Volti e risvolti del calcio che fu

Volti e risvolti del calcio che fu Un angolo dove il tempo pare essersi fermato...il calcio che fu qui brilla come allora...

COZZELLA DA GOL I gol aveva incominciato a farli già da giovane perché li aveva nel sangue, non giochi per caso a Cassin...
15/09/2026

COZZELLA DA GOL

I gol aveva incominciato a farli già da giovane perché li aveva nel sangue, non giochi per caso a Cassino in C2 sul tramonto degli anni 70, poi la sua Napoli che se lo riprende ma non scatta la scintilla, così via in C1 fin su a Treviso, quattordici reti a vent'anni e la possibilità cadetta di Brescia dove si respira calcio d'alta quota ma va così così perché si scende in C.
Vittorio Cozzella è un talento naturale che arriva a Pescara nell' estate del 1983, si è fatto un'altra stagione in C1 a Brescia e non è andata nemmeno male personalmente (7 reti), ma le Rondinelle non sono salite e lui non poteva più aspettare; sull' Adriatico si gioca la B e chi dirige tutto è un vecchio lupo di mare che in città è un mito vivente, Tom Rosati.
Il Mister chiede a lui e all' altro giovane Sandro Tovalieri le reti per mantenere la navicella biancazzurra nella serie cadetta e vede bene da subito Vittorio che è già titolare all'esordio in campionato; il primo graffio arriva subito, alla seconda giornata, ed è fondamentale, Cozzella sigla il 2-1 al Cesena garantendo la vittoria alla squadra di Rosati, poi alla quarta un fatto che passerà alla storia, ma i gol non c'entrano.
È il due Ottobre 1983, si gioca Pescara-Como e gli abruzzesi conducono agevolmente per 2-0 grazie alle reti di Tovalieri e Caputi. Al 56' c'è un parapiglia nel quale si trova coinvolto proprio Cozzella il quale rimedia il rosso dall' arbitro Pirandola, il giocatore non la prende benissimo e si attarda tra proteste e spintoni tanto da indurre Rosati ad entrare in campo per farlo uscire convincendolo con un sonoro schiaffone; potrebbe essere il punto di rottura definitivo tra Mister e giocatore, invece Cozzella si dimostra ragazzo intelligente e fa tesoro della lezione impartita dal trainer, salta un paio di gare per squalifica e rientra in pianta stabile al centro dell' attacco abruzzese. Alla nona ecco il gol su rigore all' Empoli che però a poco serve visto che i toscani con Cinello e Mazzarri (si, quello) sbancano l' "Adriatico" seguito la Domenica successiva dal 2-0 alla Pistoiese che certifica Cozzella come attaccante da seguire attentamente; alla quattordicesima poi gol essenziale segnato al minuto 87 ad un coriaceo Varese che stava per riuscire a tornare dall' Abruzzo con un punto.
Tra la diciassettesima e la diciottesima l'apice della vena realizzativa, Cozzella segna quattro reti in due giornate equamente divise, doppietta nella sconfitta di Trieste (3-2 per gli alabardati) e nella vittoria sulla Cavese (3-1) che ne fanno il re del gol della B per il girone d'andata, ad inseguirlo Cinello e Magrin.
Ci sarebbero le premesse per approdare alla doppia cifra, ma il girone di ritorno vede una flessione del bomber che và in rete solamente alla ventiduesima contro l'Arezzo in un 3-1 per il suo Pescara, un paio di acciacchi ne limitano l'impiego ed i rigori falliti con Cesena e Lecce sono una delle poche pecche di una stagione da incorniciare e nella quale la squadra di Rosati ottiene ciò che voleva, la tranquillità.
La stagione successiva Cozzella passa all' ambizioso Cesena che cerca la A, poi si giocherà la carta di Catanzaro ma laggiù i tempi d'oro sono finiti e col tempo diverrà pezzo pregiato del mercato della C affacciandosi in B ancora nella stagione 88/89 con la maglia del Cosenza.
Insomma, la stagione di Pescara resta senza dubbio la sua migliore in carriera, perciò è ingiusto ricordarlo solamente per l'episodio dello schiaffo, Cozzella è stato un ottimo attaccante!"
In foto: Vittorio Cozzella con la maglia del Pescara (dal Web)

