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TERRITORIO DI DECIMOMANNU PONTE ROMANO 😎😎💪💪La prima notizia sul ponte appare nella Geografia della Sardegna, scritta da ...
06/06/2026

TERRITORIO DI DECIMOMANNU
PONTE ROMANO 😎😎💪💪
La prima notizia sul ponte appare nella Geografia della Sardegna, scritta da Giovanni Francesco Fara nella seconda metà del sedicesimo secolo. In quell’epoca il ponte aveva tredici arcate e raggiungeva una lunghezza di circa 160 metri.
Nella seconda metà dell’Ottocento alcuni studiosi lo ricordano ancora in uso, deprecando il suo stato di abbandono e auspicando degli interventi di restauro. Sino all’inizio di questo secolo il ponte era ancora transitabile, come dimostrano alcune foto d’archivio. Negli ultimi decenni, a causa di lavori di sistemazione idraulica, il monumento è stato in parte distrutto o interrato con la costruzione di argini artificiali.
Oggi sono visibili, per chi proviene da Decimomannu, le prime tre arcate del ponte, che sono state oggetto di lavori di restauro curati dall’amministrazione comunale nel 1995. I resti di un altra arcata sono riconoscibili, nei periodi di siccità, nell’alveo del vicino corso fluviale, chiamato Rio Sesi dai locali, e Flumini Mannu in alcune carte geografiche.
Sono riconoscibili più interventi di restauro effettuati lungo i secoli, ai quali corrispondono diverse fasi edilizie. Tali lavori erano periodicamente necessari in questo genere di costruzioni, particolarmente soggette ai danni provocati dalle inondazioni.
La struttura originaria venne realizzata con blocchi squadrati di calcare messi in opera a secco ed è conservata ancora oggi nelle arcate e nei resti in parte crollati all’interno dell’alveo del Rio Sesi. In un secondo momento il ponte venne ricostruito con l’utilizzo di blocchi antichi e l’inserimento di zeppe e malta cementizia; in alcune parti vennero sistemati dei ciottoli fluviali affogati nello stesso tipo di malta, in modo da creare una sorta di intonaco. In altri punti i ciottoli vennero inseriti nella muratoria senza la malta a vista, probabilmente in un periodo successivo. L’ultima fase di restauro, quella attuale, è riconoscibile per l’uso di blocchetti squadrati in arenaria.
Nel lato Nord Ovest è visibile uno sperone frangiflutti, elemento utilizzato dagli ingegneri romani per diminuire la pressione esercitata dalle acque sulle strutture murarie. La carreggiata è costruita dai ciottoli fluviali pressati direttamente sul terreno. Sono ancora presenti, sotto la strada sterrata attuale che conduce al paese, denominata nelle mappe Strada Comunale del Ponte Romano, tracce dell’acciottolato antico. Questo è affiancato da un muro di delimitazione destinato a proteggere la via dalle inondazioni. Anche in questo caso sono riconoscibili due fasi edilizie: la più antica in blocchi squadrati messi in opera a secco, contemporanea alla costruzione originaria del ponte; la seconda realizzata con la stessa tecnica dei restauri, cioè con ciottoli fluviali affogati nella malta. Durante i lavori di restauro del 1995, sono stati individuati al di sotto di questo muro resti di altre murature realizzate con grossi blocchi squadrati (ora ricoperti), di non precisabile interpretazione, ma che fanno pensare ad opere viarie ed idrauliche più antiche dei resti oggi visibili. Non è possibile datare con precisione la costruzione del ponte, vista l’assenza di fonti storiche ed epigrafiche che lo riguardano. Dai confronti con strutture simili meglio databili esistenti in Sardegna, è plausibile proporre una datazione non precedente all’impero di Augusto, tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I d.C. (comune.didecimomannu.com)

TERRITORIO DI MONASTIRTOMBA DI GIGANTI DI PEDRERA  😎😎💪💪La Tomba di Giganti di Pedrera si può raggiungere percorrendo la ...
04/06/2026

