Toghe RossoNere

Toghe RossoNere Il Milan come un'aula di un Tribunale. Dove vinci, perdi, ma non smetti mai di appassionarti

PUNTO, DUE PUNTI, FACCIAMO TRE🔴⚫️🔴MALE MA NON MALISSIMOGli ultimi Juventus-Milan o Milan-Juventus non erano stati un bel...
10/09/2026

PUNTO, DUE PUNTI, FACCIAMO TRE🔴⚫️🔴
MALE MA NON MALISSIMO
Gli ultimi Juventus-Milan o Milan-Juventus non erano stati un bel spettacolo, soprattutto per noi che l'ultimo gol lo avevamo segnato il 28 Maggio del 2023 con Giroud; da allora in 6 partite zero gol, facendo comunque 4 punti, che sono pure tanti per non aver mai segnato. In molti si aspettavano Domenica sera un Juventus-Milan diverso; entrambe le squadre nelle prime uscite avevano fatto vedere, pur con dei limiti, un gioco per lo meno propositivo; invece, nonostante le buone intenzioni, è venuta fuori una partita alquanto bruttina e bisogna ammettere che la maggior parte delle colpe sono le nostre. Si perché dall'altra parte la Juventus ci ha almeno provato, ha creato qualcosina pur senza brillare troppo, da parte nostra invece si è visto davvero troppo poco, dopo che in fondo nelle prime partite ci eravamo abbastanza divertiti.
La sensazione è che Amorim abbia per un attimo sconfessato il suo credo ed è andato a Torino con l'idea di non prenderle. Dovrà aver pensato che per alimentare quel poco di entusiasmo che si era creato dopo le prime due vittorie occorreva assolutamente uscire indenni dalla Juventus Stadium e su questo sembra aver basato la sua strategia. E in parte la cosa gli è pure riuscita, considerando che in fondo in fase difensiva la squadra se l'è cavata bene, anche se non è stata capace di resistere all'assedio finale bianconero, dimostrando delle difficoltà quando ci si deve difendere in area. Soprattutto se devi farlo con Terracciano anziché Gila, anche questa volta uscito prima del 90' perché non ne aveva più (e senza di lui ancora una volta abbiamo preso gol). Ma se la fase difensiva tutto sommato ha convinto, anche grazie ad un Maignan sul pezzo, non si può dire della fase opposta.
Il Milan ha creato poco, anzi quasi nulla, se è vero che l'unica occasione è stata quella di Cisse, trasformata poi in gol. Ben venga essere cinici, però non sempre alla prima situazione trovi la rete, quindi urge migliorare. Amorim si è presentato sulla carta con una squadra votata all'attacco, ma se vediamo gli undici schierati a Torino troviamo si un Moreira messo a fare il tornante (lui che in teoria è un esterno offensivo) ma anche due centrocampisti a fare da accompagnamento a Ramos. Risultato che né Saelemaekers e né Rabiot hanno fatto qualcosa di buono, con il portoghese davanti incapace, anche un pò per sua colpa, di fare qualsiasi cosa. Le idee quindi potrebbero essere anche buone, ma con questi interpreti difficile vedere qualcosa di entusiasmante; Rabiot li ha giocato davvero una br**ta partita e al momento faccio fatica a capire il perché venga messo lì, lasciando in mediana un Musah che sarà pure utile a recuperare palloni, ma se poi puntualmente li da agli avversari allora siamo punto e a capo.
Però forse, a farci oggi essere un po pessimisti, non è tanto quello che stiamo facendo noi, ma quello che stanno facendo le altre (Inter, Roma e Como); tre squadre con le quali al momento sembra davvero difficile competere e se tre posti su quattro per la Champions sembrano già prenotati capite da soli che tornare a sentire la musichetta il prossimo anno è davvero complicato.

DEPOSITO DELLA MOTIVAZIONE 🧑‍⚖️🧑‍⚖️Voce del verbo “progettare”Prendiamo a prestito una frase di una pagina rossonera cui...
08/09/2026

DEPOSITO DELLA MOTIVAZIONE 🧑‍⚖️🧑‍⚖️
Voce del verbo “progettare”