INDOVINA LA FIGURINA Portiere piemontese di scuola bianconera che tra i grandi si rivela nelle Marche, la prima stagione...
14/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Portiere piemontese di scuola bianconera che tra i grandi si rivela nelle Marche, la prima stagione da titolare è cadetta ed ha i colori giallorossi, poi difende la porta di un antico Grifone quindi gira da Nord a Sud tra A e B per molte stagioni; quando scende di categoria torna in Piemonte, prima in C1 con un azzurro storico e poi nella provincia natia a livello di serie D...
STIAMO PARLANDO DI???...

IL PASSATOR CORTESIEra partito da giovane a prender confidenza con il gol, la maglia dell' Orceana la prima tra gli adul...
14/09/2026

IL PASSATOR CORTESI

Era partito da giovane a prender confidenza con il gol, la maglia dell' Orceana la prima tra gli adulti e sette reti nell' Interregionale edizione 84/85, niente male per lui che di anni me aveva quasi diciannove e sognava di fare l'attaccante sin da bambino in quella Bergamo che lo aveva visto nascere in un fine Novembre del 1966.
Corrado Cortesi dopo la buona pubblicità di Orzinuovi è assoldato dalla Virescit che gioca in C1, è un'annata di apprendistato in un campionato tremendamente difficile, ci scappa l'esordio e poco altro, poi si scende in C2 a Novara per cercare di trasformare in pratica la teoria; due stagioni in azzurro avare di reti (quattro e tutte nella prima) ma utili a capire che nella giungla della C2 ci si può sopravvivere, l' 88/89 è diviso a metà tra Varese ed Olbia con sole tre reti siglate in Sardegna, poi il riavvicinamento a casa ancora nella provincia bresciana, stavolta Ospitaletto.
Con gli orange Corrado si ferma un paio di stagioni, sempre in C2, e a livello realizzativo non và così male, cinque e nove le reti in campionato e la chiamata dal capoluogo, sale in B a Brescia!
La maglia della Leonessa è tanta roba, allena Lucescu e la squadra è di prim'ordine, peccato che Cortesi trovi solamente spazio dalla ventesima in avanti, qualche convocazione e due presenze in cadetteria, una da otto minuti in un Brescia-Palermo terminato 4-2 e l'altra un po' più sostanziosa, trentacinque minuti a Piacenza al posto di Ganz, finale 1-1. Le Rondinelle salgono in A, Corrado invece scende in C1 al Palazzolo, annata avara di reti (1 in 14 gare) e si vola ancora in Sardegna, nuovamente ad Olbia dove ritrova un certo feeling con la rete, a fine anno saranno sei; ventotto anni e qualche buona stagione in C2, l'esordio in B, ma manca l'esplosione vera e propria che è dietro l'angolo, lo acquista il Lecco che vorrebbe fare bene in C2.
Marigo tra i pali, Didoné a inventare e poi Giarretta e Monti sono già di per sé nomi altisonanti in categoria, Cortesi deve metterci i gol per fare volare la squadra di quel Pasinato che fu condottiero del Campobasso dei miracoli ed a Lecco è stato un'istituzione da giocatore. Cortesi non se lo fa ripetere due volte, in riva al lago trova la sintonia giusta ed ingrana da subito, alla seconda và in gol a Novara ma a poco serve, i piemontesi vincono 3-1, la macchina però si è accesa e alla terza è tripletta nel 4-0 alla Torres ed alla quarta due ne segna a Valdagno dove si passa (1-2); alla quinta un gol alla Pro Vercelli (su rigore ) in un 2-0 casalingo ne certifica una prolificità mai vista che continua con una rete a Cento (0-3) alla settima, il Lecco vola col suo bomber!
Una rete a Brescello, Lumezzane e Varese porta il bottino a 11 dopo dieci giornate, i titoloni dei giornali sono tutti per lui che sul finale dell' andata segna ancora tre reti a Saronno, Legnano e Tempio chiudendo il girone ascendente con ben 14 reti, è il braccio armato di una squadra che comanda la classifica con 35 punti, due in più del Brescello e quattro in più del Novara terzo in classifica.
Le previsioni dicono che i blu celesti voleranno in C1 e francamente viene difficile non crederci vista la costanza del gol di Cortesi unita ad un complesso che gioca un ottimo calcio, invece qualcosa si rompe e già in apertura di ritorno si toppa qualche appuntamento; Cortesi abbatte il Novara con una doppietta dopo che Biagianti l'aveva pareggiata per i piemontesi, ma la squadra non gira più, il bomber segna ancora alla ventitreesima nel 2-0 alla Solbiatese, apre lui e chiude William Aldrovandi, ma quella sarà l'ultima rete stagionale. Salta Pasinato alla venticinquesima ed arriva Titta Rota però la nave ormai ha perso la rotta tra lo sconforto generale e Cortesi accusa qualche acciacco che ne limita il rendimento, verranno giornate dell' orrore come lo 0-1 con l'Aosta a firma Stringara e il Lecco saluterà una promozione che pareva più che raggiungibile.
Cortesi chiude in testa alla classifica marcatori davanti a Provenzano (17 gol a 16) ma è un titolo amaro se si pensa a cosa potrebbe essere stato, lui partirà per Trapani e si misurerà col girone meridionale della C1, il Lecco invece dovrà ancora attendere un paio di stagioni per salire di categoria, quelle domeniche con Cortesi-gol avrebbero meritato un altro epilogo, ma sono ugualmente nel cuore di ogni tifoso blu celeste.
In foto: Corrado Cortesi con la maglia del Lecco (fonte Leccochannelnews)

