Volti e risvolti del calcio che fu

Volti e risvolti del calcio che fu Un angolo dove il tempo pare essersi fermato...il calcio che fu qui brilla come allora...

SPAL INTERNATIONAL La gita di Natale prevedeva una bella tournée italiana per i rumeni della Dinamo Bucarest allenati da...
20/06/2026

SPAL INTERNATIONAL

La gita di Natale prevedeva una bella tournée italiana per i rumeni della Dinamo Bucarest allenati da tal Mircea Lucescu, tappe a Verona e Pescara (facevanti parte all'epoca dell'Olimpo calcistico) e a Ferrara con la Spal che arrancava in C1, era la fine di Dicembre del 1987.
Siamo al 27 per chi ama la precisione e al "Mazza" scende in campo una delle squadre più titolate dell'est Europa, sugli spalti sono poco più di 1200 i coraggiosi che sfidano il freddo per vedere all'opera sia i loro idoli che i calciatori di Lucescu i quali si presentano privi della scarpa d'oro Camataru e del futuro "italiano" Dorin Mateut, in campo invece il portiere Stelea che farà parte della spedizione a Usa '94, un giovane Florin Raducioiou e quel Danut Lupu che anni dopo passerà quasi inosservato da Brescia.
La Spal ha cominciato il campionato col piede sbagliato, l'ex interista Cella non e' riuscito ad imporre il suo credo andando incontro ad un esonero praticamente inevitabile e in società si e' corso ai ripari arruolando quel GB Fabbri che anni prima lanciò Paolo Rossi nel Real Vicenza, ha giocato anche con la Centese in B ma parliamo della metà degli anni quaranta!
Cervellati tra i pali ha già i gradi del fedelissimo mentre la chioma fluente del Buriani cerca di svolazzare ancora per il campo nonostante quel maledetto intervento di Mandorlini; quasi un'ora di prove generale e poi al 57' ecco nove sostituzioni con i soli Colombo e Valoti a disputare gli interi 90 minuti; l'ex milanista Valori e' avvicendato da Superbi, il pratico Cini dal giovane Crocco e c'è spazio anche per Mirko Paganelli da San Mauro Pascoli che un tempo fu promessa granata in A.
La partita la decide Mihaiescu con una tripletta di pregevole fattura maturata dagli errori difensivi estensi. Polveri bagnate per i vari Paradiso, Valori e Nardini, ma tutto sommato meglio tenere le energie per il campionato che la Spal avrebbe chiuso in sesta posizione, il peggio era dietro l'angolo, ma in quella fine di 1987 non lo sapevano ancora.
In foto: L'articolo di Tuttosport riguardante la gara e la figurina Panini dell'album 1987/88.

INDOVINA LA FIGURINA Lo chiamavano Puffo perché non era certo un gigante, ma a lui non serviva la prestanza fisica per f...
19/06/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Lo chiamavano Puffo perché non era certo un gigante, ma a lui non serviva la prestanza fisica per fare gol, nasce nella capitale ma si realizza lontano, in quell' Emilia che prima lo accoglie in provincia a livello di serie C1 e poi nella grande città dove arriva dopo un biennio lombardo in coppia con un gigante dell' area... più avanti finisce a Nord est, e poi chiude in C. Gran nell' attaccante di un calcio diverso...
STIAMO PARLANDO DI????...

AL POSTO DI TOTÒ Più d'un tifoso storse il naso al momento della vendita di Totò Schillaci alla Juventus, certe sirene s...
19/06/2026