Prendiamo a prestito una frase di una pagina rossonera cui siamo affezionati e che seguiamo da qualche anno, ossia Milanisti sull’orlo di una crisi di nervi, i quali, nel post successivo a Juve Milan, affermavano come questa squadra non fosse null’altro che la stratificazione di mercati scriteriati fatti negli anni precedenti.
Da questo spunto abbiamo pensato, pertanto, al post di oggi.
Ciò che manca da anni alla nostra società è proprio la tanto agognata progettualità.
In un eterno circolo vizioso, in un mai domo cane che rincorre se stesso, il Milan non ottiene risultati e non li ottiene in quanto mancante di progettualità.
Il valzer di allenatori (che riecheggia la prima Inter di Massimo Moratti) cui si lega la periodica rivoluzione in ambito societario sono l’esatto opposto di quell’equilibrio che è alla base di ciò che determina la programmazione prima ed i risultati poi.
Il modello Inter, per quanto possa provarci un moto di disgusto guardare ai cugini “con invidia”, è qualcosa che ha portato i nerazzurri in vetta da 7 anni a questa parte.
La scelta dei parametri zero si inserisce in un telaio collaudato, affidato ad allenatori capaci e “stabilizzati”, che non finiscono con l’essere vittima dell’isteria della proprietà.
Nel quadro nerazzurro non vi sono acquisti randomici o se vi sono stati gli stessi appaiono residuali rispetto al resto.
Nel nostro caso, al contrario, abbiamo i Moreira (troppo presto per giudicare per ca**tà) o gli Nkunku o i Fullkrug o gli Emerson Royal e gli Estupinian o i Loftus Cheek. Tanto per citarne alcuni. Tutti figli di un Dio minore e soprattutto di un mercato isterico e senza meta, che ci ha condotto ad essere dei meri comprimari. E forse neppure più quelli.

ASSOLTI E CONDANNATI🧑‍🎨🧑‍🎨-Assolti-GILA 7+. Accetta la battaglia con i giocatori della Juve senza arretrare di un centim...
07/09/2026

ASSOLTI E CONDANNATI🧑‍🎨🧑‍🎨

-Assolti-

GILA 7+. Accetta la battaglia con i giocatori della Juve senza arretrare di un centimetro. Solido, aggressivo, autorevole, è bravo anche ad alzare il baricentro del Milan con diverse uscite palla al piede. Dalla sua parte non si passa: raddoppia bene su Kolo Muani e si allarga con puntualità per chiudere la corsia mancina bianconera. Una prestazione di grande personalità. CARISMATICO.

DE WINTER 7. Una delle sue migliori prestazioni da quando veste la maglia del Milan. Preciso negli anticipi, concentrato e sempre dentro la partita, disinnesca Kolo Muani con una serie di chiusure puntuali. Nel secondo tempo si fa trovare pronto anche su Conceicao lanciato a rete e salva una situazione pericolosa su un cross diretto al centravanti francese. Una prova da difensore vero, senza sbavature. FINALMENTE!

CISSE 7. Il ragazzino d'oro colpisce ancora. Gli basta praticamente il primo pallone toccato per inventarsi un gol di grande qualità: controllo, finta, sterzata e destro piazzato all'angolino. Tecnica, freddezza e soprattutto una naturale capacità di sentire la porta. È il secondo gol in tre partite e il suo ingresso cambia volto all'attacco rossonero. A 19 anni sembra già avere il carattere per giocare queste partite. PREDESTINATO.

AMORIM 6. La formazione iniziale lascia qualche dubbio e il Milan del primo tempo è troppo sornione, incapace di costruire vere occasioni da gol. La partita però cambia con le sue mosse: dentro Cissé e Chukwueze, arrivano vivacità e soprattutto il vantaggio rossonero. Per poco il tecnico portoghese non porta a casa il colpo pieno, prima del pareggio di Gatti nel recupero. Resta qualche interrogativo sulla personalità mostrata dalla squadra, ma i cambi sono una risposta importante. INTELLIGENTE

-Condannati-

SAELEMAEKERS 5.5. Amorim lo reinventa trequartista partendo dalla sinistra, ma il belga sembra rimasto a Milano. Poco presente nella costruzione, perde diversi duelli e palloni che potevano diventare pericolosi per il Milan. . La sostituzione al 61' certifica una serata decisamente al di sotto delle aspettative. EVANESCENTE.

LOFTUS CHEEK 4 5. Entra per dare fisicità e sostanza al centrocampo, ma non riesce a incidere come servirebbe nel finale. Arruffone in alcune giocate, perde Gatti nell'azione che porta al pareggio juventino al 92'. Un ingresso che avrebbe dovuto consolidare il vantaggio e che invece lascia il Milan scoperto proprio nell'episodio decisivo. DISTRATTO.