INDOVINA LA FIGURINA Difensore razza marsicana che inizia e finisce la carriera nella squadra della propria città, nel m...
13/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Difensore razza marsicana che inizia e finisce la carriera nella squadra della propria città, nel mezzo un poco di crescita col biancazzurro di regione e dieci anni a difesa della storica alabarda...
Poco altro da aggiungere, un volto una garanzia...
STIAMO PARLANDO DI?...

UN CALICE DI DERTHONAÈ la terza squadra del Piemonte in quel momento, dietro le inarrivabili Juventus e Torino ma davant...
13/09/2026

UN CALICE DI DERTHONA

È la terza squadra del Piemonte in quel momento, dietro le inarrivabili Juventus e Torino ma davanti alle più titolate Pro Vercelli, Casale, Novara ed Alessandria che stazionano in C2; il Derthona del presidente Eraldo Zanaboni è un piccolo miracolo di provincia che nel campionato 88/89 si prepara alla seconda stagione consecutiva in serie C1.
Alla guida tecnica c'è Ambrogio Pelagalli, vecchia gloria sul campo di un Milan anni sessanta ed allenatore affermatosi a livello di serie C da Nord a Sud, una garanzia di professionalità e risultati in cambio di poca spesa ma ben calcolata. Dopo la salvezza dell' anno precedente in molti credono e scommettono che a Tortona ci si dovrà accontentare di una onorevole retrocessione, ma nella stanza dei bottoni bianconera non sono dello stesso avviso potendo anche contare sulla collaborazione oramai consolidata con la Cremonese di Luzzara che annualmente invia qualche giovane da far maturare; per quel campionato i prodotti grigiorossi sono il difensore Silvio Giorgi con il compagno di reparto Davide Baronio ed i centrocampisti Ettore Ferraroni e Gian Marco Recaldini. Il Derthona poi lavora alla grande con i ragazzi in rampa di lancio e ci mette i suoi, ovvero il portiere di riserva Stefano Gualco da Gavi Ligure e il terzo Delfino, le punte Giovanni Calabrese e Rino Bettonte, il difensore Bergo e lo sgusciante Patta che giovanissimo non lo è più ma è tortonese Doc, più il centrocampista Gatti e i giovanissimi Davide e Rebellato.
A questi Pelagalli ci aggiunge gente d'esperienza come Danilo Tedoldi che ha fatto la B a Catania e tanta buona C tra Ancona, Brescia e Ferrara, Massimo Prevedini vecchia volpe alabardata, quel Cenci che esordì in A con la Lazio, Gaspare Uzzardi classico giocatore di categoria che risponde sempre presente, Luciano "Ciano" Ferla che è una garanzia e bomber Gori che risulterà decisivo in fase realizzativa con 13 centri, non da meno l'ex piacentino Narducci e Tiberio Terzi ex Pergocrema, Trento e Casarano tra le altre, in porta la certezza è il vecchio Nasuelli.
L'esordio a Spezia è amaro perché le aquile vincono 2-1, ma tre vittorie filate lanciano il Derthona all'inseguimento di Prato e Triestina , infatti dopo l'uno a zero al Trento (Gori) arriva il blitz di Modena (0-2) ed il perentorio 3-0 al Mantova, qualcuno sogna !
Il doppio 4-1 subito a Bergamo (Virescit) e Lucca smorza un poco gli entusiasmi, ma gli uomini di Pelagalli sono tosti e mettono sotto Spal ed Arezzo trovandosi dopo otto giornate in terza posizione, Spezia 12, Triestina 11, Derthona 10!
L'alta classifica forse illude un pochetto ed ecco la flessione che da lì a fine andata porta una sola vittoria (1-0 alla Centese firmato Cenci), cinque pareggi e tre sconfitte seppur tutte di misura; abbandonati così i sogni di un'improbabile Serie B si naviga tranquillamente incominciando il ritorno con tre pareggi, ci si vendica poi della Virescit (1-0 gol del solito Gori) accontentandosi di tante divisioni della posta; la vittoria sul Vicenza alla trentesima (1-0 Uzzardi) attesta il Derthona in nona posizione, ma tre stop di fila con Centese, Triestina e Prato obbligano i bianconeri a dover vincere l'ultima in casa col Montevarchi per evitare un'amara retrocessione.
Gli uomini del presidente Zanaboni non ceffano l'appuntamento e con Bergo, Gori, Recaldini e Ferla fissano un 4-2 che vuol dire salvezza! La stagione seguente sarà ancora C1 e ci saranno anche Casale e Alessandria, tre squadre della stessa provincia per una sfida lunga un anno..ma questa è già un'altra faccenda ....
In foto: Il Derthona sull'album Panini 88/89.

INDOVINA LA FIGURINA Dalle Marche con furore gli si potrebbe cucire addosso a questo terzino tutto grinta partito dalla ...
12/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Dalle Marche con furore gli si potrebbe cucire addosso a questo terzino tutto grinta partito dalla provincia ascolana e dopo qualche stagione di apprendistato approdato in Veneto per diventare grande e poi idolo giallorosso nella Capitale dove resta per anni prima di andare a chiudere in Friuli...
STIAMO PARLANDO DI?????

PARMA E SANGUE FREDDO All'esordio assoluto su di un palcoscenico importante come il torneo di Viareggio, il Parma Primav...
12/09/2026