TERRITORIO DI MONASTIR
TOMBA DI GIGANTI DI PEDRERA 😎😎💪💪
La Tomba di Giganti di Pedrera si può raggiungere percorrendo la via del Progresso sino ad un cancello, passato il quale una scalinata porta, in prossimità del civico numero 80, nel punto dove nel 1991, a seguito di alcuni lavori edilizi, un mezzo meccanico in maniera fortuita ha portato ad individuare i resti di questa sepoltura. La tomba, situata a un’altezza di 101 metri ai piedi del colle, nella sua estremità a sud occidentale, è stata indagata in uno scavo archeologico negli anni tra il 2009 ed il 2010. Il vano funerario, di forma rettangolare allungata, ha una lunghezza esterna di nove ed una lunghezza interna di otto metri, che va costantemente a restringersi dall’ingresso fino alla parte terminale. La camera sepolcrale era stata concepita attraverso una tecnica a filari, con l’ausilio di blocchi di roccia andesitica locale di dimensioni variabili. L’interno della sepoltura, al momento dello scavo, ha rivelato la presenza di numerose ossa umane di adulti e bambini frammentate, in cattivo stato di conservazione, ed i resti risultano riferibili a 136 persone. Si tratta di una tomba collettiva secondaria, ossia con i resti degli inumati raccolti in una sepoltura diversa da quella originaria. La tomba ha restituito anche nove punteruoli bronzei, sette schegge di ossidiana e dodici frammenti ceramici.
(www.lamiasardegna.it)

TERRITORIO DI MEANA SARDONURAGHE NOLZA 😎😎💪💪Il Nuraghe Nolza, situato a 739 mt s.l.m., domina un vastissimo territorio. L...
03/06/2026

TERRITORIO DI MEANA SARDO
NURAGHE NOLZA 😎😎💪💪
Il Nuraghe Nolza, situato a 739 mt s.l.m., domina un vastissimo territorio. La sua posizione permette infatti di godere di un panorama molto suggestivo scorgendo, non solo le vette più alte della Sardegna ma, anche il mare.
Probabilmente il primitivo insediamento fu costituito da un villaggio di capanne frequentato già intorno al 1500 a.C. Si estendeva per circa 2 ettari ma solo una parte è stata indagata.
Il nuraghe è di tipo quadrilobato, e rivela diverse fasi di costruzione. Prima l’erezione del mastio, in seguito l’addossamento delle quattro torri perimetrali con relative cortine murarie e l’apertura di un nuovo ingresso protetto da una struttura muraria addossata alle torri Est e Nord.
Per la costruzione del monumento nelle fasi più antiche fu utilizzata la pietra locale, lo scisto. Intorno al 1100 a.C, a causa di crolli dovuti alla fragilità dello stesso, il monumento fu sottoposto ad un importante restauro. Questo, ha interessato due delle torri, riedificate con una pietra più dura – il porfido– e parte degli ambienti interni. L’ingresso si spostò dalla cortina Est a quella Ovest.
Il nuovo ingresso permette l’accesso a un vano da cui si ha l’accesso alla torre D. La scala, composta da 21 ripidi gradini ben conservati, porta a un cortiletto sopraelevato. In origine era pavimentato con un lastricato di pietre, scisto, sfoglie di sughero e uno spesso battuto di argilla concotta. Sul cortiletto si apre l’ingresso al primo piano della tholos perfettamente conservata.
L’altezza massima residua è quella del mastio compresa tra i 12 e i 13 mt.
Il monumento, originariamente interrato, è stato interessato da diverse campagne di scavo, susseguitesi quasi senza interruzione, a partire dalla metà degli anni ’90.
L’area archeologica è facilmente raggiungibile percorrendo 8 km a sud dal paese di Meana Sardo. (https://idese.cultura.gov.it)

TERRITORIO DI VILLANOVA TULONURAGHE ADONI 😎😎💪💪Il nuraghe Adoni si erge su un rilievo con pendici scoscese a 811 m s.l.m....
21/05/2026