MOREIRA 5. L'attenuante dell'esordio dal primo minuto c'è tutta: è arrivato da pochissimo in Italia e viene subito catapultato in una partita di questo peso. Ma la prestazione resta troppo timida. Largo a destra pur essendo mancino, non trova mai il coraggio di puntare l'uomo, perde palloni e quando arriva al cross è spesso impreciso. Gli mancano personalità, uno contro uno e qualità nell'ultimo passaggio. Una serata da archiviare e da cui ripartire. IMPACCIATO.

PAREGGIO AMARO MA GIUSTOIl Milan esce con un solo punto dallo Juventus Stadium. Sembrava quasi fatta, ma Gatti, al 92^ m...
06/09/2026

PAREGGIO AMARO MA GIUSTO

Il Milan esce con un solo punto dallo Juventus Stadium. Sembrava quasi fatta, ma Gatti, al 92^ minuto, ci mette lo zampino o meglio la testa. Diciamo che, come da tradizione, le partite tra Milan e Juve non sono proprio il massimo dello spettacolo. Primo tempo di studio. Nella ripresa più Juve, ma alla prima occasione Cissé la mette dentro. I rossoneri reggono e sembrano essere vicini alla vittoria. Gatti però rovina i piani di Amorim. Una discreta partita ma c'è da fare di piú, soprattutto negli ultimi metri. Pochi tiri, poca pericolosità. Dietro, apparte la disattenzione di Loftus-Cheek sul gol di Gatti, sembriamo più attenti. Ci riportiamo un punto; vero potevano essere tre ma direi di accontentarci. Ora testa alla Lazio.

PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI⚖️ MALE CHE VA - JUVENTUS-MILAN 8-2, 15 LUGLIO 1927Anche questa volta dobbiamo tornare parec...
06/09/2026

PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI⚖️ MALE CHE VA - JUVENTUS-MILAN 8-2, 15 LUGLIO 1927

Anche questa volta dobbiamo tornare parecchio indietro per trovare la peggior sconfitta contro l'avversario di turno; addirittura questa volta anche prima della Seconda Guerra Mondiale, di fatto a 100 anni fa. Ai tempi il campionato si svolgeva diversamente; non si chiamava Serie A ma Prima Divisione Nazionale e il torneo si svolgeva con le squadre che venivano divise in due gironi da 10. Noi siamo nel girone B e dopo un buon campionato finiamo secondi, cosa che ci da diritto a partecipare al girone finale, composto da 6 squadre (le prime tre di ogni girone).Partiamo bene, vinciamo la prima contro il Genoa e la seconda contro l'Inter, poi però perdiamo tre partite di fila e diciamo addio ai sogni di vittoria. L'ultima giornata affrontiamo la Juventus e si gioca a metà Luglio. I nostri sono evidentemente già in vacanza e ne prendono ben 8 da una Juventus che arriverà seconda dietro al Torino. Se andate però a vedere l'albo d'oro della serie A nell'anno 1927 troverete scritto "revocato". Si perchè troviamo uno dei primi scandali del nostro calcio, a dimostrazione insomma che non è vero che prima il calcio era più pulito, non lo era nemmeno un secolo fa. Lo scudetto granata fu revocato per il "caso Allemandi", terzino della Juventus che fu accusato di essersi venduto il derby contro il Toro. Ecco, questa è una cosa che invece è cambiata molto da allora, visto che con il tempo dalle parti della Vecchia Signora piuttosto che vendere si sono specializzati nel comprarle le partite

PUNTO, DUE PUNTI, FACCIAMO TRE🔴⚫️🔴GOODBYE RAFADifficile trovare un giocatore che in questi anni, o forse nella nostra st...
04/09/2026