AL POSTO DI TOTÒ

Più d'un tifoso storse il naso al momento della vendita di Totò Schillaci alla Juventus, certe sirene sono irresistibili (soprattutto per le società) ma l'innamorato non sempre lo capisce , anzi, quasi mai.
Poi quando arrivò il suo sostituto furono ancora di più gli scettici, il capocannoniere della serie B veniva rimpiazzato da un attaccante di C1 che era appena retrocesso in C2 con la sua Virescit (con lui e Cornacchini, 21 reti in due, in coppia resta un mistero insondabile); è vero che aveva marcato dieci reti, ma era comunque sempre retrocesso, ed ora avrebbe dovuto risultare decisivo in una categoria più alta?
Igor Protti non era spaventato, anzi, partito dalla sua Rimini aveva mosso i primi passi con gli scacchi biancorossi addosso, poi l'amaranto di Livorno che lo aveva visto sbocciare e la tappa bergamasca dove era andato in doppia cifra per la prima volta, ma ora gli toccava la serie cadetta!
Il rodaggio in Coppa Italia con Avellino, Pisa, Ancona e nessuna rete...ecco non segna!
Qualche Domenica in B per prendere coscienza del da farsi ed alla terza si sblocca a Reggio Emilia, firma lo 0-1 di una gara che si chiuderà sul 2-2 e la squadra di Mister Scorsa per un breve periodo guarda tutti dall' alto; nel derby col Licata ci mette lo zampino (1-1), và in gol a Zemanlandia nonostante si perda 3-1 ed il 30 Dicembre 1989 decide di fare il regalo ad una città siglando la doppietta che inchioda sua maestà il Torino!
Brescia, Ancona, Triestina, Padova, Parma e Cagliari le altre vittime di una stagione incredibile, ma il gol più importante lo abbiamo tenuto volutamente per ultimo perché è quello che regala la gioia del derby (dello stretto) ai tifosi peloritani, è il cinquantunesimo minuto di Reggina-Messina, Protti salta un ingenuo Attrice si sistema la sfera e fa secco Rosin, Messina in paradiso e Reggina all' inferno!
A fine stagione le reti sono 10 e c'è da mettere in cantina lo spareggio salvezza vinto col Monza, sì perché poi il Messina ha fatto una fatica incredibile a salvarsi, ma con i gol di Protti alla fine è stato un po' più facile, il sostituto di Schillaci resterà a Messina altre due stagioni chiudendo l'esperienza peloritana con 31 reti ed un posto nel cuore di ogni tifoso giallorosso, quel cuore che oggi è fortemente provato dalla partenza di Igor. Ma come ci hai insegnato tu, mai mollare, soprattutto adesso che tutto pare perduto, ora il Messina ha un angelo in più, Ciao Igor!
In foto : Igor Protti con la maglia del Messina (dal Web).

IL TEMPO DEL CARMELO Alle volte è anche una questione di tempistiche la vita, sei giovane bravo ed arrivi in serie A, al...
19/06/2026

