11/04/2026
Tabula Rasa 2016 – Comunicato
Ci siamo illusi, quest’anno, di poter assistere a un epilogo di stagione quantomeno tranquillo.
Purtroppo non è così.
Nelle ultime settimane abbiamo avuto diversi incontri con la proprietà, la squadra, gli addetti ai lavori e la tifoseria. Abbiamo fatto l’impossibile, mettendoci la faccia in prima persona per cercare di essere costruttivi. Ma quando ti ritrovi davanti padri e figli come noi, in evidente difficoltà, parlare di calcio diventa davvero complicato.
E noi, che ci portiamo sulle spalle l’onore e l’onere di combattere per quella maglia sugli spalti, facendo sacrifici e mettendo da parte lavoro, famiglia e affetti, non possiamo non essere solidali con chi quella maglia la sta onorando in campo.
Non siamo gente abituata a nascondere la polvere sotto il tappeto e ci prendiamo la responsabilità di scoperchiare il vaso di Pandora.
Le prestazioni positive viste finora in questa stagione, così come la mancanza di punti di penalizzazione, sono esclusivamente frutto dei sacrifici di chi è andato in campo mettendo tutto il resto da parte.
Ma siamo stanchi. Stanchi di non avere ambizioni, stanchi di navigare a vista, stanchi di ritrovarci sempre davanti agli stessi problemi, che riteniamo ormai insormontabili.
Dopo la contestazione della stagione passata, pensavamo — a seguito delle tante rassicurazioni da parte della società — di poter stare tranquilli… CHIACCHIERE!
E ora qualche risposta sul perché nessuno si faccia avanti nel contribuire al nome dell’A.C. Nardò ce la stiamo dando.
Ci teniamo a specificare che siamo consapevoli di quanto di positivo questa proprietà abbia fatto fino a oggi, mantenendo per più di otto anni la Nardò calcistica in Serie D, nonostante l’assenza di un patrimonio personale idoneo e ricorrendo esclusivamente al sostentamento tramite sponsor. Non è cosa da tutti, e di questo va dato merito ad Alessio Antico e al DS Corallo — quest’ultimo anche ingiustamente attaccato negli anni, ma senza il quale probabilmente oggi saremmo in difficoltà ancora maggiori.
Tuttavia, dopo tanti anni, invece di una crescita ci ritroviamo a vivere una fase di involuzione che definire preoccupante è un eufemismo. Quello che percepiamo oggi è un’amministrazione societaria assolutamente inadatta a questa categoria, che ci vede ai minimi termini in quanto a credibilità, organizzazione e sostentamento.
E si badi: le difficoltà ci sono ovunque, ne siamo consapevoli. Ma sarebbe bastato essere chiari, invece di continuare a rimandare, dando false speranze a chi — sulle parole, che per noi valgono più di un pezzo di carta, e su promesse non mantenute — lotta in campo con la maglia granata.
Siamo stati tirati in ballo in questioni sulle quali mai avremmo voluto essere costretti a esprimerci. Queste sono le conseguenze.
Continueremo a essere presenti sia in casa che in trasferta, perché la maglia granata è la nostra seconda pelle e perché chi oggi la sta vestendo la sta onorando. Ma adesso chiediamo a gran voce che questa società si faccia da parte una volta per tutte. E se c’è qualcuno che ha intenzione di dare vita a un progetto sostenibile e ambizioso, esca alla luce del sole: non siamo disposti ad assecondare una situazione che si trascina ormai da troppo tempo.
Nardò ha un tessuto imprenditoriale importante: puntare in alto è possibile, ma non con l’attuale proprietà.
Chiunque abbia la possibilità e il sentimento di attaccamento verso questa terra e questa maglia, chi vuole che il proprio nome lasci traccia nella storia per aver fatto qualcosa di importante per la nostra città, si faccia avanti in maniera palese. Un cambiamento è possibile, perché il calcio è fatto di cicli, e per noi questo ciclo societario è concluso.
Si porti a termine questa stagione nel migliore dei modi, ma poi basta.
Il futuro non ci spaventa: tutto passa, noi no.
TABULA RASA.