PUNTO, DUE PUNTI, FACCIAMO TRE🔴⚫️🔴
GOODBYE RAFA

Difficile trovare un giocatore che in questi anni, o forse nella nostra storia, sia stato più diviso di Rafael Leao. Difficilmente abbiamo provato così tanti sentimenti contrastanti verso un nostro giocatore; amato e poi odiato, poi di nuovo amato, poi di nuovo odiato. Dopo 7 stagioni Rafael Leao lascia il Milan e lo fa non per andare in un top club di Liga, Premier o al PSG, come ci potevamo immaginare qualche anno fa, ma lo fa per andare a giocare in Turchia, dove comunque sarà ben pagato, dove comunque giocherà la Champions ma è pur sempre la Turchia.7 stagioni sono tante; dalla fine dell'era dei Nesta, Gattuso, Seedorf, Inzaghi eccetera non sono tanti i giocatori che sono rimasti con noi così a lungo. E infatti, con il senno del poi, era meglio farla finita prima, quando finiva il ciclo Pioli, dopo quello di Maldini; e forse li andava fatta una cessione che in quel momento poteva sembrare dolorosa ma utile. Non abbiamo mai smesso di credere che un giorno Leao avrebbe fatto quello step in più, quel salto mentale che gli avrebbe permesso di diventare davvero un giocatore top a livello europeo. Ma veramente è tutta qui la questione? E' davvero solamente una questione mentale? Leao non ha una tecnica eccelsa come un Vinicius, non ha il tiro e il senso del gol di un Mbappe, non è nemmeno forte di testa considerando la sua altezza. Vero, a volte il suo atteggiamento è stato irritante, l'aggettivo più volte attribuitogli è stato quello di "ciondolante" e di certo non è mai stato una che in fase di non possesso si sbatteva. Però forse l'equivoco sta tutto qua, nell'aver ad un certo punto considerato Leao un giocatore che potesse arrivare a livelli di quelli citati sopra o comunque avvicinarsi. Così come l'altro equivoco è stato pensare che potesse diventare un leader, responsabilizzarlo più del dovuto, pensare che lui da solo potesse risolvere tutti i nostri problemi.Tre anni fa avevo fatto un post su di lui prima di Napoli-Milan di Champions facendo un confronto con Kvaratskhelia, sostenendo già allora che il georgiano avesse qualcosa in più. Mi dovetti poi quasi ricredere considerando che il portoghese era stato decisivo per il passaggio del turno, in particolare al ritorno con una giocata senza senso per l'assist a Giroud. Da lì però sono cambiate tante cose, o meglio è cambiato Kvara, che oggi è un serio candidato al pallone d'oro, mentre Leao è rimasto fermo lì, anzi è pure peggiorato. E qui va aperta però un'altra questione, perché se dall'altra parte è stato fondamentale il passaggio al PSG ed aver incontrato uno come Luis Enrique, Leao da questa non ha avuto la stessa fortuna. Pioli era stato bravo a capire che non era una punta e andava messo la, largo a sinistra, dove poteva puntare l'uomo e andare via. E questo a volte funzionava, soprattutto quando trovava spazi, ma poi con il tempo il suo gioco è stato sempre meno efficace. Forse a lui è mancato anche questo, un allenatore che lo prendesse e gli facesse fare quello step in più, non solo mentale, dove comunque lui ci ha messo del suo, ma anche tecnico, imparando a giocare diversamente rispetto a ciò che faceva di solito. Allegri, dopo il disastro fatto dai due portoghesi nella stagione 24-25, lo aveva messo a fare la punta, lasciandolo un pò preda dei venti, senza dargli davvero i mezzi per fare bene. Amorim, dopo le dichiarazioni dello stesso Leao, ha deciso che non valeva nemmeno la pena provarci.E alla fine va bene così, "è stato meglio lasciarci che non essersi mai incontrati" e possiamo pure affermare di non avere "nessun rimpianto"; di lui ci resterà in mente il primo gol con la Fiorentina, i gol ai viola ed Atalanta nell'anno dello scudetto, i tre assist in Sassuolo-Milan, la doppietta al derby la stagione successiva, la sgroppata contro il Napoli in Champions, la rovesciata contro il PSG; di questo e altro ti ringraziamo Rafa.

IL MERCATO DEL PESCE🐟 Tanto fumo, poca pescaL'ultima puntata estiva della nostra rubrica sul mercato del Milan arriva co...
02/09/2026