PARMA E SANGUE FREDDO
All'esordio assoluto su di un palcoscenico importante come il torneo di Viareggio, il Parma Primavera edizione 1988 si presenta senza timori reverenziali, questo perché il tecnico Maurizio Battistini è sicuro di avere un complesso che non faticherà a mettersi in luce nonostante le difficoltà del torneo.
Parmigiano di nascita, classe 1945, Battistini è tecnico formatosi tra i ragazzi dell' Audace Parma e con una piccola esperienza nella vicina Fidenza, ne utilizzerà diciassette di giocatori, nati tutti tra il 1967 ed il 1971, qualche prestito da fuori e tanti talenti a chilometro zero, i crociati sono pronti e la qualità verrà fuori col tempo, a distanza di trentasette anni possiamo fare parlare i numeri; da quella nidiata usciranno 980 presenze in A suddivise per nove giocatori, sette presenze in Nazionale divise in tre e con un secondo posto ad Usa 94 più l'esordio cadetto per sedici dei diciassette protagonisti.
Tra i pali Luca Bucci che in quel campionato lo gioca a Rimini, ha già esordito in prima squadra ed è all'inizio di un percorso che lo vedrà in campo 296 volte in A col Parma stesso, il Torino, l'Empoli e il Napoli, in più due presenze azzurre e l'avventura in America con la nazionale di Sacchi; tra i difensori si segnala Stefano Rossini da Viadana, giovanissimo diciassettenne approderà anche all'Inter, per lui in A oltre 150 gare soprattutto col Piacenza ma anche Udinese, Lecce, Fiorentina e lo stesso Parma, in B sarà un faro del Genoa e arriverà a 270 gare cadette!
Altra promessa è Marco Pullo da Ripi, Frosinone, difensore moderno e dotato, pescato dalla Lodigiani verrà poi preso dal Milan prima di essere bersaglio di una serie di infortuni che lo porteranno ad abbandonare presto la carriera, per lui 14 gare in A col Pisa e 57 in B tra Parma, Taranto e Palermo; Bocchialini invece fa parte degli autoctoni, cresciuto in casa promette bene, ma poi si perde tra la C ed inferiori, per lui 8 gare in B col Parma più altre tre con la Casertana edizione 91/92, il suo tour prosegue per Trento, Fano, Brescello, Viareggio con un ritorno a casa tra Crociati e Lentigione.
Antonino Di Dio invece arriva dalla Sicilia, ha già fatto il passo con gli adulti indossando la maglia del Siracusa in C, per lui in prima squadra ci sarà spazio per una sola presenza in B, poi quasi 400 gare tra C1 e C2 con svariate maglie tra le quali quelle di Trento,, Potenza, Catania, Triestina e Paternò; anche Riccardo Pasqualetto promette alla grande, è un giovane virgulto patavino classe 1970, sparirà dai radar all'età di 24 anni dopo 64 gare in B col Padova e la C1 tra Pro Sesto e Triestina.