IL TEMPO DEL CARMELO

Alle volte è anche una questione di tempistiche la vita, sei giovane bravo ed arrivi in serie A, al Milan, ma in quel momento i rossoneri vivono una fase importante di trasformazione e non sei proprio fortunato.
Da poco tempo si è insediato sulla poltrona di presidente Silvio Berlusconi che ha ereditato una società in difficoltà al termine della gestione Farina, è un Milan che cerca di rivitalizzare il talento di Marco Macina, ha Hateley e Wilkins a formare la colonia straniera, Terraneo in porta, Di Bartolomei sul viale del tramonto, le sicurezze Baresi e Filippo Galli ed il futuro negli occhi e nelle doti di Paolo Maldini.
Proprio nel ruolo del futuro fenomeno ecco dalla Sicilia il ventenne Carmelo Mancuso che Liedholm ha scovato a Messina; terzino rampante e vigoroso, il ragazzo è nato a Palermo ma cresciuto calcisticamente nelle file dei giallorossi dello stresso con i quali ha esordito in C2, vincendola, nel torneo 82/83, quattro presenze per rompere il ghiaccio.
Le successive due stagioni in C1 hanno saldamente confermato le sensazioni positive su di lui, cinquantasette gare e l'accordo con i rossoneri, un sogno per qualsiasi giocatore!
A Milano sarà dura giocare per chi fa il terzino ma Carmelo i mezzi li ha tutti e trova già il suo spazio in Coppa Italia dove Liedholm lo impiega da titolare il 28 Agosto a Genova, con i rossoblù finisce 2-2 e dopo sessantasei minuti esce sostituito da Russo; quattro giorni dopo, a Cagliari, è in campo per il primo tempo di una gara che il Diavolo vince 1-0, mentre il quattro Settembre ad Udine entra ad inizio ripresa per Virdis, vincono i friulani 1-0.
Tre presenze che hanno dimostrato l'affidabilità del giocatore, in campionato però la musica è diversa; sono anni nei quali i cambi sono limitati ed il turn over praticamente non esiste, Mancuso è sempre a disposizione ma per mettere piede in serie A deve attendere la tredicesima giornata quando il Milan gioca a Napoli, al minuto 78 Liedholm lo inserisce al posto di Evani, però poco dopo giunge il 2-0 partenopeo e la Domenica finisce lì.
La seconda occasione invece lo vede titolare a Torino contro i granata, è la ventiduesima ed il Milan si trova in grossa emergenza, Mancuso gioca novanta minuti e non sfigura, la squadra però soccombe 2-0, la Domenica successiva poi entra dopo appena venti minuti in sostituzione dell' infortunato Filippo Galli e i rossoneri fanno 1-1 col Verona, ma la miglior prestazione è probabilmente quella della ventottesima quando sostituisce Macina dopo trentasei minuti e fa un figurone davanti a Maradona, il Milan perde 1-2 ma lui si becca i complimenti in diretta dall' allenatore!
Quattro presenze soltanto in campionato alle quali vanno aggiunte le tre di Coppa Italia ed altrettante nell' inutile torneo estivo istituto dalla Figc, qui Mancuso gioca per intero contro Udinese, Lecce e Torino, poi rientra a Messina con la squadra nel frattempo salita in serie B.
Una stagione in giallorosso e poi quattro anni a Monza (due in B ed altrettanti in C1) prima di un biennio a Giarre (C1) che gli vale la chiamata di un Ascoli che gioca in B, anche qui Carmelo ci arriva in una fase nella quale la squadra deve affrontare la morte del Presidentissimo Rozzi e pian piano scivola in C, cinquanta gare in due anni ed arriva la chiamata del Lecce; in Salento si toglie la soddisfazione di passare in due anni dalla C1 alla A, così si ritrova in massima serie ad undici campionati di distanza dall' esperienza milanista.
Titolare all' esordio di Torino contro la Juventus non trova più spazio fino alla penultima di campionato quando entra al 16' per Viali ma esce al 33' causa infortunio, a proposito di tempistiche....
In foto: Mancuso con la maglia del Milan (dal Web)

INDOVINA LA FIGURINA Portiere nato sulla costa veneta che si forma in serie C2 poco lontano da casa, la stoffa si vede s...
18/06/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Portiere nato sulla costa veneta che si forma in serie C2 poco lontano da casa, la stoffa si vede subito e lo pescano le Rondinelle che gli regalano l'esordio in B.
Due stagioni in C1 tra Marche e Puglia e poi la grande ribalta della A con il rossonero di Zemanlandia, due campionati da dodicesimo poi buone stagioni in C1 che lo riportano in cadetteria dalle parti di Sant' Antonio dove rimane tre stagioni nelle quali colleziona due retrocessioni.
L'ultima esperienza professionistica è in Campania, quindi chiude con i dilettanti del bresciano...
STIAMO PARLANDO DI???....

FACCINI D'ANGELO Segnare all' esordio in A è già di per sé difficile, ma ripetersi anche nella gara successiva è cosa pe...
18/06/2026