IL MERCATO DEL PESCE🐟 Tanto fumo, poca pesca

L'ultima puntata estiva della nostra rubrica sul mercato del Milan arriva con una sensazione precisa: tanta parvenza, poca sostanza.
La presenza della proprietà, la comunicazione, i grandi nomi accostati al Milan avevano fatto pensare a un mercato finalmente ambizioso e spumeggiante. Gila e soprattutto Ramos sembravano l’inizio di qualcosa di importante. E l’acquisto di Ramos è un’operazione pesante e di livello.
Ma poi?
L'unico sussulto é stato Diego Moreira, pagato comunque abbondantemente. Qualche rimpiazzo qua e là, come Hutchinson sulla trequarti, ma senza andare davvero a tappare le lacune strutturali della rosa.
E qui viene la parte che ci convince meno: una proprietà che sembra molto attenta a dare l’impressione di esserci, ma che alla prova dei fatti lascia ancora una volta la sensazione di avere poca sostanza dietro la facciata.
Perché i problemi erano chiari.
Manca un centrale titolare. Gila è un ottimo innesto, ma quantitativamente la difesa resta incompleta.
A centrocampo sono usciti Ricci e Fofana e non sono stati adeguatamente sostituiti. Modrić è un campione assoluto, ma ha 41 anni: non può essere la risposta a tutte le esigenze di una stagione con tre competizioni.
Davanti siamo cortissimi. Ramos e Camarda. E attenzione: Camarda va lanciato, eccome. Può essere una splendida occasione per dare spazio a un talento che abbiamo in casa. Ma una cosa è scegliere di puntare su un giovane, un’altra è non avere praticamente nessuno dietro di lui.
E poi c’è il caso Tomori, che per noi è l’emblema della gestione di questo mercato: prima epurato, poi messo sul mercato, poi richiamato perché non sono arrivate offerte e non sono arrivati sostituti. Più che una programmazione, sembra una gestione per emergenze.
E i dirigenti? Praticamente assenti dalla scena.Ibra in questa estate è sembrato più interessato alle vacanze che a trasmettere l’idea di una struttura societaria presente e operativa. Tanto che, a un certo punto, sembrava quasi più dirigente Jorge Mendes del management del Milan.
Il risultato è un mercato fatto di alcune entrate, molto costose, ma senza quella completezza che serviva.
Non contestiamo Ramos, non contestiamo Gila, né Moreira. Contestiamo il fatto che, dopo aver speso tanto per alcuni giocatori, non si sia riusciti a completare una rosa che aveva lacune evidenti.
Tre competizioni richiedono profondità e completezza. Noi oggi non le vediamo.
Un saluto a Ricci e Fofana. Peccato, soprattutto per Ricci: secondo noi avrebbe potuto dire la sua in questa squadra.
E ciao Leao. Di lui parleremo nei prossimi giorni, perché merita un discorso a parte.
Alla fine resta una domanda: questa è davvero la grande svolta societaria che ci era stata raccontata, oppure ancora una volta siamo davanti a tanta immagine e poca sostanza?
Il campo, come sempre, darà la risposta.

DEPOSITO DELLA MOTIVAZIONE ⚖️ Attenzione, dietro si rischiaIl 2-0 al Venezia è un altro segnale positivo: seconda vittor...
30/08/2026

DEPOSITO DELLA MOTIVAZIONE ⚖️ Attenzione, dietro si rischia

Il 2-0 al Venezia è un altro segnale positivo: seconda vittoria consecutiva, buon atteggiamento e una squadra che sta iniziando a trovare qualche certezza in più. Ma proprio questa partita deve far riflettere su alcuni aspetti.
Il Venezia, squadra certamente non di primo livello, è riuscito infatti a creare diverse occasioni e in più momenti ha trovato spazio alle spalle della nostra linea. Il risultato non deve nascondere una prestazione difensiva ancora tutt'altro che convincente.
La difesa è troppo alta e il baricentro della squadra spesso è molto avanzato. Contro una squadra organizzata, con palleggio rapido e giocatori veloci nel contropiede, il rischio è quello di concedere troppo campo e di trovarsi scoperti con una certa facilità.
Serve più organizzazione dietro, quando perdiamo palla bisogna sapere meglio chi accorcia, chi copre e chi protegge la profondità. Le distanze tra i reparti devono essere più equilibrate.
Bene Gila, sempre più convincente, e positivo anche Pavlovic, che non disdegna le incursioni offensive. De Winter invece ci ha convinto poco e deve crescere nella lettura di alcune situazioni.
Non vorrei rivedere la difesa del Milan di Pioli nei derby o quella di Fonseca, stile Parma-Milan 2024. Non possiamo aspettare di affrontare squadre più forti per scoprire che questo modo di difendere può diventare un problema.
Bisogna porre rimedio adesso, tatticamente e poi, se possibile, con un acquisto forte dietro. Serve un giocatore capace di dare qualità, velocità e personalità al reparto.
Il Milan ha margini importanti e i segnali positivi ci sono, ma le tante occasioni concesse al Venezia sono un campanello d'allarme. Il tempo scorre e certe cose vanno sistemate prima che arrivino gli avversari capaci di punirle.

