20/04/2025
Rientrato ieri dal Raduno Nazionale Giovanile della FIDAL, svoltosi a Tirrenia dal 16 al 19 aprile.
Sono assai soddisfatto: giovani meravigliosi (ne esistono, vivaddio!) e colleghi ancora pieni di passione, curiosità e massimamente aperti al confronto.
Torno a Pescara con un mondo di idee che mi ballano dentro il cervello. Pensieri che rilanciano domande che mi accompagnano da un po’ nel mio cammino professionale.
Quanto tempo serve per costruire un giovane fondista? Quanto per dargli un motore capace di reggere la fatica, per strutturargli un corpo che sappia correre o marciare in economia e armonia? E quanto, invece, per accompagnarlo verso un’identità, una maturità emotiva, un equilibrio interno che lo faccia restare dentro questo percorso lungo, spesso silenzioso, e talvolta solitario?
Sono domande che non cercano una risposta netta, quanto piuttosto un orizzonte da esplorare. Perché allenare un giovane non è solo questione di carichi, di tabelle o di tempi di recupero. È prima di tutto abitare un tempo non misurabile con il cronometro, fatto di stagioni di crescita e attese, di progressi visibili e di soste invisibili, in cui corpo e mente procedono a ritmi spesso divergenti.
Il motore, si sa, richiede pazienza: va costruito gradualmente, rispettando i tempi biologici, le fasi di sviluppo, gli inevitabili assestamenti della crescita. E il telaio – quella struttura biomeccanica che regge tutto – si plasma lentamente, un passo dopo l’altro, tra tecnica, forza e adattamenti. Ma non c’è solo il corpo: c’è anche la psiche, con i suoi slanci e le sue fragilità, con l’incertezza dell’età, con il bisogno di senso e di riconoscimento.
E allora: come si muove, dentro tutto questo, un allenatore? Come guida senza forzare, accompagna senza trattenere, propone senza imporre? Dove trova la misura giusta tra l’ambizione e l’attesa, tra il progetto sportivo e il rispetto della persona in divenire?
Forse la vera domanda non è "quanto tempo ci vuole", ma quale tipo di tempo è necessario. E soprattutto: che tipo di presenza educativa serve per abitare quel tempo con intelligenza, cura e lungimiranza.
Buona Pasqua, Amici miei. Buona Pasqua a Tutti.