25/05/2026
Antonio Conte saluta il Napoli e ci spiega il motivo dell’addio:
«Ho alzato le mani. Troppi falliti che spargono veleni per un like. Non sono riuscito a compattare l’ambiente.»
Ah ecco.
Quindi uno che ha affrontato Mourinho ai tempi d’oro, i tifosi dell’Inter incazzati neri, la Premier League, la Juve di Agnelli e mezzo spogliatoio pronto a fare la rivoluzione, alla fine si è arreso perché su Facebook e nei podcast qualcuno ha scritto “Conte gioca male”?
Ma per favore.
Conte è un bulldozer umano, uno che mangia carbone a colazione e sputa motivazione. Se avesse voluto restare, avrebbe preso quei “falliti” uno per uno, li avrebbe guardati negli occhi e gli avrebbe fatto un discorsetto di 45 minuti con le vene del collo gonfie fino a farli convertire al contismo. Invece ha chiamato De Laurentiis un mese fa e ha detto: «Aurelio, in virtù dell’amicizia… me ne vado».
Traduzione dal contese:
«Presidente, o mi fai la squadra che voglio io o preferisco andare a cercare un altro posto dove posso fare il generale senza che qualcuno mi rompa i cabasisi.»
Perché la verità (quella che non dirà mai in conferenza) è un’altra:
- Voleva più soldi per rinforzi importanti
- Voleva più potere decisionale
- Si è rotto le p***e di lottare contro l’ambiente, gli infortuni, le aspettative da pazzi e probabilmente anche un po’ contro De Laurentiis che non sempre gli ha detto “sì padrone”
E allora ha scelto la via nobile: la vittima dei falliti. Geniale.
Complimenti Antonio, hai vinto uno Scudetto, una Supercoppa e il premio “Drammatico dell’anno”. Napoli ti ringrazia per quello che hai dato, ma soprattutto per averci ricordato che anche i grandi allenatori, quando devono andarsene, trovano sempre la scusa perfetta.
Ora vai in pace, Generale. E salutaci i “falliti”… tanto loro senza di te saranno persi.