Segni e Tracce

Segni e Tracce Escursioni, passeggiate,fit e nordic walking,Nordic power,attività fisica, allenamento su sterrato,

Il collasso glaciale…
29/08/2026

Il collasso glaciale…

Questa volta usciamo dai confini nazionali per parlare della tragedia che ha colpito la valle del Trishuli, al confine tra Cina e Nepal: un evento con centinaia di vittime e migliaia di dispersi.

Un collasso glaciale può trasformarsi rapidamente in un fenomeno capace di coinvolgere un’intera valle. Il 26 agosto 2026, nella valle del Trishuli, il crollo della porzione frontale di un ghiacciaio ha mobilizzato una massa di ghiaccio, roccia, acqua e sedimenti.

Le immagini satellitari hanno localizzato il distacco a circa 5.100 metri di quota. Il materiale, stimato in 20–30 milioni di m³, ha percorso un forte dislivello, si è incanalato nella valle del Lhende e ha raggiunto Rasuwagadhi in pochi minuti.

La valle stretta e i versanti ripidi hanno favorito velocità elevate e l’amplificazione del flusso. Il materiale ha inoltre eroso e incorporato ulteriori sedimenti lungo il percorso. Resta sotto osservazione un lago di sbarramento formatosi dopo l’evento, il cui cedimento potrebbe generare una nuova piena.

Riferimento: IRPI-CNR, 2026, Disastro geo-idrologico nella valle del Trishuli, tra Cina e Nepal.
https://polaris.irpi.cnr.it/disastro-geo-idrologico-nella-valle-del-trishuli-tra-cina-e-nepal/

24/08/2026

L’impatto dell’uomo…

L’idrogeno naturale 👍🏼
24/08/2026

L’idrogeno naturale 👍🏼

Dove può formarsi 𝗶𝗱𝗿𝗼𝗴𝗲𝗻𝗼 naturale nel sottosuolo italiano? La risposta non dipende da un solo indicatore, ma dall’integrazione tra tipi di rocce, strutture geologiche, condizioni termiche e dati geochimici. 🌍

Uno studio di Schirripa Spagnolo et al. (𝘐𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭 𝘑𝘰𝘶𝘳𝘯𝘢𝘭 𝘰𝘧 𝘏𝘺𝘥𝘳𝘰𝘨𝘦𝘯 𝘌𝘯𝘦𝘳𝘨𝘺, 2026) propone una 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗛𝟮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮. Il metodo combina cartografia geologica, dati geofisici e geochimici in ambiente GIS, attribuendo un punteggio alle aree in cui sono presenti condizioni favorevoli alla generazione e alla possibile conservazione dell’idrogeno nel sottosuolo.

La 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 risulta l’area prioritaria; ulteriori contesti di interesse comprendono il Massiccio di 𝗩𝗼𝗹𝘁𝗿𝗶, le 𝗼𝗳𝗶𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶 dell’𝗔𝗽𝗽𝗲𝗻𝗻𝗶𝗻𝗼 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 e il 𝗕𝗮𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗣𝗮𝗱𝗮𝗻𝗼. Circa il 10% della superficie italiana ospita litologie considerate potenzialmente favorevoli.

Non si tratta ancora di una mappa delle riserve, ma di uno strumento per programmare indagini mirate e ridurre l’incertezza esplorativa.

𝗙𝗼𝗻𝘁𝗲: G. Schirripa Spagnolo, I. Baneschi, A. Rielli, A. Billi, A.C. Ogunyele, L. Aldega, M. Lelli, A. Caracausi, L. Smeraglia, G.M. Riolo, A. Correale, E. Carminati, C. Boschi,
Quantifying natural hydrogen prospectivity in Italy: A novel pre-exploration workflow for the energy transition, International Journal of Hydrogen Energy, Volume 266, 2026, 156933, ISSN 0360-3199, https://doi.org/10.1016/j.ijhydene.2026.156933

𝗟𝗶𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0)

Molto interessante 😊
23/08/2026

Molto interessante 😊

Una mappa che racconta la struttura profonda dell'Appennino centro-meridionale, frutto del lavoro di due geologi che hanno dedicato la carriera allo studio di questa catena.

Si tratta della Carta Geologico-Strutturale semplificata alla scala 1:500.000, realizzata da Etta Pa***ca e Paolo Scandone e pubblicata da SELCA Firenze nel 2006. La scala 1:500.000 (un dettaglio che compatta grandi porzioni di territorio in un'unica vista d'insieme) la rende adatta a leggere l'assetto tettonico dell'Appennino nel suo complesso, dalle Marche alla Calabria.

Se ti occupi di geologia del territorio o semplicemente vuoi capire come è "costruito" l'Appennino, questa carta è un punto di partenza chiaro e rigoroso.

PDF disponibile qui:https://www.pconti.net/Scandone-Web/Pa***ca2006map.pdf

🌍 🗺️

Downburst ⚠️
22/08/2026

Downburst ⚠️

Downburst o Raffiche lineari.

Mettiamoci bene in testa questo termine.

Nei giorni scorsi purtroppo ne abbiamo visti tanti sulla nostra regione , eppure si continua a sentire o leggere SBAGLIANDO, di trombe d'aria.

Termine abusato che nulla ha in comune con il Downburst .

Ci teniamo a fare giusta informazione e a farvi capire l'ENORME DIFFERENZA tra i due fenomeni perché dalla conoscenza di questi fenomeni è legata anche dell'incomunita' di molti.

La tromba d'aria si vede.
La vedi arrivare, vedi dove và e ti comporti di conseguenza.

Il downburst lo vedi solo da lontano facendo molta attenzione. Quando arriva è tardi. Devi muoverti preventivamente altrimenti ti ci ritrovi dentro.
Ed è proprio per questo che molti si ritrovano al suo interno, rischiando l'impossibile.

Ogni qualvolta che sentite dire " deve essere passata una tromba d'aria " senza che nessuno l'abbia realmente vista, è sempre stato un Downburst.

Inoltre, visto che il Downburst è innescato da forti rovesci, ogni qualvolta ne arriva uno, subito dopo arriveranno piogge molto intense o nubifragi.
Cosa che invece non è scontata con le trombe d'aria.

Tenete quindi ben presente questo fenomeno ormai sempre più frequente e quando vedete avvicinarsi una nube bianca , non aspettate lì ferni pensando che sia solo pioggia perché può essere accompagnata da raffiche instantanee da 100/150 km/h con tutto ciò che ne consegue.

Impariamo a conoscere i fenomeni meteorologici e a comportarsi di conseguenza❗

Condividete il post per far capire la differenza sostanziale 👍

Staff CMT

22/08/2026
Il bosco e il lavoro sulla libertà 🐾🥰❤️
22/08/2026

Il bosco e il lavoro sulla libertà 🐾🥰❤️

22/08/2026

𝗡𝗲𝗹 𝗧𝗶𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗰’𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 “𝗺𝗼𝗻𝘁𝗮𝗴𝗻𝗮” 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗺𝗮𝗿𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮

A circa 35 chilometri dalla costa laziale, sul fondo del Tirreno settentrionale, si innalza un rilievo dalla forma quasi circolare e dalla sommità sorprendentemente piatta. È il Flavia Seamount, finora poco conosciuto e oggi ricostruito nel dettaglio grazie a una nuova indagine geofisica.

La sua forma potrebbe far pensare a un antico edificio vulcanico dalla cima spianata. Ma i nuovi dati raccontano una storia diversa e decisamente più articolata.

Integrando batimetria ad alta risoluzione, profili sismici e misure magnetiche, i ricercatori hanno ricostruito la struttura del rilievo e dei bacini circostanti. Il risultato suggerisce che Flavia sia soprattutto un alto strutturale modellato dalla tettonica estensionale che ha accompagnato l'apertura del Tirreno, successivamente trasformato dall'accumulo dei sedimenti, dall'erosione e da ripetute frane sottomarine.

La sua sommità si trova a circa 500 metri sotto il livello del mare, ma anche qui il fondale è tutt'altro che immobile. Le nuove mappe hanno individuato 78 depressioni circolari, chiamate pockmark, sulla cima del rilievo e altre 53 nel bacino a est. Sono tracce legate alla risalita e alla fuoriuscita di fluidi attraverso i sedimenti, anche se con meccanismi diversi nelle due aree.

Profili sismici, faglie ormai inattive, depositi di frana e segnali di circolazione dei fluidi restituiscono così l'immagine di un paesaggio sottomarino costruito da processi diversi nel corso del tempo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Geosciences, ha coinvolto ricercatori di CNR, INGV, ISPRA e Università di Bologna e rappresenta la prima caratterizzazione geofisica integrata del Flavia Seamount.
Leggi l'articolo -> https://buff.ly/Op6Cbb8

30/07/2026

Passeggiata a 6 🐾🐾👣, giochi a squadre, Trekk🐶

Trekkdog Passeggiate a 6🐾🐾👣giochi a squadre 🥰🥳✅
30/07/2026

Trekkdog Passeggiate a 6🐾🐾👣giochi a squadre 🥰🥳✅

Indirizzo

Via Val Di Torbola 34 S. Quirico Pescia
Pescia
51017

Telefono

+393476722476

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Segni e Tracce pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Segni e Tracce:

Scelte rapide

Condividi