Il Napulegno

Il Napulegno Il Napoli senza padroni Pagina sul Napoli ideata da Rosario Dello Iacovo

Sarebbe stata la mia scelta già nell’estate 2022.Il nome giusto per sostituire El Patròn.Poi la storia ha scelto Meret, ...
14/06/2026

Sarebbe stata la mia scelta già nell’estate 2022.

Il nome giusto per sostituire El Patròn.

Poi la storia ha scelto Meret, e ha fatto bene: due scudetti, iniziati con quel Verona-Napoli da professionista vero, mentre la città, Luciano compreso, aspettava e sospirava per Keylor Navas.

Ma se le strade del Napoli e di Gugliermo Vicario potessero davvero intrecciarsi, io non ci penserei un secondo.

ML98

Brasile-Marocco.Un calciatore di un’altra categoria in campo.E no, non è quello con la verdeoro addosso.Ayyoub Bouaddi.1...
14/06/2026

Brasile-Marocco.

Un calciatore di un’altra categoria in campo.

E no, non è quello con la verdeoro addosso.

Ayyoub Bouaddi.

18 anni.

Un predestinato.

ML98

Vittorio Zambardino, in un lungo articolo sul Corriere del Mezzogiorno, ci spiega che se le squadre del Nord - la Juve e...
14/06/2026

Vittorio Zambardino, in un lungo articolo sul Corriere del Mezzogiorno, ci spiega che se le squadre del Nord - la Juve e l’Inter - si stanno rafforzando, “il Napoli non dà segno di voler pensare a un uomo-politica che regga allo scontro”.

Chi ha sopperito alla latitanza del presidente De Laurentiis, suggerisce Zambardino, è stato in questi due anni Antonio Conte, che “ha fatto da ferro di lancia del club”.

Questo per dire al presidente che “ci vorrebbe un altro lanciere”.

Il tema non è banale. Da tempo il Napulegno racconta della crisi del calcio. Del fronte Nord sempre più forte. A voler essere onesti fino in fondo, c’è un intreccio di interessi convergenti tra società, istituzioni del mondo del calcio, editori, testate giornalistiche e giornalisti tifosi.

E il nostro Sud partecipa a questa cena di gala con un paio di invitati: il Napoli e il Lecce.

Il commentatore del Corriere del Mezzogiorno è molto preoccupato per il ritardo di Massimiliano Allegri, che ancora non riesce a liberarsi dal Milan. “Assai imprudente il Napoli”, “assai imprudente Allegri”.

E “che cosa farà Allegri con i tanti esterni presenti in rosa?”.

Ma perché poi sarebbe “maledettamente tardi” presentare il nuovo allenatore al ritiro di Dimaro?

A dire il vero, non sembra di leggere una riflessione, l’analisi di un bravo giornalista come è Vittorio Zambardino, ma lo sfogo su un qualsiasi social di un qualsiasi tifoso rancoroso, amareggiato, deluso.

Possiamo non essere d’accordo su tante cose. Spesso il tifo rende ciechi.

Il dover navigare spesso a vista suggerisce a molti una navigazione incerta, senza rotta. Ma il bilancio del Napoli del presidente De Laurentiis non è quella catastrofe che i parvenu della domenica lasciano intendere.

Si potrebbe sottolineare con un pizzico di orgoglio, proprio in queste settimane che precedono i festeggiamenti per il centenario del Napoli, che se oggi stiamo a parlare di Champions, di coppe e scudetti, come se tutti questi traguardi fossero stati traditi quest’anno, è perché il Napoli è cresciuto.

Siamo ancora inadeguati per combattere contro le squadre del Nord? Sì.

Ci manca uno stadio, un centro sportivo, una scugnizzeria. E poi il mercato. E tanto ancora.

Bisogna solo amare la squadra e avere fiducia nella società.

GuiRuo55

La Gazzetta dello Sport parla del mercato: “Assalto a Gila. E Lucca potrebbe sbloccare l’affare”.Intrigante l’articolo d...
14/06/2026

La Gazzetta dello Sport parla del mercato: “Assalto a Gila. E Lucca potrebbe sbloccare l’affare”.

Intrigante l’articolo di Vincenzo D’Angelo: “Lotito chiede 30 milioni per Gila, anche perché deve il 50 per cento dell’incasso al Real Madrid. Però ora la Lazio rischia un mercato a saldo zero. E questo diventa un assist per il Napoli”.

