12/06/2026
PAOLO SIMONCELLI:” Balaton Ring troppo piccola, troppo giovane!”
Dopo un Mugello da dimenticare, con lo stesso guasto meccanico che si è ripresentato identico sulla moto di Casey (lo stesso identico problema già visto a Jerez con Leo) siamo arrivati in Ungheria con poca pazienza e ancora più incazzati. L’unica cosa buona: abbiamo finalmente capito cosa non funzionava e siamo riusciti a metterci una pezza. Tuttavia, ammetto che dover rincorrere continuamente una soluzione, anziché lavorare per migliorare le prestazioni, alla lunga diventa sfiancante.
Il Balaton Ring si è giocato la sua ultima carta per farsi apprezzare. “Troppo piccola, troppo giovane” sono le motivazioni più diffuse nel paddock. Come quando non sai chiudere certe storie d’ amore e accampi scuse banali del tipo "non sei te sono io" , sembra destinata a finire così anche la relazione tra Dorna e il circuito Ungherese. In realtà a noi comuni mortali non è dato sapere le vere ragioni, ma quello che si vede è chiaro: tribune mezze vuote, poca gente, mentre altrove i GP continuano a registrare numeri importanti. Fatico davvero a credere che in Ungheria le moto non interessino: più facile pensare che sia stato tutto pubblicizzato e venduto male.
A rendere il weekend ancora più surreale è stata la notizia shock sul team Leopard Racing, travolto da uno scandalo tecnico che ha portato alla squalifica di Adrián Fernández dai primi sei Gran Premi della stagione 2026. I controlli tecnici hanno evidenziato la manomissione dei sigilli del motore e lo spagnolo, che si trovava al terzo posto nella classifica mondiale, è scivolato in ventesima posizione. Non siamo qui per giudicare nessuno, ma al di là delle dinamiche sportive, una vicenda del genere lascerà inevitabilmente una br**ta impressione.
In pista con Casey abbiamo fatto il nostro. Un tracciato difficile, con punti dove l’asfalto nuovo sembrava il calcio saponato e superare diventava un gioco d’azzardo. Diversi piloti hanno fatto fatica proprio per questo. Ma Casey pur faticando abbastanza ha stretto i denti. Gareggiava per la dodicesima posizione quando, nel finale, le cadute davanti, compresa quella pesante che ha coinvolto Muñoz, hanno rimescolato un po’ le carte in tavola. Alla fine è riuscito a strapare 7 punti. Questo nono posto non sarà un risultato da copertina, ma in queste condizioni si porta a casa quello che si può.
Anche sul percorso di Leo, per quanto ancora complicato, mi dichiaro soddisfatto. Non tanto per la posizione finale, ma per l’atteggiamento dimostrato: una gara più aggressiva, più viva, e soprattutto la capacità di iniziare ad ascoltare qualcosa dei nostri consigli.
Ha fatto un passo avanti anche sul tempo sul giro, nei suoi termini e sono fiducioso che possa essere l’inizio di un percorso in crescita per lui. Con il team al suo fianco e un briciolo di fortuna, spero che la strada per lui possa iniziare a farsi un po' meno in salita.
-PaoloSic58-