Gli Strani siete Voi

Gli Strani siete Voi Il Basket com'è, non come dovrebbe essere

LA SENTENZA DI AZA"Se al termine dell'allenamento i giocatori sono più stanchi fisicamente che mentalmente, l'allenament...
08/04/2026

LA SENTENZA DI AZA
"Se al termine dell'allenamento i giocatori sono più stanchi fisicamente che mentalmente, l'allenamento è stato inutile". (Prof. Aza Nikolic, Sarajevo 28 ottobre 1924 - Belgrado 12 marzo 2000)

ADDETTI... IMPERFETTI!Per analizzare il variegato mondo degli addetti-stampa ci vorrebbe un libro. Se vuoi leggere un as...
07/04/2026

ADDETTI... IMPERFETTI!
Per analizzare il variegato mondo degli addetti-stampa ci vorrebbe un libro. Se vuoi leggere un assaggio, clicca sul link qui sotto!

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IERI E OGGILasagna, chitarra con le "pallottine", pizza dogg' (dolce) all'abruzzese e uova di cioccolato come se piovess...
05/04/2026

IERI E OGGI
Lasagna, chitarra con le "pallottine", pizza dogg' (dolce) all'abruzzese e uova di cioccolato come se piovesse. Nessun digestivo può fare miracoli. Coi riflessi annebbiati, rifletto su certe strane coincidenze tra il pensiero cinico di ieri e il basket di oggi. Che strano, che strano, diceva Peppe Barra (nella foto). Per esplorare gli ultimi deliri, clicca sul link qui sotto e leggi!

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29/03/2026

BOLOGNA, VUOI METTERE?

Mattia Largo è il responsabile del settore giovanile della Virtus Bologna. Non lo conosco di persona, ma percepisco che è un entusiasta. Uno che sprizza da tutti i pori un profondo amore per quello che fa. Si vede proprio che è animato da passione sincera.

Diversi anni fa lessi una sua intervista. Alla domanda: “Dicono che lavorare coi ragazzi di oggi sia più difficile. Sono davvero così complicati?”, aveva risposto: “Sono semplicemente meno abituati a sentirsi dire in faccia quello che non funziona. Ma se quando glielo dici riesci anche a spiegare le tue ragioni, la vedono in maniera diversa, positiva, e ti ascoltano”. All’epoca non allenavo ancora i giovani. Quindi non mi rendevo conto che in quella domanda e in quella riposta erano racchiusi il 50% dei problemi di chi lavora nei settori giovanili.

Ora che ne so molto di più, posso dire che tantissimi giovani non è che sono “poco abituati” a sentirsi dire in faccia le cose, proprio non sanno cosa significa. Eseguire un’istruzione o attenersi a una correzione è un’esperienza che fanno molto di rado. Sia a scuola sia in famiglia.

Di recente ho ascoltato un’altra intervista del bravissimo Mattia, subito dopo la finale della Next Gen. Cup (vinta da imbattuti). Sono rimasto colpito, come dicevo all’inizio, dall’entusiasmo strabordante che trasuda dalle sue parole. Più che intervista era una dichiarazione d’amore: “I ragazzi che alleno sono una meraviglia, davvero qualcosa di speciale. Allenarli per me è una fortuna. Spesso vengono criticati, per quello che è il loro mondo attuale. Ma in realtà sono soltanto in linea coi tempi e hanno dentro tanto da dare. Non smetterò mai di applaudirli”.

Auguro a coach Largo di conservare la sua visione fino a 100 anni. Anzi, gli auguro di essere contagioso e di spargere il suo bellissimo “virus” tra tutti gli istruttori che incontra. Ma “io so”, come diceva Pasolini.

Io so cosa vuol dire lavorare nei piccoli settori giovanili. Quelli di provincia. Quelli delle città dove non c’è storia e tradizione di basket. Quelli che non hanno una prima squadra prestigiosa di riferimento.

Io so cosa provano gli allenatori dell’Under 13, quando gli viene consegnato un gruppo in cui 8 su 14 sembrano piccoli lottatori di Sumo e gli altri 6 inciampano pure correndo in linea retta.

So come ragionano i genitori totalmente digiuni di cultura sportiva, che “portano i figli a basket” come se li portassero a Pilates, e non hanno idea di come funziona uno sport agonistico e di squadra.

So che certi 15-16enni (tardissimo, per cominciare!) si svegliano una mattina e dicono: “Sai che c’è? Voglio giocare a basket”, senza aver mai neanche visto una partita. E i dirigenti te li fanno mettere in squadra perché tanto chi se ne frega, per la società è una quota mensile in più.

