21/12/2024
Si sono dette tante cose di questa Ma cosa posso dire io? Sicuramente è stata davvero dura.
Vi racconto la mia avventura durante la gara e provo a condividere alcuni suggerimenti non augurando a nessuno di vivere qualcosa di simile 😂
Intanto, ho seguito tutti i consigli di , tra cui rimanere asciutta il più possibile portando con me un ombrello in griglia per poi “regalarlo ”alla partenza.
Ho fatto un paio di errori:
- non ho montato il cappuccio sulla giacca impermeabile
- ho tolto i guanti penso intorno al 6-7imo km e poi a fatica li ho rimessi. Meglio mani coperte che scoperte anche se congelate.
Elementi importanti:
- The caldo ai ristori è una vera benedizione
- Con queste condizioni fredde e ventose è stato importante non fermarsi ma bere in camminata e velocemente ripartire. Nel mio caso, - mio parere personale - chi si ferma è perduto.
Per il resto via, ho corso cercando di godermi il viaggio, incitando anche gli altri, stringendo i denti, sentendomi un elemento in quel momento che doveva avanzare.
Il freddo potrebbe avere i suoi lati positivi, sono arrivata alla mezza, senza minimamente percepire il dilslivello 😅.
Altro elemento caratterizzante e costante i piedi costantemente bagnati, che si inzuppavano in continuazione per condizioni terribili dell’asfalto che si trasformava in un fiume, mi portavano a cercare la fine di quell’acqua a terra per scaricare le scarpe da tutto quel bagnato sull’asfalto.
Ho usato il buffer completamente fradicio come riparo sul naso, ma non sulla bocca perche appiccicando non permetteva di respirare: mi ha comunque dato sollievo e calore sul viso.
Mentalmente, mi dicevo a ogni passaggio di resistere
Ho usato sempre la tecnica del conto alla rovescia dei gel. Al 28esimo (quarto gel) mi sono detta di arrivare a 32, dal mitico NO ARSURA.
Da li mi sono detta di arrivare al quinto e ultimo gel fissato per il km 35 e li, com grinta mi sono ripetuta che al massimo sarebbero mancati 35 minuti e che se avevo resistito per 4 ore, 35 min erano nulla.
In quel momento passava in cuffia “Feel this moment” che ho cantato e ballato all’altezza del parco delle caprette.
E ancora via, a guardare avanti, a fare due chiacchiere e caricare chi come me stava soffrendo..
Al 42esimo avevo un orgoglio dentro, mi sono sentita così forte che, percorrendo gli ultimi metri con le mie le mie amiche ho letteralmente urlato di volere andare a prendere quell’accidenti di leone… ed ormai era fatta.
All’arrivo mio zio, che dandomi della zuccona, mi ha messo la medaglia al collo.
Ho pensato alla mia mamma, questa maratona l’ho corsa solo per lei.
Lacrime incontrollabili.
E niente… questo è quanto.
❤️