Altro tassello importante è il corridore Max Spocchi leva 1970, le sue presenze con i grandi si fermeranno al solo esordio in B, poi tanta C tra Empoli, Sarzana, Trento con avventure anche al Sud da Giugliano a Marsala passando per Nardò; a proposito di Sud ecco il '71 Gaetano Delia, messinese di buone prospettive farà la C2 tra Vigor Lamezia e Licata per poi aiutare il Messina della rinascita in serie D. La classe di Mariano Sotgia ci mette un po' a ve**re fuori, il ragazzo arriva dalle esperienze di Olbia e Suzzara e Parma sarà una tappa di maturazione che lo vedrà in campo coi grandi solamente tre volte, poi il tour passa per Fano, Ravenna (diverrà idolo dei giallorossi), Cosenza, Vicenza, Padova a e Venezia per un totale di quattro gare in A (col Vicenza) e 197 in cadetteria; già una garanzia invece il '67 Carmine Nunziata di estrazione interista, dopo la maturazione tra Virescit e Pavia per lui ecco il trampolino di Foggia che precede sei stagioni mitiche a Padova terminate col passaggio al Toro e poi al Brescia, il netto parla di 57 gare in A e ben 280 in B!
Anche Pierluigi Di Già è di scuola nerazzurra, ottimo centrocampista disputerà con ducali 63 gare in B, poi la A con la beneamata (11 presenze nel torneo 89/90) ed il Bologna unita alla B sempre coi felsinei, col Venezia ed il Palermo; Vincenzo Esposito invece è un sinistro campano che incanta gli addetti, in gialloblù disputerà sei gare (tutte in B) in tre campionati diversi, troverà tre presenze in A a Cagliari sul finire degli anni 90 e una dimensione da 187 gare in B tra Avellino, Taranto, Venezia ed Ancona; menzione anche per un altro Rossini, Mario classe 1970 che esordirà in B (una presenza) prima di diventare protagonista in C con numerose maglie tra le quali quelle di Fano, Carpi, Solbiatese ma soprattutto Pavia.
Davanti il reparto è parecchio attrezzato, Ciccio Baiano è già un nome tra gli adulti, ad Empoli si è fatto conoscere e col Parma metterà assieme 25 gare e quattro reti, in carriera 172 partite e 43 gol in A più 215 e 73 in B, idolo a Firenze ma anche in Inghilterra col Derby Country, per Cicciogol anche due presenze in Nazionale! Allo scugnizzo sì aggiungono i fratelli Melli, due tipetti col gol nelle vene, Alessandro arriverà a vestire la maglia dell' Italia in un paio di occasioni e col Parma passerà le 200 gare con quasi sessanta reti tra A e B; Marcello invece si fermerà a tre gare in B prima di farsi un nome in C tra Battipaglia, Siracusa, Fano e Tempio, poi la decisione di riavvicinarsi a casa tra Colorno, Collecchio e il miracolo della Poggese trascinata fino alla C2!.
Di Fabio Magrini invece le tracce si persero subito, arrivato dal Siena ecco ventisei minuti di serie B al posto di Osio in un Parma-Messina dell' Ottobre 1987, poi più nulla.
La differenza con gli ultimi quindici anni è abissale, a parte l'ultimo singolo caso tutti gli altri sono diventati calciatori, chi in Nazionale, chi in C2, chi per tanto e chi per meno, ma questa è la dimostrazione che un tempo sui giovani ci si investiva davvero, anche senza riempirsi la bocca di inutili slogan.
A proposito, il Parma di Battistini da esordiente passa il girone ,con Inter, Partizan e Città del Messico, da prima, ai quarti fa fuori il Dukla Praga e in semifinale si arrende al Torino di Vatta; nella fjnalina ha la meglio sul Milan ai calci di rigore, 1-1 firmato Spocchi e Salvatori, ma dagli undici metri Rossini, Marcello Melli e Bucci la girano in Emilia, mica male come prima volta no?