La comunicazione coi ragazzi di oggi? Io so quanto è frustrante dover limitare le spiegazioni a non più di 10 secondi, perché la soglia dell’attenzione degli adolescenti cola a picco in un attimo e all’undicesimo secondo si distraggono.

Soprattutto so cosa significa allenare ragazzi poco reattivi, cloroformizzati dagli smartphone, con gravi problemi motori. O che vengono a fare allenamento senza una “visione”, senza fame di basket, solo per fare ricreazione.

Io so quanto mi è costato abituarmi a ragazzi che ti dicono non vengo perché vado in gita, vado alla settimana bianca, vado al centro commerciale coi miei genitori, mi devo fare un tatuaggio, ho il saggio di pianoforte di mia sorella, mi si è bucato il motorino, mi hanno spostato una festa di compleanno.

So cosa significa allenare in posti dove i ragazzi non hanno l’esempio visivo dei senior e non hanno idea di cos’è un palazzo che ribolle di passione.

E so pure quanto mi costa sentirmi ripetere, in continuazione: devi adeguarti, sono diversi da quelli di una volta, hanno altri codici, altre esigenze, un altro linguaggio, devi usare altri metodi.

Poi però c’è Bologna. Bologna la grassa, Bologna la dotta. Vuoi mettere Bologna, dove gioca la leggendaria Virtus. Dove sotto i portici di via Ugo Bassi e in piazza Maggiore si parla solo di basket. Dove ci si vede per il caffè o l’aperitivo al Roxy Bar prima di andare al basket. Dove si respira basket. Dove tutto è basket. Dove i cinni crescono con un sogno e una visione, quella di giocare a basket da professionisti. Magari nella Virtus. E dove gli istruttori hanno trovato le chiavi giuste per comunicare coi giovani di adesso. Ci credo, che le hanno trovate. Hai voglia se ci credo.

VACANZE ITALIANENell'estate del 1958 il 22enne Wilt Chamberlain venne in tournéè in Italia con gli Harlem Globetrotters....
29/03/2026

VACANZE ITALIANE
Nell'estate del 1958 il 22enne Wilt Chamberlain venne in tournéè in Italia con gli Harlem Globetrotters. In testa aveva solo una cosa: le ragazze italiane. Clicca sul link qui sotto e leggi!

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IL POSTO GIUSTOConsigli disinteressati ai ragazzi che giocano a basket (e ai loro genitori). Clicca sul link qui sotto p...
27/03/2026

IL POSTO GIUSTO
Consigli disinteressati ai ragazzi che giocano a basket (e ai loro genitori). Clicca sul link qui sotto per leggere!

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GLI DEI DEL BASKETDispettosi, come tutti gli dei pagani. I loro strali colpiscono spesso gli allenatori, sotto forma di ...
26/03/2026

GLI DEI DEL BASKET
Dispettosi, come tutti gli dei pagani. I loro strali colpiscono spesso gli allenatori, sotto forma di episodi ricorrenti.
Clicca sul link qui sotto e leggi!
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100/100, SFIDA LANCIATAPrendi un allenatore dalla mano fatata. Mettilo sulla linea di tiro libero. Dagli un pallone e un...
25/03/2026

100/100, SFIDA LANCIATA
Prendi un allenatore dalla mano fatata. Mettilo sulla linea di tiro libero. Dagli un pallone e un ragazzino che gli passa la palla. Ti stupirà. Gigi Bonvecchio e la sua originale strategia per motivare i giovani giocatori.
CLICCA SUL LINK QUI SOTTO E LEGGI!
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QUESTIONE DI PRIORITA'“Prima di giocare con gli Harlem Globetrotters, credevo che le cose più importanti per loro fosser...
09/03/2026

QUESTIONE DI PRIORITA'
“Prima di giocare con gli Harlem Globetrotters, credevo che le cose più importanti per loro fossero il basket e la comicità. Poi ho capito che erano le ragazze”. (Wilt Chamberlain)

BOLOGNA, VUOI METTERE?I giovani sono brutti e cattivi. Non è vero, sono buoni e bravi. Eeeh, la fai facile! A Bologna, v...
07/03/2026

BOLOGNA, VUOI METTERE?
I giovani sono brutti e cattivi. Non è vero, sono buoni e bravi. Eeeh, la fai facile! A Bologna, vuoi mettere? Clicca sul link e leggi.
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TUTTA LA VERITA', NIENT'ALTRO CHE GIUSTINOTornano le "14 domande a...". protagonista Giustino Danesi, il preparatore atl...
03/03/2026

TUTTA LA VERITA', NIENT'ALTRO CHE GIUSTINO
Tornano le "14 domande a...". protagonista Giustino Danesi, il preparatore atletico più scudettato d'Italia.
Clicca sul link qui sotto per leggere!
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