Tai chi Padova

Tai chi Padova Corsi di Tai Chi dell’Acqua a Padova. Benessere, equilibrio e consapevolezza per tutte le età.

14/07/2026
14/07/2026

Perché nel Taiji dell’Acqua il movimento cerca sempre i 45°

Nel Taiji dell’Acqua il principio dei 45° non rappresenta una regola geometrica da applicare rigidamente, ma un modo di comprendere come il corpo possa muoversi in armonia con le leggi della natura.

Osservando il movimento delle onde, il rotolare di una sfera o la propagazione di una forza, possiamo notare che la direzione più naturale raramente è perfettamente verticale o orizzontale. È una direzione intermedia, capace di mettere in relazione salita e discesa, apertura e chiusura, espansione e raccolta.

Per questo motivo, durante la pratica, il corpo ricerca continuamente queste diagonali naturali. Braccia, gambe, bacino e intenzione si organizzano seguendo direzioni che cambiano costantemente in funzione della gravità, del movimento e della forza con cui entriamo in relazione.

Il principio dei 45° non è quindi un angolo da misurare, ma una qualità del movimento.

Nel Tui Shou questo concetto diventa ancora più evidente. Immaginando il corpo come un volume rotondo, simile a una sfera che può ruotare liberamente, la forza dell’altro non viene affrontata frontalmente, ma accompagnata seguendo il percorso di minor attrito. Il movimento si adatta continuamente, proprio come una ruota che gira o un pallone che rotola.

Questa ricerca rende il Taijiquan fluido, continuo e naturale. Il corpo evita rigidità e interruzioni, mantenendo sempre la capacità di trasformarsi senza perdere la propria unità.

I 45° non sono quindi un punto d’arrivo, ma uno strumento per educare il corpo a muoversi in modo armonioso, efficiente e coerente con i principi del Taiji dell’Acqua.

Nel video non cercare un angolo da misurare. Osserva come il corpo ricerca continuamente la diagonale più naturale, adattandosi alla gravità, allo spazio e alla direzione della forza. Nel Taiji dell’Acqua i 45° non sono una posizione: sono un principio di movimento.















05/07/2026

I quattro Jin principali del Taiji: non quattro tecniche, ma un unico volume in movimento

Quando si parla di Pong, Lü, Ji e Àn, spesso li si descrive come quattro tecniche o quattro tipi di forza. È una semplificazione che può aiutare all’inizio, ma rischia anche di allontanare dal loro significato più profondo.

Nel Taiji dell’Acqua li studiamo come quattro funzioni di uno stesso volume in movimento.

Immagina una sfera che galleggia sull’acqua. Quando entra in contatto con una forza esterna non reagisce sempre allo stesso modo: può sostenere, accompagnare, riempire uno spazio o rilasciare la propria energia. Il volume rimane sempre lo stesso, cambia solo il suo modo di relazionarsi.

Per questo motivo i quattro Jin non sono movimenti separati. Sono aspetti diversi di un’unica dinamica.

Pong (掤) rappresenta un volume completo, omogeneo e presente. Non è una parata né una spinta verso l’alto. È la sensazione di uno spazio interno sostenuto, come una barca che galleggia sull’acqua: stabile, viva e pronta ad adattarsi.

Lü (捋) è la capacità di accompagnare e condurre la forza senza opporvisi. Le braccia ascoltano, il centro guida. È come un tronco trasportato dalla corrente: segue il flusso senza perdere la propria unità.

Ji (擠) nasce quando lo spazio creato da Lü viene riempito. Non è semplicemente “premere”: è aderire, penetrare, entrare nello spazio disponibile con continuità, come l’acqua che riempie un recipiente.

Àn (按) conclude naturalmente questa trasformazione. Non significa spingere con le braccia, ma rilasciare attraverso il corpo un impulso generato dal centro. L’immagine è quella di un’onda che si infrange: la forza non viene costruita nelle mani, ma nasce dalla vita, dalle anche e dalla connessione dell’intero corpo.

Osservati singolarmente sembrano quattro principi distinti.

In realtà Pong, Lü, Ji e Àn non sono quattro azioni separate, ma quattro funzioni dello stesso volume. Nella pratica non si susseguono come movimenti distinti: convivono e si trasformano continuamente durante la relazione con la forza.

Nel Taiji dell’Acqua questo volume viene ricercato con tre qualità fondamentali: rotondo, perché privo di interruzioni; pieno, perché interno ed esterno sono uniti; omogeneo, perché ogni parte del corpo partecipa e trasmette la stessa qualità.

Nel video mostro la sequenza dei quattro Jin principali. Non cercare quattro tecniche diverse. Prova invece a osservare come cambia la qualità dello stesso volume durante il movimento.

29/06/2026

Quest’anno ho deciso di portare il Taiji fuori dalla palestra, nel luogo dove il movimento ritrova il suo ritmo naturale: il parco. Vi aspetto!

🌿 QUESTA ESTATE, UN’ORA DI TAIJI ALL’ARIA APERTA 🌿

Ci sono momenti in cui basta rallentare, respirare e dedicarsi un po’ di tempo.

Per questo, durante il mese di luglio, ti propongo un appuntamento speciale nel verde del Parco Milcovich: un’ora di pratica di Taiji dell’Acqua, aperta anche a chi non ha mai praticato.

Non serve esperienza, solo la voglia di scoprire un modo diverso di muoversi, ritrovare equilibrio e iniziare la giornata con calma ed energia.

📅 Sabato 4, 11 e 25 luglio
🕘 Dalle 9:00 alle 10:00
📍 Parco Milcovich – Via Jacopo da Montagnana, Padova

👥 Attività su prenotazione (minimo 5 partecipanti).

📞 340 6970208
📧 [email protected]

“La forza che non si vede.”
Appunti di pratica interna.

Indirizzo

Via Riccardo Bajardi 5 PD
Padua
35129

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