31/07/2026
Il telefono ha continuato a squillare fino alla fine, nella storica sede di Exodus al Parco Lambro di Milano, sotto le grandi travi di legno intrecciate sul soffitto. Lì, nel luogo che per decenni è stato una delle frontiere del disagio giovanile italiano, don Antonio Mazzi s'è spento poco fa all'età di 97 anni, circondato dalla sua grande famiglia. Non ci arrivavano quasi più i ragazzi dell'eroina, quelli che negli anni Ottanta la dipendenza e la strada consumavano nell'impotenza generale e che - solo, insieme agli altri “preti di frontiera” che in quegli anni sceglievano la prima linea delle periferie umane e geografiche del nostro Paese - il sacerdote veronese raccoglieva e provava a salvare. A chiedere aiuto per figli fragili come cristalli, scavati dal disagio mentale, dall'anoressia, dal male di vivere, dalle dipendenze da azzardo e social network, c'erano i banchieri, i politici, le madri disperate, le famiglie smarrite. Lui, il don, li ascoltava tutti dalla sua grande scrivania e continuava a fare ciò che aveva fatto per tutta la vita: incontrare le persone prima ancora che i loro problemi.
Il ricordo di don Antonio Mazzi curato dalla nostra Viviana Daloiso
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