10/11/2025
L’ASD Accademia Mazzarinese, con profondo rammarico e disappunto, si vede costretta a intervenire pubblicamente per segnalare e contestare i ripetuti errori arbitrali subiti, l’ultimo dei quali si è verificato il 9 novembre 2025 durante la partita contro Azzurra Francofonte, Prima Categoria Girone F Regione Sicilia.
Desideriamo precisare che la nostra critica non è rivolta alla squadra avversaria, la quale ha disputato una gara corretta, combattuta e improntata su valori di agonismo e sportività.
Tuttavia, non possiamo accettare in silenzio quanto accaduto.
In particolare, al 18º minuto del secondo tempo, il Direttore di Gara ha sancito la conclusione anticipata della partita mediante triplice fischio, giustificando tale decisione con una presunta minaccia alla propria incolumità avanzata da alcuni dirigenti della nostra società.
Nel video della partita, trasmesso dal nostro canale social, non vi è alcuna evidenza di un nostro tesserato o dirigente che abbia spintonato il Direttore di Gara; al contrario, si osserva chiaramente come l’allenatore della nostra squadra insieme ad alcuni giocatori stessero tentando di proteggerlo da eventuali presunte aggressioni.
Il filmato testimonia soltanto normali circostanze generiche quali “accese discussioni” o “urla veementi”, non configurando pertanto un reale pericolo per l’incolumità dell’arbitro.
Il Direttore di Gara, accompagnato nei locali degli spogliatoi dai nostri dirigenti, dal Presidente e da alcuni giocatori, ha manifestato un evidente disagio psicologico nonostante la presenza di supporto del padre sul posto.
Sebbene non vi fossero ragioni o condizioni che potessero compromettere la sicurezza della sua discesa in campo per la ripresa della gara, gli è stata offerta, anche se superflua, l’opportunità di procedere sotto la supervisione delle forze dell’ordine, proposta che tuttavia è stata rifiutata.
Le norme vigenti per la gestione di situazioni simili, ossia l’articolo 64 delle NOIF e il punto 11 della regola 5 della Guida pratica A.I.A., stabiliscono:
“La decisione di sospendere definitivamente una gara in corso, essendo un atto straordinario ed estremo, deve derivare da atti violenti o gravi intimidazioni. Tali comportamenti devono essere tali da mettere a rischio l’incolumità del direttore di gara o degli altri tesserati partecipanti all’incontro. Inoltre, è necessario che l’arbitro utilizzi tutti i mezzi a sua disposizione e solo dopo aver accertato l’impossibilità di concludere la partita può decretarne la conclusione anticipata.”
Nella prassi consueta e per senso di responsabilità, il Direttore di gara avrebbe dovuto adottare ogni provvedimento utile a garantire la prosecuzione dell’incontro, come ad esempio l’applicazione di sanzioni disciplinari e/o la convocazione dei capitani, al fine di tentare il completamento della gara.
A corollario di quanto sopra, la Giurisprudenza sportiva ha stabilito che “nel caso in cui la direzione tecnica della gara venga momentaneamente turbata da proteste o atteggiamenti ribelli e indisciplinati da parte di calciatori e altri tesserati durante lo svolgimento dell’incontro, il decretare la fine anticipata della gara oppure la sua prosecuzione fittizia non corrisponde a una reale situazione di pericolo e si configura come una proiezione di uno stato d’animo dell’arbitro eccessivamente preoccupato o timoroso.”
Pertanto, non essendovi stata invasione di campo, né aggressione fisica (il direttore di gara non ha riportato alcuna ferita, contusione o trauma), né minaccia alla sua incolumità, ma soltanto accese e animate proteste verbali, si ritiene ingiustificata la definitiva interruzione anticipata della gara, sia per l’inadeguatezza dimostrata nel ruolo sia per un comportamento autoritario eccessivo.
Gli episodi descritti, unitamente a una lunga serie di decisioni discutibili che continuano a penalizzarci (anche riferibili alla stagione precedente), stanno compromettendo e minando il nostro lavoro, la nostra passione e la nostra credibilità.
Non possiamo più tollerare situazioni che compromettono non solo l’impegno profuso sul campo, ma soprattutto l’orgoglio sportivo che, insieme alla crescente sfiducia e disagio di coloro che mettono passione ed energia durante le gare, danneggiano l’immagine e gli sforzi della nostra società.
L’ASD Accademia Mazzarinese sostiene ingenti costi per portare avanti un progetto sportivo ambizioso, rispettabile e dignitoso, tuttavia non possiamo accettare di essere trattati in questo modo.
Siamo stanchi di subire penalizzazioni a causa di errori arbitrali e atteggiamenti ingiustificatamente autoritari nei nostri confronti.
Si rammenta inoltre che la presenza di un familiare, quale il padre dell’arbitro, nella sua stanza prima, durante o dopo una partita è inappropriata e potenzialmente problematica, poiché compromette l’imparzialità e la professionalità richieste, salvo specifica autorizzazione indispensabile per lo svolgimento dell’incontro.
Con il dovuto rispetto e fermezza, chiediamo che venga assicurata la massima imparzialità e correttezza arbitrale e, soprattutto, che gli Organi Sportivi competenti adottino provvedimenti incisivi e concreti in situazioni come questa, nell’interesse dello sport e della passione che ci unisce tutti.
La società, in relazione a quanto accaduto, si riserva di presentare ricorso alla Corte Sportiva d’Appello territoriale, conformemente alle procedure previste dal Codice di Giustizia Sportiva.
Qualora questa situazione non dovesse sfociare in soluzioni che tutelino i nostri diritti, saremo costretti a riflettere seriamente sul futuro della società, senza escludere la possibilità di ritirare la squadra e la Società dal circuito della LND.
ASD Accademia Mazzarinese
Il Presidente