Le 20 Cime d'ITALIA

Le 20 Cime d'ITALIA Un viaggio per l'Italia, per salire le montagne più alte delle regioni.

In tre minuti, saliamo assieme sul C***o Grande del Gran Sasso d'Italia 🙂
16/12/2025

In tre minuti, saliamo assieme sul C***o Grande del Gran Sasso d'Italia 🙂

I

Regione: LAZIOMontagna: Monte GorzanoAltezza: 2.458 mData salita: 28 Agosto 2025.Punto di attacco : Cesacastina, comune ...
06/12/2025

Regione: LAZIO
Montagna: Monte Gorzano
Altezza: 2.458 m
Data salita: 28 Agosto 2025.
Punto di attacco : Cesacastina, comune di Crognaleto (TE), 1.320 m. (Zona campo sportivo a circa 2 km dal paese)
Dislivello per la vetta 1.138 m.
Distanza salita: 7,30 km, totale anello con discesa 14,1 km GPS.
Durata Salita: 2h12’, totale 3h15’. Tempi di percorrenza al netto delle soste.
Tipo salita: estiva, solitaria.

Descrizione della salita nella didascalia delle foto.

CENNI STORICI, CULTURALI E PAESAGGISTICI
Il monte Gorzano è la cima più alta del Lazio e fa parte del gruppo dei Monti della Laga.
Il toponimo Monte Gorzano, non pare avere un’origine chiara e definita. Vi sono solo alcune ipotesi formulate da studiosi di toponomastica appenninica che derivi dal termine “Gorzo” che significa Asta o Lancia ricordando queste forme essendo il monte più alto della zona e visibile da lontano. Un’altra ipotesi è legata al fatto che nelle zone attorno alla montagna vi sono famiglie che portano il cognome Gorzano e che pertanto derivi da proprietari dei lotti dell’epoca medievale.

Non esistono invece riscontri per quanto riguarda il primo salitore del Monte Gorzano. Non essendo una cima di particolare difficoltà è probabile sia stata salita da pastori, cacciatori o viandanti ancor molto prima della nascita dell’alpinismo moderno.

Storicamente l’area del Monte Gorzano è legata da sempre alla pastorizia e alle attività correlate come le transumanze della regione Abruzzo verso il Lazio. La dorsale Laga–Gorzano costituiva una grande via di transito per i pastori che praticavano la transumanza tra Lazio, Abruzzo e Marche.
Durante la Seconda guerra mondiale, i monti della Laga vennero usati anche come rifugi per i partigiani e vie di collegamento difficilmente individuabili dal nemico.
Nel 1991 è stato ufficialmente istituito il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un parco molto esteso, di superficie di circa 150.000 ettari, sviluppato nelle Regioni Abruzzo, Lazio, e Marche, nelle provincie di L’Aquila, Teramo, Pescara, Rieti, Ascoli Piceno (40 Comuni).
È il terzo dei parchi nazionali più estesi d’Italia e ingloba tre gruppi montuosi: il Gran Sasso d’Italia, i
Monti della Laga e il Massiccio del Monti Gemelli
L’area del Monte Gorzano è stata coinvolta nel terribile terremoto del 2016, e alcuni sentieri e punti di accesso sono stati danneggiati, ma poi in parte ripristinati.

BIBLIOGRAFIA
Wikipedia : https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Gorzano
Abruzzo Wild: https://www.abruzzowild.com/escursioni-parchi-abruzzo/monte-gorzano-2458/

Regione: ABRUZZOMontagna: GRAN SASSO D'ITALIA - C***O GRANDECima 6 di 20 . Descrizione della salita nelle didascalie del...
20/10/2025

Regione: ABRUZZO
Montagna: GRAN SASSO D'ITALIA - C***O GRANDE
Cima 6 di 20 . Descrizione della salita nelle didascalie delle foto.

Altezza: 2.912 m
Data salita: 22 Agosto 2025.
Punto di attacco : Campo Imperatore, 2.130 m.
Dislivello per la vetta 782 m. Considerando la discesa per la ferrata 850 m-
Distanza salita: 6,5 km, totale anello con discesa 11,6 km GPS.
Durata Salita: 3h10’, totale 4h35’. (Tempo in movimento)
Tipo salita: estiva, solitaria (ma non troppo visto l’affollamento).