INDOVINA LA FIGURINALui si che almeno una stagione in serie A l'avrebbe meritata, giocatore eccellente che nasce in una ...
11/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Lui si che almeno una stagione in serie A l'avrebbe meritata, giocatore eccellente che nasce in una città storicamente portata per il calcio e proprio lì impara i rudimenti del mestiere; un passaggio in provincia e poi in altre due squadre antiche lo fa maturare, così si sposta in Toscana dove sognano la B che lui conoscerà con i biancorossi berici coi quali in due stagioni si guadagna un'opportunità nella capitale.
Condotte in A le aquile biancazzurre torna al Nord dove con la Leonessa regala prelibatezze e gol, quindi diventa rossonero lucchese prima.di scendere a chiudere tra Lombardia e Veneto... giocatore bravo per davvero, avrebbe detto la sua anche in A ...
STIAMO PARLANDO DI?????

LUGO A PROCEDEREIl ritorno in C dopo una trentina d'anni d'assenza pareva già qualcosa di immenso, quasi un miracolo, i ...
11/09/2026

LUGO A PROCEDERE

Il ritorno in C dopo una trentina d'anni d'assenza pareva già qualcosa di immenso, quasi un miracolo, i più poi bollavano quella realtà come una macchietta in un torneo di giganti; la memoria cinematografica portava ad associare quella società bianconera alle vicende del Borgorosso che Alberto Sordi fece entrare nelle case di tutti gli italiani, ma il presidente Galli non era uno sprovveduto, aveva pianificato tutto sapendo bene a che cosa andava incontro, e presto tutti lo capirono, eccome.
Estate 1989, il Baracca Lugo si prepara a rientrare in C2 dopo aver dominato il proprio girone dell' Interregionale, la lega di C ha inserito i romagnoli nel girone C con realtà come il Campobasso che pochi anni addietro frequentava la cadetteria e Chieti, Fano, Teramo, Rimini, Vis Pesaro e Forlì, città ben più attrezzate per un campionato professionistico; a Lugo i timori reverenziali non attaccano e così si allestisce la squadra che sarà diretta ancora dall' uomo di Meldola alias Alberto Zaccheroni, un allenatore in rampa di lancio con esperienze precedenti tra Cesenatico, Riccione e San Lazzaro di Savena.
L'ex Mantova Sardini sarà ancora il portiere titolare e dietro di lui il giovane Cristi che ne viene dal Suzzara, poi la pattuglia difensiva che va dai veterani Villa (esperienze precedenti a Pesaro e protagonista della promozione), Valente ( confermatissimo cuore bianconero) e Cotecchia (anch'egli confermato) fino ai più giovani Cecchi ( confermato ed ex Urbino) e Vecchio, un diciannovenne pescato in Liguria dall' Albenga.