“Al nuovo tecnico biancoceleste, Rino Gattuso, piace molto Lorenzo Lucca. Magari inserendo il prestito di Lucca la trattativa potrebbe davvero decollare”.

E anche il Corriere dello Sport crede nella partenza di Gila: “Lotito a zero”. “Un anno fa il mercato bloccato per il bilancio flop. Ora un’altra estate da incubo: per fare acquisti prima deve vendere. Gila rischia di partire. La rivolta dei tifosi”.

Ma in realtà il Corriere dello Sport punta su un altro giocatore: Norton-Cuffy.

“Sprint Napoli”. “L’inglese se la gioca con Khalaili e Dodô”. “Anche l’esterno del Genoa nella lista di Manna per affiancare il capitano Di Lorenzo sulla corsia destra”.

“Ventidue anni, scuola Chelsea e Arsenal. Brooke è pronto per il grande salto”.

Anche Repubblica Napoli accende i riflettori sull’inglese del Genoa: “Mercato, Allegri vuole un terzino. Spunta Norton-Cuffy del Genoa”.

“Il calciatore costa meno di Khalaili. La valutazione è di 15 milioni, possibile una trattativa. In difesa si continua a insistere per il centrale della Lazio Mario Gila”.

Chissà se le cose stanno davvero così: “Allegri vuole liberarsi a zero”. È Pino Taormina che sul Mattino lo ipotizza: “I legali di Max fanno fatica a trovare un’intesa nel caos del mondo Milan”.

“Il tecnico ha fretta e pensa alla soluzione: rinunciare alla buonuscita”.

Altro titolo: “Lang cerca gloria”.

“Oggi l’esordio dell’Olanda al Mondiale contro il Giappone. Noa vuole stupire per conquistare la fiducia di Allegri”.

GuiRuo55

TRIUNFO Y SOLEDADParte 8 - Per il nome e per la maglia===A causa di un sorteggio sfavorevole, la Selección si è trovata ...
14/06/2026

TRIUNFO Y SOLEDAD
Parte 8 - Per il nome e per la maglia
===

A causa di un sorteggio sfavorevole, la Selección si è trovata a giocare tutte le partite alle 12, con il sole ancora ben alto, a oltre 2000 metri di altitudine.

Le Coq Sportif aveva elaborato per le maglie un tessuto in microfibra per migliorare la traspirazione degli atleti in condizioni climatiche ostili, applicandolo però solo alla divisa da titolare, a strisce celesti e bianche.

La seconda maglia, totalmente blu, era completamente differente e di qualità pessima.

Dopo il duro match con l’Uruguay, Bilardo giura che i suoi uomini non vestiranno mai più quelle seconde magliette di cotone grosso, dal collo a girovita stretto e soffocante, fradice di sudore e pesanti il triplo dopo appena mezz’ora di gioco.

Malgrado per sorteggio sia l'Argentina a dover giocare i quarti con la seconda maglia.

Ai quarti, intanto, sono arrivati il favoritissimo Brasile che, oltre alla vecchia guardia della Seleção 82, sia pure un po' cigolante, dispone di esterni d'assalto come Josimar e Branco e di un centravanti fortissimo come Antonio Careca.

C'è anche la Francia di Platini, che mette fine all'Italia di Bearzot.

Ammaina la propria bandiera l'URSS di Lobanovski, per una storia che finisce calcisticamente in Messico e politicamente a Chernobyl.

La rivelazione Danimarca viene buttata fuori dalla Spagna, con Butragueño che gliene fa quattro.

Passano anche i soliti tedeschi, i padroni di casa del Messico e poi la prossima avversaria degli argentini: l'Inghilterra, che con Gary Lineker si sbarazza del Paraguay.

Già, Inghilterra-Argentina.

Quando la dittatura argentina graffiava la carne dei giovani argentini, il governo inglese percepiva ricche commesse per le ferrovie che le aziende di Sua Maestà stavano sviluppando.

La notte del 16 settembre 1976 fu definita "delle matite spezzate".

Venne ordinata una serie di sequestri, sparizioni e torture alle quali furono sottoposti giovani studenti.

