16/06/2026
L'ATAVICO COMPLESSO
E niente.
Non ce la fanno proprio ad accettare la Storia del calcio romano che, dal 1900, li vede soccombere in modo totalmente sussidiario alla SSLazio.
E allora provano a riscriverla un giorno si e un altro pure...a beneficio dei tanti bocconi, permanentemente scollegati dalla cultura capitolina.
È notorio come il Duce volesse accorpare tutte le società calcistiche esistenti nel 1927 in un'unica società dal nome della Città Eterna.
E dette l'oneroso compito a una serie di grandi finanziatori (quelli del Roman, quelli dei Salotti Buoni riomani spesso da noi citati non-stop) guidati dal gerarca abruzzese Don Italo da Corropoli.
"Probabilmente" - ammettono i curiosi quanto prudenti approfondimenti brucaioli - si spostarono in via degli Uffici del Vicario.
"Probabilmente" lo usano perché ben sanno che quella non è mai stata la sede di nascita dell'aesse, ma solo un ufficio affannosamente individuato un ventennio fa - da un giornalista 'impigliatosi' tra le pieghe di questo angoscioso interrogativo - per coprire l'assenza di origini certe pure a livello di sede originaria (non bastavano giorno e mese...).
La Lazio, convocata più volte per essere convinta a fondersi co st'accrocco de società senza gloria, prima li prese in giro proponendo loro il proprio assenso...a condizione che per colori fossero scelti il bianco e celeste e che il nome fosse Lazio...poi, alla risposta negativa dei fusi, rifiutò sdegnosamente di barattare 27 anni di gloriosa attività con una sgradita acquisizione di questo pacchetto di società tradizionalmente minori (grazie generale Vaccaro).
Infine, tutti sanno (anche gli almanacchi) che due società su tre (precisamente l'Alba e la Fortitudo), all'epoca della promiscua fusione, militavano nella serie inferiore nazionale.
Per cui, la aesse nacque in B...ma su pressioni del Regime e dei denari dei Salotti...fu ammessa a militare da subito nel massimo campionato.
Raccontate meno caxxate, bro, che tanto la Storia vi condanna lo stesso.
Da sempre.