Per il settore centrale ecco lo scuola Genoa Guido Minetto che in rossoblù vanta qualche panchina tra campionato e Coppa Italia ma si è formato alla Rondinella Firenze, il giovane Felice Parisi che ha fatto le scuole al Torino, lo scudiero del mister Teodorani (11 reti nell'anno della promozione), l'esperto Zarattoni che in carriera ha girovagato da Mantova a Messina passando per molte piazze blasonate e a Lugo è stato una pedina fondamentale per salire in C2, la sgusciante ala Baioni già in evidenza a Sassuolo con il confermato Buccioli, più il classe 1970 Vergnani con l'ex giovanili Brescia Re; guest star Giacomo Ceredi, un classe 1966 che Zaccheroni valorizzerà regalandogli la veteina della A a Pescara.
Davanti le vie della rete le devono trovare il confermato Anastasio che la stagione precedente si è fermato a quota 10, l'ottima alternativa Secchiaroli che vanta un lontano passato al Rimini e Francesco Caruso da Termoli che è cresciuto nel Campobasso di Molinari e cerca la consacrazione definitiva.
Con tredici confermati su una rosa di 19 elementi la sensazione è che ci sarà da soffrire, invece il cavallino lughese incomincia con un pari a Giulianova che già mette molto sul chi và là; l'esordio casalingo col Chieti è un trionfo a firma Teodorani ed è solo l'inizio di una stagione che vedrà il Baracca Lugo divertirsi parecchio, le giornate passano e i bianconeri ingranano così bene che sbancano campi come Jesi e Celano nel girone d'andata e Bisceglie, Forlì e Lanciano in quello di ritorno. La salvezza arriva presto, così presto che si ha tempo di correre per la promozione in C1 che giunge alla faccia delle varie corazzate di turno, altro che Borgorosso, il Baracca Lugo le dà a tutti e sale sul terzo gradino del calcio professionistico, appena sotto la B con Caruso che segna otto reti e Ceredi sette; ed anche in C1 dirà la sua, ma questo ve lo racconteremo in un'altra occasione....
In foto: il Baracca Lugo 89/90 (dal Web)

INDOVINA LA FIGURINA Italiano d'Africa questo difensore nato alla metà degli anni cinquanta che giunge in A alla soglia ...
10/09/2026

INDOVINA LA FIGURINA

Italiano d'Africa questo difensore nato alla metà degli anni cinquanta che giunge in A alla soglia dei trent'anni ma dimostra in un triennio di poterci stare tranquillamente.
L'inizio brianzolo gli regala l'esordio in C, poi il Piemonte ed il ritorno in biancorosso col battesimo cadetto; un'esperienza al Sud lo forgia caratterialmente lanciandolo in un'avventura aretina che culminerà con l'approdo in A grazie ai biancoverdi di Irpinia. Terminata la parentesi in massima serie scende in C ed in tre anni indossa altrettante maglie,.poi chiude in Piemonte dove aveva giocato ad inizio carriera.
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