FACCINI D'ANGELO

Segnare all' esordio in A è già di per sé difficile, ma ripetersi anche nella gara successiva è cosa per pochi, quasi impossibile, eppure ad un attaccante veronese classe 1961 è riuscito, con la maglia giallorossa della Roma nei primi anni 80, lui è Paolo Alberto Faccini ragazzo promettentissimo il quale pareva destinato ad una carriera di primissimo livello, è andata diversamente, si è limitato ai gol importanti.
Faccini arriva giovanissimo a Roma, sul finire degli anni settanta, i giallorossi lo hanno notato in una squadra minore veronese e non hanno esitato ad investire sulle sue qualità che già si intravedono, istinto del gol, rapidità ed una certa forza fisica, il ragazzo c'è. La maturazione nella C1 della stagione 1979/80, lo mandano alla Nocerina e lui risponde presente, 24 gare e 4 reti, così nel campionato seguente Nils Liedholm lo incomincia ad inserire nei ranghi della prima squadra con la quale esordisce in A il 12 Aprile 1981.
È un Roma-Fiorentina bloccato sullo 0-0, ad inizio ripresa fuori Pruzzo, infortunato, e dentro Faccini che al 58' porta avanti i giallorossi siglando la rete dell' 1-0 grazie alla velocità col quale si avventa su un tiro di Conti deviato da Galbiati, la corsa sotto la curva è un sogno che si avvera.
Due settimane dopo il Barone lo inserisce nuovamente tra i convocati per la gara con il Perugia, la Roma viaggia a velocità supersonica portandosi sul 4-0 ed al 75' ecco nuovamente il momento di Faccini che subentra a Bruno Conti, nemmeno un minuto e il numero 16 giallorosso trasforma un cross dalla destra in un diagonale micidiale che vale il 5-0, e di nuovo sotto la curva; per lui ancora una gara con la Pistoiese ma da titolare, giusto premio concesso da Liedholm.
Il campionato 81/82 lo vede in campo in otto occasioni nelle quali non riesce a trovare la via della rete, unica gara da titolare quella della ventesima contro il Genoa, in quella stagione però entra nel tabellino marcatori in Coppa Italia contro l'Inter, con la quale pare avere un conto aperto che salderà più avanti; la gara con i nerazzurri vale per i quarti di finale e Faccini gioca in quanto Pruzzo è ai box, la contesa termina 4-1 e lui segna il momentaneo 2-0 su una respinta del portiere Cipollini, voto finale 6,5.
Il gol per il quale però è più ricordato nella capitale è quello siglato a Cagliari nella prima giornata della seria A 82/83 che porterà lo scudetto a Roma dopo 41 anni di attesa, appena nove minuti e sblocca il risultato in una gara che la squadra di Liedholm vincerà 3-1, è la prima rete di una stagione trionfale! Lo spazio per Faccini però è davvero pochissimo, quasi sempre in panchina entra solamente alla seconda contro il suo Verona e nel finale della ventitreesima a Pisa.
Sente il bisogno di essere protagonista Paolo Alberto e così saluta la capitale e scende in B alla Sambenedettese dove si dimostra un signor attaccante, nove reti in campionato e soprattutto la doppietta storica in Coppa Italia contro l'Inter (a proposito di conti aperti, ricordate?) il 28 Agosto 1983, quel giorno in un "Ballarin" stracolmo affonda l'ex Zenga e i suoi nerazzurri regalando un sogno alla folla rossoblù.
Il bel campionato nelle Marche gli riapre la porta della serie A, firma con l'Avellino che ottiene l'ennesima salvezza, per lui 15 gare e due reti, la seconda soprattutto di un' importanza vitale per sé stesso, gioca al "Bentegodi" il giorno dello scudetto potendo così vivere dal campo emozioni indescrivibili per ogni altro tifoso, Faccini entra nel tabellino di un 4-2 che è scolpito nella mente di ogni gialloblù; anche la prima rete non arrivò in una Domenica banale, era quella che firmava l'inizio della riscossa per gli Irpini a Bergamo, sotto di 3-0 i biancoverdi acciufferanno il 3-3!
Con Avellino si chiude l'esperienza di Faccini in A, passa al Perugia, poi al Pisa, ritorna alla Sambenedettese e quindi a Parma e Padova, tutto in cadetteria, poi nel 90/91 scende in C1 per essere protagonista di una storica salvezza ottenuta dal Baracca Lugo dopo aver cominciato la stagione a Palermo (due gare in Coppa Italia contro il Verona e, guarda caso, un gol), lui contribuisce con sette reti; il canto del cigno a La Spezia, due stagioni in C1 con la prima più che positiva e la seconda da comprimario che lo vede in rete per l'unica ed ultima volta il 25 Marzo '93 in Spezia-Carpi 1-0 messo a segno al minuto 84, zona Stock si diceva una volta, come il liquore che si sorseggia quando si ascolta qualcuno che racconta di gol importanti...
In foto: Faccini sulle figurine con la maglia della Roma, in azione in giallorosso e sulle figurine con la maglia della Sambenedettese (dal Web).