CENNI STORICI, CULTURALI E PAESAGGISTICI
Il C***o Grande è la cima più alta della Regione Abruzzo e fa parte del massiccio del Gran Sasso d’Italia, negli Appennini Abruzzesi, all’interno del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Il toponimo sembra derivare dal latino "Corneum", "C***o", in riferimento alla forma appuntita e alla natura rocciosa e calcaree delle sue pareti. In origine, l'intero massiccio era conosciuto come "Monte C***o", che successivamente è andato ad indicare la cima principale del massiccio. Il toponimo "Gran Sasso" è invece una denominazione risalente al Rinascimento
La prima salita è datata nel lontanissimo 1573 e vi è sorprendentemente una data precisa: il 19 agosto, da parte dell’Ingegnere Luca De Marchi. Questo evento è una delle pietre miliari dell’alpinismo pertanto dedicherò un paragrafo nelle didascalie delle foto.
Dal punto di vista storico, l’evento più noto è stata la liberazione di Mussolini da parte dei Nazisti, nella parte finale della seconda guerra mondiale. Anche per questo evento c’è un paragrafo nella didascalia delle foto.


BIBLIOGRAFIA
Wikipedia : https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Sasso
Prima ascesa : https://cailaquila.it/lo-sguardo-di-francesco-de-marchi/
https://www.mountlive.com/francesco-de-marchi-e-la-prima-salita-al-corno-grande-gran-sasso/
Il docufilm su RaiPlay : https://www.raiplay.it/programmi/montecorno
Liberazione di Mussolini : https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Quercia

Regione: FRIULI VENEZIA GIULIAMontagna: Monte CogliansAltezza: 2.780 mData salita: 18 Agosto 2025.Punto di attacco : Cam...
30/08/2025

Regione: FRIULI VENEZIA GIULIA
Montagna: Monte Coglians
Altezza: 2.780 m
Data salita: 18 Agosto 2025.
Punto di attacco : Camping Alpino Collina , 1.305 m.
Dislivello per la vetta 1.475 m.
Distanza salita: 7,2 km, totale anello con discesa 12,3 km GPS.
Durata Salita: 3h50’, totale 7h30’.
Tipo salita: estiva, solitaria. Descrizione nella didascalia delle foto.

CENNI STORICI, CULTURALI E PAESAGGISTICI
Il monte Coglians con i suoi 2780 è la cima più alta del Friuli Venezia Giulia e fa parte del gruppo delle Alpi Carniche.
Il toponimo Coliàns è probabilmente una derivazione dal friulano, ed è un termine che descrive la sommità o che può essere associato alle caratteristiche fisiche della montagna.
In alcune zone del Friuli, viene associato anche a un'antica preghiera, la quale richiamerebbe la vetta.
Il nome tedesco della cima “Hohe Warte” è traducibile come “sentinella”.
Altra possibilità è che il nome possa derivare dal latino “collem”, che significa "colle", in riferimento alla forma e all’imponenza del monte.
La prima salita avvenne nel 1865 ad opera dell’esploratore austriaco Paul Grohmann, dal versante meridionale che oggi è la via normale alla vetta.
Come molte delle montagne più alte delle Alpi, nella prima guerra mondiale, fu un avamposto dell’esercito Italiano per l’osservazione del territorio.

BIBLIOGRAFIA
Wikipedia : https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Coglians
Ferrate 365, Monte Coglians : https://www.ferrate365.it/vie-ferrate/ferrata-nord-coglians-weg-der-26er/
Geoparco delle Alpi Carniche : https://www.geoparcoalpicarniche.org/it/geositi/scogliera-coglians/

Regione: VENETO Montagna: MARMOLADA - Punta PeniaAltezza: 3.343 mData salita: 15 Luglio 2025Punto di attacco : Passo Fed...
01/08/2025

Regione: VENETO
Montagna: MARMOLADA - Punta Penia
Altezza: 3.343 m
Data salita: 15 Luglio 2025
Punto di attacco : Passo Fedaia (TN) , 2.057 m
Dislivello per la vetta 1.287 m,
Distanza salita: 6,0 km, totale anello con discesa 10,4 km GPS
Durata Salita: 3h58’, totale 7h30’.
Tipo salita: estiva, con Christian Andresi ed Elisa Lagni.

Il racconto della salita nelle didascalie delle foto.

CENNI STORICI, CULTURALI E PAESAGGISTICI
La Marmolada è definita “la Regina delle Dolomiti”, e va ricordato che il nome identifica il massiccio montuoso. Le cime più alte sono Punta Penia ovvero la vetta, Punta Rocca, Punta Ombretta e il Gran Vernel.
Il toponimo è di incerta provenienza e la bibliografia offre due diverse interpretazioni. La prima è che potrebbe derivare dal latino "marmor" , traducibile con la parola “marmo” per la composizione delle rocce che la compongono. La seconda da una radice indoeuropea che significa "splendere" con riferimento all’imponente (all’epoca… ora in fase morente) ghiacciaio.
La Marmolada prima della grande guerra era parte del confine fra il regno d’Italia e l’impero Austro-Ungarico e allo scoppiare del conflitto fu teatro di grandi scontri fra gli eserciti. Una particolarità nell’ambito dei combattimenti fu la cosiddetta "Città di ghiaccio", un complesso di gallerie e cunicoli costruito nel ghiacciaio, in cui i soldati vivevano al riparo del nemico e del freddo più estremo.
La prima salita a Punta Penia è data nel 1864, ad opera dell’austriaco Paul Grohmann, un pioniere dell'alpinismo dolomitico, e delle guide italiane Angelo Dimai e Fulgenzio Dimai, per l'attuale via normale del ghiacciaio.
Il fatto storico più recente è purtroppo il distacco di un imponente pezzo di ghiacciaio, il giorno 03 Luglio 2022, che comportò una gigantesca valanga stimata in 300.000 metri cubi, che portò blocchi di ghiaccio e roccia ben al di sotto del rifugio Pian dei Fiacconi, fino a non molto lontano dal passo Fedaia. Sotto la valanga morirono 11 persone, nella più grande tragedia dell’ alpinismo Dolomitico.

