovettero affrontare ben 430 chilometri su strade di terra battuta e piene di buche, pedalando per diciannove ore di fila su biciclette pesantissime e senza cambi, un'impresa che oggi sarebbe totalmente impossibile anche solo da immaginare per i professionisti moderni.
Un’altra celebre tappa fu quella di Cuneo-Pinerolo (1949), divenuta famosa grazie a Fausto Coppi che firmò il suo capolavoro più grande, scappando da solo in mezzo alle Alpi per ben 192 chilometri e lasciando tutti gli avversari a distanze abissali, un'azione epica che fece nascere la celebre frase alla radio "un uomo solo al comando".
Non solo la strada ma anche il meteo è diventato un nemico per tutti i ciclisti, infatti, le due tappe considerate tra le più dure di sempre furono quella del 1956, durante la scalata del Monte Bondone, dove si scatenò una bufera di neve così violenta che più della metà dei ciclisti in gara fu costretta a ritirarsi per il congelamento; il vincitore Charly Gaul arrivò al traguardo completamente congelato e svenne subito dopo per lo sforzo, mentre Fiorenzo Magni compì l'eroica impresa di arrivare terzo stringendo tra i denti un laccio di gomma legato al manubrio per non sentire il dolore alla spalla fratturata. L’altra situazione drammatica e molto simile si ripeté nel 1988 sul Passo del Gavia, dove una tempesta di neve colse la carovana del tutto impreparata e i corridori affrontarono la discesa tremando dal freddo, tanto che molti di loro furono costretti a fermarsi nei bar lungo la strada o nelle auto delle squadre per cercare di riscaldarsi con coperte e bevande calde.
L'ultima celebre tappa è quella dello Stelvio e del Mortirolo, una montagna dalle pendenze durissime e con oltre 5.000 metri di dislivello complessivo: proprio qui è nato il mito di Marco Pantani, soprannominato il "Pirata", che grazie ai suoi scatti micidiali, superò tutti i grandi campioni dell'epoca e trasformò questa salita in un luogo sacro per tutti gli appassionati di ciclismo.
E voi conoscevate queste storie sul Giro d’Italia?