INDOVINA LA FIGURINA Lo chiamavano l' AntiMaradona perché ogni volta che marcava il Pibe a quest'ultimo non riusciva di ...
17/06/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Lo chiamavano l' AntiMaradona perché ogni volta che marcava il Pibe a quest'ultimo non riusciva di segnare, ci riuscì solamente nell' ultima occasione e guarda caso l' Avellino quell' anno finì in B.
Nato in Emilia e formatosi sotto casa ha giocato molto da Nord a Sud, chiudendo poi a due passi da casa dove un prete ed un politico se le cantavano quotidianamente....
STIAMO PARLANDO DI????....

MA CHI SE NE IMBORGIA Di solito i gol li evitava o almeno cercava di farlo Antonino Imborgia da Palermo, quella Domenica...
17/06/2026

MA CHI SE NE IMBORGIA

Di solito i gol li evitava o almeno cercava di farlo Antonino Imborgia da Palermo, quella Domenica invece decise di andare a prendersi il punto per la sua Reggiana combinando uno scherzaccio alla Lazio ed al suo allenatore, Roberto Clagluna.
Lo scenario è la serie B edizione 82/83, un campionato anomalo vista la presenza di un Milan retrocesso sul campo, del Bologna alla prima assoluta in B ed appunto di una Lazio formato super tra Giordano, Manfredonia e D'Amico; in tutto questo la Reggiana concorre per la salvezza, ha inizialmente affidato la squadra a Romano Fogli e punta su un complesso che può contare sui giovani Invernizzi, Bruni, Di Chiara, Francini, Bosco e Mazzarri, più i leggermente rodati Sola, Mossini, Zuccheri, i fratelli Germano ed Andrea Carnevale in arrivo dalla Roma ed appunto Imborgia che è un classe 1958 arrivato a fine Ottobre dopo l'esperienza al Lecce.
Centrale difensivo ed all'occorrenza anche terzino, fisico imponente ed ottimo colpitore di testa Imborgia è cresciuto nelle giovanili del Palermo per poi passare al Matera nell'operazione che portò in Sicilia Vito Chimenti, il re della bicicletta; con i materani il giovane difensore si ferma per quattro stagioni nelle quali cresce, si afferma e scrive pagine indelebili come la promozione in B giunta al termine del campionato 78/79.
Un anno cadetto con 25 presenze non sufficienti ad evitare un'amara retrocessione e l'ultimo torneo di C1 con il Matera, poi la B a Lecce dove totalizza 20 presenze, infine eccolo a Reggio Emilia per la prima esperienza al Nord.
L'esordio porta la data del 31/10/1982, a Perugia la truppa di Fogli perde 1-0 e lui gioca 75 minuti prima di lasciare il posto a Di Chiara, poi la Domenica successiva firma la prima rete in granata nel 4-1 sul Monza, apre le marcature dopo otto minuti ed esce a fine primo tempo sostituito da Zuccheri.
Il posto Imborgia lo trova con continuità, è la Reggiana che non riesce ad ingranare per togliersi dalle sabbie mobili, così alla prima di ritorno arriva in panchina GB Fabbri per provare ad accelerare il passo, ma non funziona più di tanto.
Quella Domenica 8 Maggio a Roma è un giorno speciale, i giallorossi tornano campioni d'Italia dopo 41 anni e la città esplode di gioia, o almeno metà, l'altra è costretta a guardare dal basso della cadetteria, il programma offre il match casalingo con la Reggiana e all' Olimpico sono 35000 desiderosi di tornare alla vittoria dopo un periodo nero, triplo 0-0 con Palermo, Lecce e Foggia seguito da un bis di sconfitte con Pistoiese (1-2 in casa) e Varese (2-1 a Masnago), Mister Clagluna traballa nonostante la seconda posizione in classifica!