TERRITORIO DI VILLANOVA TULO
NURAGHE ADONI 😎😎💪💪
Il nuraghe Adoni si erge su un rilievo con pendici scoscese a 811 m s.l.m. e gode di un formidabile controllo visivo a 360° su un vasto territorio. Fu oggetto di indagini di scavo dal 1997 al 2003 e nel 2012. È un quadrilobato con planimetria anomala, frutto dell’adattamento ai diversi livelli della roccia affiorante e del tipo di materiale utilizzato cavato sul posto, calcare e dolomia, che ne hanno condizionato l’impianto.
L’antemurale che lo circonda lungo il lato Est ingloba due capanne e forma un ampio cortile, mentre nel lato Ovest racchiude una cisterna ipogeica per la riserva idrica della comunità che divide in due un secondo cortile. Proprio da quest’area provengono le ceramiche più antiche inquadrabili nel Bronzo medio terminale (XV sec. a.C.).
Il villaggio occupa l’area Sud-Est del rilievo con strutture a pianta circolare con zoccolo in pietra e copertura straminea. Al Bronzo recente (XIV-XIII sec. a.C.) sono attribuibili capanne del diametro interno di circa m 3,5, mentre nel Bronzo finale (XII-XI sec. a.C.) il villaggio viene ampliato con l’impianto di strutture di dimensioni maggiori, di circa m 5,5 di diametro interno.
I nuragici avevano razionalmente suddiviso lo spazio interno delle capanne in ambienti destinati alla cottura dei cibi, alla conservazione delle derrate alimentari, alla macinazione, alla filatura. Si riconosce nelle strutture una destinazione prevalente che spinge a considerarle piuttosto che singole unità abitative, dei moduli, come ad esempio cucine e dispense.
I primi cedimenti e crolli delle parti sommitali del nuraghe avvennero già nel Bronzo finale. La posizione strategica dell’Adoni sul territorio circostante ne ha favorito la frequentazione dopo l’età nuragica per lunghi periodi di tempo, nel VI sec. a. C., in età punica, in età romana imperiale e in età altomedievale. (idese.cultura.gov.it)

TERRITORIO DI NURAMINISSITO PREISTORICO DI SERRA CANNIGAS 😎😎💪💪Il complesso protonuragico denominato Serra Cannigas ha re...
28/04/2026

TERRITORIO DI NURAMINIS
SITO PREISTORICO DI SERRA CANNIGAS 😎😎💪💪
Il complesso protonuragico denominato Serra Cannigas ha restituito materiali relativi al Nuragico arcaico. La struttura è installata su fortificazioni naturali per tutta la sua estensione.
( https://storia.dh.unica.it Serra Cannigas · LUDiCa | 2019 | Nuraminis e Villagreca · Storie digitali)

TERRITORIO DI BAULADUDOMUS DE JANAS DI SANTA BARBARAQuesta sepoltura si trova nei pressi dell’omonimo Nuraghe ed è scava...
19/04/2026

TERRITORIO DI BAULADU
DOMUS DE JANAS DI SANTA BARBARA
Questa sepoltura si trova nei pressi dell’omonimo Nuraghe ed è scavata nella roccia affiorante della collina.
Il portello d’accesso, quasi quadrato, è preceduto da un piccolissimo vestibolo mentre le basse camere interne sono ben conservate. (idese.cultura.gov.it)
Marco Cocco

TERRITORIO DI BAULADUNURAGHE SANTA BARBARA DI TURREIl nuraghe e l’insediamento di Santa Barbara si trovano su un modesto...
17/04/2026

TERRITORIO DI BAULADU
NURAGHE SANTA BARBARA DI TURRE
Il nuraghe e l’insediamento di Santa Barbara si trovano su un modesto rilievo ubicato ad una distanza di circa 1,35 Km dal centro abitato di Bauladu in direzione SE, ad un’altitudine di circa 64 m s.l.m. Antonio Taramelli riferisce della presenza di una necropoli di domus de janas in località Santa Barbara, a breve distanza da un nuraghe quasi completamente distrutto. La denominazione Santa Barbara de Turre è relativa al periodo medievale, nello specifico agli inizi del XIII secolo, e si riferisce all’omonima domo (complesso rustico) menzionata in diverse schede del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado. Il complesso archeologico di Santa Barbara comprende un nuraghe di tipo complesso con una torre principale ad un piano realizzata in conci di basalto locale alla quale si affiancano, sul lato orientale, altre due torri secondarie unite da una cortina muraria delimitante un cortile, un villaggio con fasi che vanno dall’età nuragica al medioevo esteso circa 1,5 ettari, una necropoli tardoantica/altomedievale, una muraglia turrita (due torri sono osservabili sul settore settentrionale) di circa 440 m di lunghezza che cinge l’area dell’abitato. Testimonianze più antiche si riscontrano, invece, nella zona più a valle in direzione NO rispetto al nuraghe, con la già citata domus de janas a cui faceva riferimento il Taramelli negli anni Trenta del XX secolo (lo studioso in realtà parla della presenza di diverse domus, sebbene oggi non siano più documentabili a parte l’unica ancora superstite). (Fonte: Università degli Studi di Sassari)

NURAGHI VISTI DAL CIELOBARRU DI GUAMAGGIORE Marco Cocco
14/04/2026

NURAGHI VISTI DAL CIELO
BARRU DI GUAMAGGIORE
Marco Cocco

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