3a Cima di 20Regione: EMILIA ROMAGNAMontagna: Monte CIMONEAltezza: 2.165 mData salita: 20 Giugno 2025Punto di attacco : ...
16/07/2025

3a Cima di 20
Regione: EMILIA ROMAGNA
Montagna: Monte CIMONE
Altezza: 2.165 m
Data salita: 20 Giugno 2025
Punto di attacco : Località le Polle, comune di Riolunato (MO)
Dislivello per la vetta 866 m
Distanza salita: 4,1 km, totale anello 8,0 km GPS
Durata Salita: 1h22’, totale 1h58’.
Tipo salita: primaverile, solitaria.

RACCONTO della salita nella didascalia delle foto.

CENNI STORICI, CULTURALI E PAESAGGISTICI
Il monte Cimone fa parte degli Appennini settentrionali Tosco Emiliani ed è all’interno del parco regionale del Frignano.
Il nome originale della montagna era Alpe de Nona, e solo attorno al 1800 è stato denominato “Cimone” nel senso di grande cima della montagna più alta della zona.
Sono riportate notizie della prima ascensione nel 1569 da parte del nobile Guidinello Montecuccioli. Fin dagli ultimi anni del 1800 la cima è stata oggetto di edificazioni a scopo scientifico in particolare osservatori e stazioni metereologiche. Nel 1937 furono anche edificate costruzioni militari, con particolare utilizzo per le telecomunicazioni.
Oltre alla via scelta a partire dalla località Le Polle, è molto frequentata la salita dal caratteristico Lago della Ninfa.
Una curiosità particolare è che la vetta del monte Cimone è il punto in Italia da dove si può vedere più superficie e questo fa immaginare la bellezza della vista a 360° di cui si può godere.
La montagna negli anni è diventata una nota e importante località sciistica, tanto che i versanti Nord-Est presentano netti tagli della vegetazione per la creazione delle piste.

VALUTAZIONE
Salita molto semplice, con pendenze non troppo impegnative, e anche corta in estensione con uno sviluppo di 4,1 km per la vetta, e 8 con il rientro.
La cima del Monte Cimone è raggiungibile anche da chi ha anche un livello di allenamento medio basso, seppure con circa 800 metri di dislivello totale. Nella salita primaverile-estiva, sono sufficienti normali scarpe da escursionismo con suola scolpita.
L’aspetto ambientale naturalistico della montagna è irrimediabilmente compromesso dalla presenza di varie costruzioni e antenne sulla vetta, nonché dalle numerose ed alte antenne.
Si tratta di una cima, e in generale di una montagna (qui il riferimento alla piste da sci) decisamente antropizzata, dalla cui cima comunque si può ammirare un panorama veramente vasto su tutti gli appennini.
La terza delle 20 Cime è salita.

BIBILIOGRAFIA
l'Appenninista: https://www.appenninista.it/appennino-tosco-emiliano/gruppo-del-monte-cimone/monte-cimone/
Wikipedia : https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Cimone

2a Cima di 20.Regione: TOSCANA, Montagna: Monte PRADOAltezza: 2.054 mData salita: 19 Giugno 2025Punto di attacco : Local...
03/07/2025

2a Cima di 20.
Regione: TOSCANA, Montagna: Monte PRADO
Altezza: 2.054 m
Data salita: 19 Giugno 2025
Punto di attacco : Località Rescadore, comune di Febbio (RE)
Dislivello per la vetta 905 m, totale anello 1.083 m GPS
Distanza salita: 8,1 km, totale anello 15,6 km GPS
Durata Salita: 2h01’, totale anello 3h53’.
Tipo salita: primaverile, solitaria.

CENNI STORICI, CULTURALI E PAESAGGISTICI
Il monte Prado fa parte della catena degli Appennini nella loro parte settentrionale, in particolare dell’appennino Tosco Emiliano. La montagna fa parte dell’Omonimo Parco Nazionale.
Il nome deriva dalla parola latina “Pratum” che significa Prato. L’intera parte sommitale della montagna è infatti circondata da ampi prati, ed è caratterizzata da un’ampia e bellissima vista panoramica.

