Cyclemagazine.eu

Cyclemagazine.eu Testata giornalistica e multimediale, sorgente di cultura ciclistica e piazza virtuale aperta a idee, invenzioni, imprese e storie a misura di bicicletta.

28/11/2023

Ma lo sapevate che in Italia esiste un concorso letterario dedicato esclusivamente alla bicicletta e il suo mondo?
“Il Bicicletterario – Parole in bicicletta” nasce proprio per dare la possibilità a chiunque di
esprimere in versi l’amore e la passione verso la bicicletta, anche senza pedalare, ma liberando le briglie della fantasia.
Quella organizzata dal Co.S.Mo.S. – Comitato Spontaneo Mobilità Sostenibile ODV con sede a
Minturno Scauri (LT) – è una manifestazione unica nel suo genere. Nato nel 2014, l’evento ha
registrato una crescita continua raggiungendo ogni angolo d’Italia e riuscendo a superare anche i
confini del Bel Paese più volte.
Lo spirito su cui è costruito “Il Bicicletterario” è quello della condivisione di esperienze, puntando
più alla valorizzazione della partecipazione rispetto alla competizione. Ovviamente, una giuria
qualificata giudicherà imparzialmente l’opera letteraria giudicata più bella. Ma al centro c’è sempre
la bici che affratella tutti; che rende la partecipazione principalmente uno scambio.
Anche la totale gratuità della partecipazione
Avete tempo fino al 15 febbraio 2024 per inviare le vostre opere inedite.
Per Info potete consultare il nostro sito:
https://bicicletterario.blogspot.com/
Per consultare e scaricare il bando di partecipazione:
https://bicicletterario.blogspot.com/.../il-bando...
Per qualsiasi altra informazione potete contattare la segreteria al numero 3716746920

Il gossip non risparmia ciclismo d'epoca...Donne e amori tra raggi della bicicletta.https://biciclettedepoca.net/news/bi...
26/11/2023

Il gossip non risparmia ciclismo d'epoca...Donne e amori tra raggi della bicicletta.
https://biciclettedepoca.net/news/bicicultura/galeotta-fu-la-miss/?fbclid=IwAR0_bZLFAZDZGJmPlfQ5g_93Q6tLJ4vC8KrP9QAVA0YhBrd2EWl54krr75U

Di ciclisti belli e rubacuori ce ne sono stati tanti. Si racconta che già Raffaele Di Paco, prima di sposare una ricca ereditiera parigina, facesse strage di fanciulle. Anche il grande Gepin Olmo vantava un successo strepitoso con le donne, tanto da non passare inosservato alla stampa dell’epoca,...

Correva sì, era come una locomotiva. Un accelerato con le gambe d'acciaio, ma col cuore e la passione da uomo vero. Stac...
02/12/2022

Correva sì, era come una locomotiva. Un accelerato con le gambe d'acciaio, ma col cuore e la passione da uomo vero. Staccali tutti di ruota, lassù. Riposa in pace Ercole Baldini.

"Diavolo rosso, dimentica la stradaVieni qui con noi a bere un'aranciataContro sole tutto il tempo se ne va"Giovanni Ger...
07/10/2022

"Diavolo rosso, dimentica la strada
Vieni qui con noi a bere un'aranciata
Contro sole tutto il tempo se ne va"

Giovanni Gerbi, primo vincitore del Giro di Lombardia: era il 12 novembre 1905, 55 partenti, 12 arrivati.

Eberardo Pavesi era il più intelligente tra i pionieri del ciclismo, fine stratega, regista di grande talento in tutte l...
30/09/2022

Eberardo Pavesi era il più intelligente tra i pionieri del ciclismo, fine stratega, regista di grande talento in tutte le squadre in cui ha militato nei primi anni del Novecento fino al 1919, quando terminò l'attività. Fu lui a vincere la prima edizione del Giro dell'Emilia, corsa storica del calendario italiano che si disputa questo week end. Pavesi vinse precedendo allo sprint il suo compagno di fuga Brambilla. A 26 minuti, il terzo classificato fu Luigi Ganna. La prima edizione del Giro dell'Emilia si svolse con partenza e arrivo da Bologna, su un tracciato di ben 340 chilometri.

Si avvicina l'Eroica, felice connubio tra vino e bicicletta, come il cavatappi Campagnolo, oggetto di culto di generazio...
29/09/2022

Si avvicina l'Eroica, felice connubio tra vino e bicicletta, come il cavatappi Campagnolo, oggetto di culto di generazioni di appassionati.