Molti di loro avevano in precedenza partecipato alle proteste per la prevista abolizione del "Boleto Escolar Secundario", un tesserino che consentiva agli studenti liceali prezzi ragionevoli sui libri e sull'uso dei mezzi pubblici.

Cosa facevano l'Inghilterra e l'Occidente?

Niente.

Assolutamente niente.

Eppure l'esercito di Sua Maestà non tardò a combattere l'esercito argentino solo per riprendersi i suoi fottuti scogli delle Falkland.

Un esercito argentino composto da ragazzi come lo erano quelli scomparsi nella notte delle matite spezzate.

E quando nel 1985 l'esercito inglese raccolse 320 cadaveri argentini, proponendo di rimpatriarli, ci fu tutta la burocrazia politica a calare il silenzio.

"Le Malvinas sono già Argentine. Quei soldati sono già in patria, quindi restano lì".

Allora gli inglesi fanno un cimitero a Puerto Darwin e su 164 tombe di militi ignoti scrivono: "Soldado Argentino Solo Conocido Por Dios".

Dove erano gli inglesi mentre le pantere bruciavano i ragazzi argentini?

E dove era "el gobierno argentino" mentre gli inglesi ne affondavano altri della stessa generazione?

Perciò militari e inglesi erano della stessa pasta.

"El que no salta es inglés!".

Sempre.

I quarti di finale sono fissati per le 12 messicane e l’Argentina dovrà scendere in campo ancora una volta all’ora di punta e con l’insopportabile divisa di riserva.

Il rifiuto di Bilardo è tassativo, e chi deve provvedere è il magazziniere Rubén Moschella, che a bordo di un taxi, a 72 ore dalla partita e senza l’autorizzazione della FIFA per cambiare la divisa a torneo iniziato, si perde nel caos di Città del Messico alla ricerca di un facsimile del completo incriminato, che abbia sul petto il classico galletto francese, logo della Coq Sportif.

Tornerà esausto, con 38 maglie - una per tempo, per i 19 giocatori della rosa - in semplice cotone ma più leggere, e con un ampio collo a V.

Bilardo è scettico, quasi pentito della propria iniziativa.

Maradona entra nel suo ufficio con la nuova maglia indosso.

"Guardala, Carlos, perché è con questa che batteremo gli inglesi".

Bilardo ebbe un sorriso di tenerezza.

"Bueno, Diego", va bene.

Aveva una luce, Diego, cui era impossibile resistere.

A sole 48 ore dal match che cambierà la storia del calcio, un disegnatore abbozza uno stemma dell’AFA il più possibile simile all’originale, privo, per ragioni di tempo, dei tradizionali rami d’alloro.

Il resto del lavoro viene portato a termine a tempo di record dalle anonime e amorevoli sarte del club, che sul petto di ogni casacca cuciono il marchio dell’Asociación Fútbol Argentina, e sul retro stirano con materna pazienza i numeri dall’1 al 19, fabbricati in realtà per maglie da football americano e perciò più grandi, oltre che leggermente argentati e non bianchi.

Il 22 giugno gli argentini, con questa maglia indosso, entrano in campo con i Leoni inglesi in consueta tenuta bianca.

Ci sono partite importanti.

Altre fondamentali.

Altre, ancora, decisive.

E poi alcune, massimo 10, oppure 15, nella Storia del Calcio, per cui c'è un Calcio prima di esse e uno dopo di esse.

Argentina-Inghilterra del 22 giugno 1986 in Messico è una di queste.

Nel trambusto del tifo dello stadio Azteca si udiva perfettamente il coro argentino.

"El que no salta es inglés!".

(... Continua..)

Eab73

13/06/2026

Vorrei vincere il quinto con 38 1-0 al 90° solo per leggere le nenie dei belgiuochisti.

Uagliu', onesto, c'ata accise 'a salute.

RDI

Buon onomastico ad Antonio Vergara. Con l’augurio che quella con il Napoli possa essere una storia lunga e vincente, fon...
13/06/2026

Buon onomastico ad Antonio Vergara.

Con l’augurio che quella con il Napoli possa essere una storia lunga e vincente, fondata sul lavoro e sul senso di appartenenza che questa maglia merita.

Chi è cresciuto con quei colori addosso ne conosce il valore.

L’auspicio è che il suo cammino in azzurro possa lasciare un segno importante e condurlo a far parte della schiera di chi ha reso grande il Napoli.

