10/03/2021
Sono passati tre anni. Sì, ormai l'annata in corso è archiviabile essendo la Juve fuori dalla Champions e de facto quasi fuori dalla lotta scudetto. (l'eventuale vittoria della Coppa Italia non è motivo di consolazione per un club abituato a vincere scudetti da 9 anni) È giunto il momento di fare un bilancio costi/benefici dell'affare Ronaldo. Posto che il valore del giocatore ovviamente non si discute, si discute invece la bontà dell'affare a 360°.
Il 2018 era l'anno designato per il grande investimento a centrocampo, in linea con un processo di crescita graduale del club e per provare ad invertire la rotta di un reparto in costante declino dopo l'addio prima di Pirlo e Vidal, poi di Pogba ed infine di Marchisio, "rimpiazzati" - per usare un eufemismo - da Pjanic, Khedira e Matuidi. Si è scelto invece di rinunciarvi a favore dell'occasione Ronaldo, senza effettuare alcun improvement nel reparto nevralgico delle sorti di una squadra e sperando che il portoghese portasse sostanzialmente da solo la Champions. Questo il primo evidente problema dell'affare.
Il secondo grosso problema è legato a Paulo Dybala. L'argentino è sempre stato al centro dei precedenti piani tattici della Juventus ma con l'acquisto del portoghese è stato decentralizzato. A volte è stato allontanato di qualche decina di metri dalla porta (stagione 2018-2019) in nome dell'equilibrio tattico, a volte è stato allargato sulla fascia. In ogni caso è evidente che Paulo sia difficilmente compatibile con il portoghese dato che il miglior Ronaldo si è visto con un centravanti di manovra al suo fianco e questo quasi automaticamente esclude Dybala o lo relega ad un ruolo di sacrificio. Culmine di questo processo la stagione 2020-2021, con Dybala quasi sempre indisponibile e - se disponibile - sfiduciato e ombra di sé stesso.
Il terzo - e principale - problema riguarda i costi di gestione del portoghese. Aldilà della retorica e delle frasi fatte ("il portoghese si ripaga con la vendita delle magliette") l'ingaggio è pesantissimo, spropositato rispetto al resto della rosa, e se unito all'investimento iniziale di 100 milioni impone grossi sacrifici negli anni a ve**re. Nel mercato estivo del 2019 è stato acquistato Mathijs De Ligt ma - nuovamente - si è scelto di non interve**re a centrocampo se non con due acquisti a parametro zero (Rabiot e Ramsay) che non ne hanno innalzato il livello qualitativo.
Contemporaneamente si è assistito ad operazioni volte a generare plusvalenze per alleggerire il bilancio a scapito del valore della rosa. Lo scambio Spinazzola-Pellegrini, con quest'ultimo mai visto in bianconero e la fascia sinistra lasciata con il solo Alex Sandro. Lo scambio Cancelo-Danilo, con il brasiliano inaspettatamente rinato alla sua seconda stagione a Torino, ma inizialmente inserito forzatamente dal City nello scambio (il prezzo spropositatamente gonfiato ne è la prova). La cessione di Moise Kean che ha lasciato la rosa priva di un centravanti di riserva, con il solo Higuain reduce da un'annata disastrosa e anch'egli in bilico fino all'ultimo. Ma la scelta peggiore la si è vista con l'esclusione di Emre Can, unico elemento di prospettiva del centrocampo ma anche unico elemento con cui poter fare plusvalenza, messo ai margini a favore di Khedira ormai ex-calciatore da un anno abbondante.
La domanda che sorge spontanea è questa: che senso ha svenarsi per sostenere l'affare Cristiano Ronaldo, se poi non si è in grado di costruire la squadra su misura per lui? Nel momento in cui si fa un sacrificio del genere bisogna poterlo reggere economicamente e bisogna modellare la squadra su di lui. Ronaldo gioca al meglio con un centravanti a fianco. Quali sono stati i centravanti in rosa in questi anni? Nel 2018 Mandzukic (e da gennaio Kean, promosso dalla primavera), nel 2019 Higuain, nel 2020 Morata. Tre anni senza avere un centravanti di riserva, i primi due con un centravanti di medio livello o in declino psicofisico.
Ronaldo guardando i numeri ha ampiamente ripagato le aspettative. Ma i numeri non sono tutto. Il calcio giocato mostra una Juventus che non ha mai trovato la sua vera identità, che sembra dipendere da Ronaldo e con lui in campo poche volte ha trovato un equilibrio vista la sua ambigua collocazione tattica. Le poche volte che non ha giocato, soprattuto quest'anno, si è vista una squadra più compatta e quadrata. Il che non significa automaticamente che Ronaldo sia il punto debole della squadra o che sia deleterio. La realtà è che dovrebbe essere la ciliegina su una torta ben fatta e stabile. Un valore aggiunto, non un campione in mezzo a una squadra mal assembrata proprio a causa del suo acquisto.
Tornando alle sliding doors del 2018, ipotizziamo il mancato acquisto di Ronaldo ed il contestuale, probabilissimo, acquisto di un giocatore cercato da anni dalla dirigenza e considerato top player del reparto: Milinkovic-Savic. Probabilmente ora ci sarebbe ancora Spinazzola in rosa, al posto di vederlo fare le fortune della Roma mentre a Torino arranca Alex Sandro senza una riserva da 2 anni salvo improbabili esperimenti. Ci sarebbe ancora Emre Can che con il serbo avrebbe dato quella sostanza al reparto che manca da anni, e se integrati da Arthur si avrebbe un terzetto di altissimo livello con età media di 25 anni. Higuain non sarebbe stato frettolosamente ceduto evitando o rimandando il suo tracollo psicofisico che di fatto lo ha reso un ex giocatore nel momento stesso in cui è stato messo alla porta. Kean non sarebbe stato sacrificato sull'altare delle plusvalenze. Ma soprattutto Dybala avrebbe continuato a crescere al centro del progetto Juve. Ne è valsa la pena?
- Styno