Il Casola era un ciclista che non assomigliava a un ciclista. “Son fatti così quelli del Giro d’Italia? El par al Rodolf...
29/09/2022

Il Casola era un ciclista che non assomigliava a un ciclista. “Son fatti così quelli del Giro d’Italia? El par al Rodolfo Valentino”, lo giudicavano i puristi, persino un po' invidiosi perché piaceva alle ragazze. Era un artista del pedale Luigi Casola, potente, estroso, dotato di uno spunto veloce e grande classe. Aveva un debole, che evitiamo di approfondire, sapeva godersi la vita, ma in bici era capace di grandi exploit. Era di Busto Arsizio, ma aveva radici a Ispra, sul Lago Maggiore, dove spesso si allenava e trascorreva le rare pause di riposo estivo.
Luigi Casola fu il primo vincitore della Coppa Agostoni, nel 1946: s'impose in volata davanti al ligure Antonio Covolo e all'idolo brianzolo Salvatore Crippa.

Si corre oggi la Coppa Agostoni a Lissone: è intitolata al più importante ciclista locale, Ugo Agostoni. Fu il vincitore...
29/09/2022

Si corre oggi la Coppa Agostoni a Lissone: è intitolata al più importante ciclista locale, Ugo Agostoni. Fu il vincitore della Milano-Sanremo 1914. Vinse la Classicissima all'età di 20 anni, in un'edizione condizionata da una caduta causata da una manovra sconsiderata di un'auto (già allora!!!) sul percorso. Prima di lui, l'unico italiano a vincere la Sanremo era stato Luigi Ganna.

25/09/2022

Il Mondiale dei marziani Cose dell’altro mondo tra sorprese e prove di forza, donne d’acciaio e finali emozionanti, gabbiani incazzati

Molti pensano ad Alfredo Binda, ma in realtà il primo italiano a indossare la maglia iridata fu Libero Ferrario, nel 192...
25/09/2022

Molti pensano ad Alfredo Binda, ma in realtà il primo italiano a indossare la maglia iridata fu Libero Ferrario, nel 1923, quando il Mondiale di ciclismo si disputava soltanto per i corridori dilettanti. Libero Ferrario, libero di nome e di fatto. Una forza della natura, la velocità lo esaltava fino a perdere il fiato, spingeva sui pedali e la folla, a bordo strada, pensava a lui come a un giovane semidio. Libero Ferrario, da Parabiago, creatura mitologica del ciclismo, tanto che di lui, si narrava che domò un bue inferocito a mani n**e: inseguì la bestia che creava il panico per le vie del paese e lo fermò. Era solo un ragazzo di 17 anni, i suoi amici lo chiamavano "Bucicchio" per via della sua testa tonda. Per lui, come per tutti i suoi coetanei, la bici era un oggetto prezioso: ne aveva una di seconda mano che utilizzava per andare a lavorare, i suoi fratelli erano al fronte, soldati, Libero doveva guadagnarsi il pane duramente. Il ciclismo lo scoprì soltanto negli anni Venti: si presentò con tante speranze nelle numerose gare "aperte a tutti" che si disputavano in provincia. Ne vinse tantissime: a Fagnano Olona, Sesto Calende, a Lonate Pozzolo, a Cuggiono e in altre località del Varesotto e dell'Alto Milanese. Venne allora ingaggiato dalla Legnanese, allora tenuta in vita da Pino Cozzi. Nel 1922, andò a militare a Bari, ma riuscì a gareggiare con successo anche in quel periodo di ferma, partecipando alle gare che cominciavano a organizzarsi anche al Sud Italia. Tornò a casa e rivinse subito, alla Coppa Bernocchi. I suoi avversari erano altre giovani promesse locali, come per esempio il bustocco Mario Bianchi o il lonatese Felice Brusatori. Ferrario vinse il Mondiale nel 1923, a Zurigo, e con la maglia iridata sulle spalle si presentò alla Tre Valli 1924, valida per la qualificazione proprio per la prova iridata. Come previsto vinse proprio lui, in volata, ma al traguardo di Varese, volarono parolacce, qualche mezzo schiaffo e spintoni. Un giudice di gara, infatti, denunciò alcune irregolarità sul percorso: Libero Ferrario, sul Brinzio, trovò i suoi tifosi ad attenderlo, giunti da Parabiago. E, a detta del commissario, fu spinto e aiutato. Gli animi si scaldarono a tal punto che la giuria non ebbe il coraggio di squalificare il campione del mondo in carica: non c'erano prove a sufficienza, a detta del rapporto finale. Il secondo classificato, Fiorini, si rassegnò. La leggenda di Libero Ferrario fa parte dell'epica del ciclismo e la sua fine tragica fu degna di un eroe giovane e "maledetto": morì di tisi nel 1930. Visse 29 anni, ma il suo mito non si spense mai.

Vincerai un Mondiale, se ai gabbiani va bene
24/09/2022

Vincerai un Mondiale, se ai gabbiani va bene

With every nearing summer, there’s excitement in the air every cyclist can sense – another Tour de France is bound to start. And with this year’s Tour de France Femmes, the joy will double. ŠKODA, an avid supporter of all things cycling since 1895, has been sponsoring Le Tour since 2004 and i...

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