Giordano è in giornata di grazia, a secco da otto turni quella Domenica si scatena facendo a fette la difesa emiliana, porta in vantaggio la Lazio già dopo otto minuti ma Renato Miele fa autogol e all' undicesimo si è 1-1 risultato col quale si chiude il primo tempo. Nella ripresa nemmeno il tempo di partire che Giordano raddoppia (51') con un capolavoro, aggancio volante su lungo lancio di Manfredonia e diagonale nell' angolino lontano che beffa Eberini; la Lazio però dorme volentieri e ancora due minuti più tardi becca il pareggio da Vito Graziani che di sinistro da fuori area batte Orsi, 2-2!
La partita è viva e la Lazio non ci sta proprio, così gli attacchi continuano e ancora Giordano firma il terzo sorpasso al minuto 64, rigore dubbio su Vella (fallo sul limite) e rasoterra mortifero dagli undici metri, 3-2!
Ma il "Non c'è due senza tre" vale anche per i reggiani i quali non si scoraggiano venendo premiati al minuto ottantacinque quando Graziani va via sulla sinistra, proprio Imborgia che segue l'azione dall' altra parte, riceve palla, la scambia con Andrea Carnevale ed una volta a tu per tu con Orsi lo supera per il definitivo 3-3, la gioia di Imborgia si scontra con lo sconforto di uno stadio intero, giù il sipario!
Il gol dello stopper scatena la furia del presidente laziale Casoni che al Lunedì sera esonera Clagluna sostituendolo con la coppia Lovati-Morrone, ma la gara farà storia a sé, a fine campionato infatti Lazio in A come da copione e Reggiana retrocessa in C1 per due soli punti.
Le strade di Imborgia e dei granata si divideranno per sempre, lo stopper passa al Cagliari mantenendo la categoria, poi scende in C1 al Catanzaro dove ritrova GB Fabbri e vince il campionato; le dieci presenze con i calabresi nella B del 85/86 sono le ultime presenze nel calcio di un certo livello, Imborgia è sulla trentina ma il fisico non risponde più, un anno fermo e sei presenze alla Rondinella nel 87/88 chiudono l'esperienza di campo, poi parte quella fuori dove diventa ottimo agente ma anche dirigente togliendosi grosse soddisfazioni, ma mai come quella che fece zittire 35000 persone...
In foto: Imborgia sulle figurine con la maglia della Reggiana e il tabellino della Gazzetta dello sport di Lazio - Reggiana 3-3 (dal Web)

INDOVINA LA FIGURINA Terzino ma all'occorrenza anche centrale questo campano protagonista del calcio anni 80/90; cresce ...
16/06/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Terzino ma all'occorrenza anche centrale questo campano protagonista del calcio anni 80/90; cresce nella provincia di nascita poi passa agli azzurri per laurearsi campione d'Italia Primavera e totalizzare tre gare in A.
La maturazione in un quadriennio siciliano a livello cadetto, poi due stagioni coi nerazzurri di Romeo gli permettono prima di essere titolare in A e poi di entrare nella storia azzurra con una vittoria fantastica; in anno solamente però, perché parte subito per l'avventura in Veneto che lo conferma e gli vale la chiamata Viola. Chiude col rossoblù di casa per una stagione cadetta che termina con un'amara retrocessione...
STIAMO PARLANDO DI???....

⚽♥️
16/06/2026

⚽♥️

♥️⚽A quattro giornate dal termine Pistoiese e Cremonese sono ancora impelagate nella lotta per non retrocedere, un punto per uno non fa male a nessuno ♥️⚽.. correva la stagione 81/82 ⚽♥️

Indirizzo

Isola Del Cantone
16017

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