Prima di addentrarci nelle specificità della seguente relazione, Vi preghiamo di concederci una breve quanto fondamentale premessa. L’idea del “TC Melicucco” nasce nella nostra ridente cittadina da un gruppo di amici, nonché appassionati di questo magnifico quanto complicatissimo sport. Ecco si, complicato è l’aggettivo che più si addice e che meglio descrive il mondo del tennis nella sua totalità. Le difficoltà che lo riguardano e che di conseguenza riguardano tutti gli amatori, sono strettamente riconducibili a quelle che potremmo definire condizioni socio-culturali sfavorevoli. Entrando nello specifico di queste criticità, potremmo dire che le problematiche sono relative alla mancanza di strutture idonee, tali che possano diventare veicolo della pratica del tennis, intesa non solo quale attività ludico sportiva, ma anche capace e propensa a trasmettere quei valori di cui questa disciplina è intrinseca. Ciò che il “TC Melicucco” si è posto come obiettivo si riconduce all’ambizione di poter rappresentare un vero e proprio incentivo per la diffusione e la pratica di questo sport, laddove questi non abbia mai trovato terreno fertile nel quale affondare solide radici, tali da crescere e diventare pianta solida e forte. Un punto di riferimento per una collettività che è capace di accogliere forme di un associazionismo nuovo e come già detto, veicolo e promotore di una cultura nobile e intensa di cui il Tennis è l’emblema. Entrando nelle particolarità del progetto, poniamo subito in essere il concetto dalla quale si intende avviare questo nostro ambizioso proposito, il quale rimane celato dietro la definizione di incentivo, parola questa tanto sentita e tanto sottovalutata. Numerosi studi a riguardo di carattere socio-economici e sociali, definisco gli incentivi quali reazioni degli individui di una collettività, ad una azione precedente rappresentata dall’incentivo stesso. Tali studi dimostrano inoltre come le probabilità che gli incentivi vengano assimilati, aumentino in presenza e in seguito dell’azione di quelle che la sociologia definisce “agenzie di socializzazione” come la famiglia e le istituzioni scolastiche, agenzie queste in cui rientrano a parità di merito anche le associazioni, soprattutto quelle di carattere sportivo. Proprio a partire dalle famiglie e dalle scuole si intende rivolgere nelle intenzioni e nella pratica questa nostra attività, al fine di promuovere e farsi carico degli onori e gli oneri che tali contesti vantano in merito alle pratiche di accudire, allevare e formare le nuove generazioni.