ASSOLTI E CONDANNATI 🧑‍🎨🧑‍🎨-ASSOLTI-SAELEMAEKERS 7: entra e cambia la partita, portando quella qualità e quella impreved...
29/08/2026

ASSOLTI E CONDANNATI 🧑‍🎨🧑‍🎨

-ASSOLTI-

SAELEMAEKERS 7: entra e cambia la partita, portando quella qualità e quella imprevedibilità che erano mancate nella prima ora. Vivace fin dai primi secondi, costruisce subito una palla-gol e sembra avere una voglia matta di riconquistare spazio in questa squadra. La ripartenza che porta all'1-0 è perfetta, così come il tocco visionario per Ramos. Poi serve anche Jashari, che spreca, prima di essere fortunato nel trovare il rimpallo che porta al raddoppio. ELETTRICO

RABIOT 6,5: Milan in difficoltà nel trovare la via del gol? Tranquilli, ci pensa Adrien. La sua presenza in campo è sempre sinonimo di qualità e questa mezz'ora è l'ennesima dimostrazione. Entra, dà ordine e personalità al centrocampo e contribuisce a cambiare ritmo alla squadra. Sei punti nelle due partite in cui è subentrato: coincidenze? IMPRESCINDIBILE

RAMOS 6,5: spreca l'impossibile nella prima frazione e si ripete a inizio ripresa: almeno quattro palle-gol grandi come una casa. Finalmente, dopo settanta minuti, si fa trovare pronto sull'assist di Saelemaekers e scarica in porta un diagonale di sinistro che vale la prima gioia a San Siro. Un gol pesante, che gli vale un punto e mezzo nella valutazione. VAMOS!

AMORIM 6,5: molto bravo sia nella proposta di gioco che nel leggere la partita. Anche ieri la gara è svoltata con i suoi cambi: l'ingresso di Saelemaekers e Rabiot cambia faccia al Milan e permette ai rossoneri di trovare finalmente gli spazi giusti. Qualcosa è ancora da sistemare e c'è qualche giocatore da recuperare (e da comprare), ma il portoghese si prende sei punti nelle prime due giornate e può solo migliorare. IMPATTO

-CONDANNATI-

LOFTUS CHEEK 5: tanto fumo e poco, pochissimo arrosto. Si muove anche bene sulla trequarti, cercando di giocare nei mezzi spazi, ma è molle nei contrasti e poco convinto quando serve. Amorim lo richiama in panchina e dalle tribune arrivano anche alcuni fischi indirizzati all'inglese. Sembra quasi che l'abbiano buttato giù dal letto un quarto d'ora prima della partita. Unica fiammata, un passaggio smarcante per uno dei tanti tiri sbagliati da Ramos. SVOGLIATO

DE WINTER 5,5: non si fa trovare pronto nelle continue verticalizzazioni del Venezia, specialmente in due occasioni nella prima frazione. Un rischio grande lo corre anche nella ripresa, quando si concede un eccesso di sicurezza nei propri mezzi. Sicuramente più a suo agio quando deve impostare che quando deve difendere una linea così alta e vicina al centrocampo. RISCHIOSO

LO SQUILLO DI RAMOSIl Milan di Amorim vince alla prima a San Siro per 2-0.Serata iniziata con i brividi nel ricordo del ...
28/08/2026

LO SQUILLO DI RAMOS

Il Milan di Amorim vince alla prima a San Siro per 2-0.
Serata iniziata con i brividi nel ricordo del Capitano Baresi. L'omaggio iniziale, la maglia portata dal figlio in tribuna e il tributo al minuto 6 ci ha fatto davvero commuovere.
Il campo, invece, ci ha regalato la seconda vittoria stagionale. Magari sul piano del gioco c'é stato un piccolo passo indietro rispetto a Domenica. Qualche spazio di troppo lasciato al Venezia, qualche disattenzione nelle retrovie e qualche imprecisione davanti. Ramos ha diverse occasioni, anche ghiotte, ma non riesce a gonfiare la rete, fino al minuto 69 quando proprio lui sblocca la gara. Da lì si apre una partita diversa, spazi, bel palleggio e giocate. La gara si chiude con il gol di Jashari. Il Milan porta a casa altri 3 punti, in attesa delle prossime gare, entrambe fuori casa, rispettivamente con Juve e Lazio. Ma in attesa della gara di Torino ci aspetta un'altra partita, quella del mercato da completare sia in entrata che in uscita. Il Milan ha bisogno di completare la rosa, oltre che di far accasare gli esuberi in vista di una stagione tosta con un girone di Europa league impegnativo.
Nota di colore. Bello vedere San Siro cantare, applaudire ed incitare. E speriamo che possa essere così per tutta la stagione.

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