Tiz

TANTI AUGURI DI BUON ONOMASTICO, MISTER ANTONIO CONTE!Oggi è il giorno giusto per dirti semplicemente grazie.Grazie per ...
13/06/2026

TANTI AUGURI DI BUON ONOMASTICO, MISTER ANTONIO CONTE!

Oggi è il giorno giusto per dirti semplicemente grazie.

Grazie per questi due anni vissuti insieme, per aver riportato entusiasmo, orgoglio e senso di appartenenza. Grazie per lo Scudetto, per la Supercoppa Italiana e per tutte le emozioni che ci hai regalato lungo il cammino.

Ma, soprattutto, grazie per l'impegno, la professionalità e l'attaccamento che hai dimostrato verso il Napoli e verso la città di Napoli. Hai capito fin dal primo giorno cosa significa allenare questa squadra: rappresentare un popolo che vive di passione, sacrificio e amore incondizionato.

Hai insegnato a non mollare mai, a lottare fino all'ultimo minuto, a credere nel lavoro quotidiano e nella forza del gruppo. Hai saputo entrare nel cuore dei tifosi non solo per i risultati ottenuti, ma per il rispetto mostrato verso questi colori e questa terra.

Napoli non dimentica chi dà tutto per questa maglia. Le vittorie passano alla storia, ma la dedizione, il carattere e il senso di appartenenza restano per sempre nella memoria della gente.

Che questo onomastico possa portarti serenità, soddisfazioni e tanta felicità. Ovunque ti porterà il futuro, una parte del popolo napoletano ti sarà sempre riconoscente per ciò che hai fatto e per come lo hai fatto.

BUON ONOMASTICO, MISTER ANTONIO CONTE. E GRAZIE DI CUORE.

Perché a Napoli si possono dimenticare tante cose, ma non chi ha onorato questa maglia con il lavoro, il sudore e il cuore. Forza Napoli, sempre. 💙🏆🏆

SB

Io non voglio che il Napoli rinnovi Scott.Lo pretendo.A vita.Con la fascia al braccio.Fino a quando lo scorrere del temp...
13/06/2026

Io non voglio che il Napoli rinnovi Scott.

Lo pretendo.

A vita.

Con la fascia al braccio.

Fino a quando lo scorrere del tempo, infame e bastardo, non dirà che è arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo.

Per diventare Presidente Onorario.

ML98

Mi sono imbattuta per caso nella lunga intervista rilasciata ad aprile da Fabio Cannavaro a Luca Toni nel format “Fenome...
13/06/2026

Mi sono imbattuta per caso nella lunga intervista rilasciata ad aprile da Fabio Cannavaro a Luca Toni nel format “Fenomeni” di Prime Video.

Mi hanno colpito le riflessioni sulla crisi del calcio italiano, soprattutto perché a pronunciarle non è un nostalgico qualunque, ma il capitano dell’Italia campione del mondo del 2006, ultimo italiano a vincere il Pallone d’Oro e uno dei più grandi difensori della storia del calcio.

“Se vedo quanti gol abbiamo preso nelle qualificazioni Mondiali mi vengono i brividi”.

“Avevamo una cosa positiva: difendere e soffrire. L’abbiamo persa per copiare la fase offensiva degli altri”.

Parole che, secondo me, meritano una riflessione più profonda.

Perché Cannavaro non sta facendo l’elogio del catenaccio e nemmeno sostenendo che bisogna rinunciare a giocare bene.

Il senso del suo ragionamento è un altro: negli ultimi anni ci siamo preoccupati moltissimo di imitare gli altri, di parlare di principi di gioco, costruzione dal basso e fase offensiva, dimenticando però ciò che per decenni aveva rappresentato uno dei punti di forza del nostro calcio.

La capacità di difendere.

La capacità di soffrire.

E, aggiungerei, la mentalità.

Perché, in fondo, la lezione di uomini di calcio come Giovanni Trapattoni, Fabio Capello e dello stesso Fabio Cannavaro può essere riassunta in un concetto molto semplice: la solidità non è il contrario del bel gioco, ma la condizione necessaria affinché il bel gioco produca risultati.

Perché il calcio, in fondo, resta uno sport semplice.

Prima impari a non perdere.

Poi impari a vincere.

E solo dopo, eventualmente, impari anche a vincere bene.

Tiz

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Naples

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