VALUTAZIONE
Ascensione con poche difficoltà se non le pendenze accentuate per la salita al Passone, con uno sviluppo di 8,1 km per la vetta, e 15,6 totale. Impegnativa e da fare con molta attenzione la variante di discesa dal monte Cipolla.
La cima del Monte Prado è raggiungibile da chi ha almeno un discreto livello di allenamento, e sia in grado di salire circa 1000 metri di dislivello totale. Sono sufficienti normali scarpe da escursionismo con suola scolpita.
Magnifico l’aspetto ambientale, dopo lo scollinamento del passone il paesaggio si apre in prati ampi e pieni di fiori. Il laghetto della Bartegana è un’autentica perla, e i panorami dalla cima sono sconfinati e vasti lungo tutto l’Appennino. Non mi aspettavo tanta bellezza da questa montagna.

Racconto nella didascalia delle foto

CRONACA DI UN DOPPIO BELLISSIMO FALLIMENTOTENTATIVO 2 di 2, MONTE CIMONEDopo la sfacchinata in mezzo a tanta tanta tanta...
11/01/2025

CRONACA DI UN DOPPIO BELLISSIMO FALLIMENTO
TENTATIVO 2 di 2, MONTE CIMONE
Dopo la sfacchinata in mezzo a tanta tanta tanta neve di Sabato, la Domenica mattina sono pronto ad affrontare la salita del monte Cimone. Il punto di attacco individuato è la località Le Polle a circa 1.500 metri, ad appena 15 minuti di macchina dal Campo Base. Dallo studio dei percorsi la salita alla vetta pare una cosa veramente facile, 800 metri di dislivello in circa 5 km. A differenza di una salita estiva c’è l’incognita delle piste da sci aperte dove sicuramente non potrò transitare per non stare in mezzo agli sciatori. Studio una salita “tattica” aggirante le piste da sci che prevende una salita nelle zone boschive fino al rifugio Pian Cavallaro a 1.860 metri. Ho chiaro che la neve mi farà faticare più del normale, ma non ho molti dubbi sul fatto di arrivare in cima.

Ma la montagna, ha in serbo un piano malefico contro di me, e io non lo so ancora.

Il racconto nella didascalia delle foto.

CRONACA DI UN DOPPIO BELLISSIMO FALLIMENTOAvevo pensato di finire il 2024 con una bella “doppietta” per mettere a refert...
10/01/2025

CRONACA DI UN DOPPIO BELLISSIMO FALLIMENTO
Avevo pensato di finire il 2024 con una bella “doppietta” per mettere a referto le cime più alte di Emilia Romagna e Toscana, rispettivamente il Monte Cimone 2.165 m e il Monte Prado 2.054 m.
Fra gare, cene di fine anno e impegni vari mi rimaneva a disposizione solo il week end del 20-22 Dicembre. Studiata e preparata la logistica con base a Riolunato, ed essendo all’apparenza la neve ben lontana dall’arrivare, già a fine novembre decido per il viaggio e prenoto la logistica.
Ma nella prima settimana di dicembre arriva la prima copiosa nevicata sugli appennini…. No problem, manca ancora parecchio tempo e infatti le settimane centrali di dicembre sono all’insegna del bel tempo, con temperature ben al di sopra delle medie. Quando il week end prescelto si avvicina, appare chiaro che con scientifica precisione, esattamente in quel week end il tempo sarà pessimo e arriverà una perturbazione intensa come da parecchio tempo non si vedeva.
Armato di ottimismo e con in dotazione una rinnovata attrezzatura invernale, curata con meticolosità, decido di partire ugualmente e di tentare le salite in stile invernale.
Giovedì 19, il giorno prima della partenza, invece cade sugli appennini una delle nevicate più copiose degli ultimi anni, con un importante strato di neve che si va a posare su quello già esistente della prima nevicata di inizio dicembre.
Arrivo venerdì pomeriggio al “Campo base” a Riolunato (MO), dopo un viaggio a dir poco rocambolesco da Maranello in poi, con il navigatore del telefono Google Maps che impazzisce più volte e mi fa fare un giro assurdo. Scoprirò poi che nelle zone montane con poca copertura, il “vecchio” navigatore della macchina basato su segnale GPS satellitare è assolutamente più stabile e affidabile, rispetto al navigatore telefonico di Google Maps che si basa sul segnale della rete telefonica GSM 3G, 4G e 5G che in montagna è appunto spesso debole o insistente con effetti disastrosi sull’efficienza del navigatore sul telefono.
TENTATIVO 1 di 2, MONTE PRADO
Il racconto nelle didascalie delle foto.

Indirizzo

Pergine Valsugana
38057

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Le 20 Cime d'ITALIA pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare