08/04/2024
04 aprile 2024 - 22:47
Pallavolo, il mondo di sogni, obiettivi e scoperte di Sofia Ferrarini
La centrale ha chiuso il campionato al settimo posto della fase vincitrici con l'Esperia Cremona ad un passo dai play-off
di Davide Maddaluno
Davide Maddaluno
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Si conclude al settimo posto della poule Promozione di A2 la stagione dell'Esperia Cremona. A tracciare un bilancio di questi 6 mesi intensi è Sofia Ferrarini: "Quest'anno è stata tutta una sorpresa, nonostante la giovane squadra, dopo qualche partita di inizio campionato, abbiamo ingranato la marcia corretta e abbiamo fatto una magnifica regular season, che ci ha visto finire al secondo posto nel nostro girone. Poi iniziata la fase, è stata una sorpresa nel senso opposto, abbiamo subito 3 infortuni nel giro di 10 giorni, e tutti gli equilibri sono saltati. Da li abbiamo avuto un periodo difficile, in cui non è mai però mancata la voglia di provarci ed allenarci. Finalmente ad appagare il nostro duro lavoro e il nostro pubblico, è arrivata la vittoria di settimana scorsa in casa nostra con la Futura Volley seconda che ha chiuso al meglio il percorso a prescindere dall'ininfluente ko con l'Albese. Con le ragazze della squadra mi sono trovata molto bene, dalle più grandi alle più piccole. Ognuna ha qualcosa da darti e da insegnarti, sia la giovane audace e spavalda, sia la veterana capace ed esperta".
Agli impegni in palestra, la classe 2001 (foto Diego Crotti) abbina quelli sui libri: "Il mio bisogno di essere sempre in movimento e produttiva, e la mia costante competitività in tutto, non aiuta nel capire come coniugare studio e sport . Sicuramente il fatto di avere impegni, come allenamenti e partite dopo la scuola, mi ha sempre portato a non rimandare, ed ad organizzarmi bene con i compiti e lo studio. Per il resto mi piace molto informarmi e conoscere, e nonostante la Pallavolo mi occupi davvero molto tempo, ho deciso di iniziare comunque un percorso universitario da portare avanti parallelamente. Credo sia importante affiancare sport e studio. In palestra, ed in uno sport di squadra, impari la disciplina, la condivisione, il rispetto, che sono poi aspetti che si riflettono anche nel mondo di tutti i giorni. Lo sport mi ha poi acceso la voglia di sfida e confronto che ho sempre portato nel mondo scolastico".
Una passione insita nel DNA: "Se si può, direi che ci sono nata con la Pallavolo, quando stavo nel passeggino ero già la fan numero uno di papà, e appena ne ho avuto la capacità, ero sempre sugli spalti a palleggiare. Ho iniziato con il Mini Volley, poi le giovanili nel mio paese e a 14 anni mi sono trasferita a San Donà nel vivaio dell'Imoco, dove ho cominciato piano piano ad entrare nella Pallavolo dei grandi, e sono stati proprio loro a scegliere per la mia fisicità e capacità il ruolo di centrale".
Diverse le tappe che ne hanno segnato la giovane ma già ricca trafila: "Ogni anno da quando sono piccola, ho sempre portato a casa bei ricordi, da quando arrivava una vittoria contro una squadra più forte, a quando magari riuscivo a fare qualcosa su cui lavoravo da tempo. Rifarei tutto il mio percorso fino ad oggi; come per tutti, ho avuto momenti più alti e momenti bassi, ma grazie al supporto della mamma sono sempre riuscita a prendere il meglio da ogni situazione e ritrovare lo stimolo per continuare a lavorare. Essendo poi uno sport di squadra, non sei mai da solo, e in questi anni ho avuto modo di conoscere persone meravigliose, con cui condividere la palestra e non solo".
Lo sguardo volge poi a quel che verrà: "Per il carattere che ho, i sogni e gli obiettivi sono tanti e grandi. Sicuramente mi piacerebbe togliermi qualche soddisfazione nel mondo dello sport e per farlo ogni giorno alzo l'asticella e lavoro sempre per migliorarmi. - conclude Bubi - Stare in palestra per me, più che un lavoro è un piacere, quindi il sogno più grande è che questa passione rimanga tale, poi dove mi porterà il futuro lo scoprirò". Curiosa, dinamica, talentuosa, occhi volti a navigare nel profondo e a non limitarsi alla superficie: il futuro di Sofia Ferrarini si prospetta sempre più intrigante.
Fonte: l'autore Davide Maddaluno
Davide Maddaluno
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