08/02/2026
Ieri, in aula, si discuteva di quella sfida invisibile che è costruire la propria Leadership quando i collaboratori sono ex colleghi, quelli con i quali fino a ieri prendevi l’aperitivo. Siete entrati insieme, cresciuti insieme, magari vi siete anche “alleati contro il nemico” quando sembrava che chi stava più in alto prendesse decisioni a caso…
Poi, più o meno improvvisamente, ti trovi ad essere tu il Manager. Dopo la soddisfazione, la logica fierezza per aver raggiunto un obiettivo importante, ecco il dilemma: come mi dovrei comportare, ora? E’ giusto che continui ad andare a pranzo con loro? Fino a che punto devo ascoltare le loro confidenze, ora? E fino a che punto posso condividere le mie?
Chi mi conosce, sa che la mia risposta preferita è “dipende”. E, in questo caso, dipende davvero tantissimo: dal contesto, dalle persone, dal tuo stile personale. Se è difficile dare consigli, qualche spunto possiamo condividerlo.
1. IL RUOLO NON SI IMPONE, SI LEGITTIMA
La posizione in organigramma non basta. La vera leadership nasce quando:
*prendi decisioni chiare
*ti assumi la responsabilità
*sei coerente nel tempo
👉 Le persone riconoscono il ruolo quando vedono comportamenti da leader, non un titolo.
2. DAI SUBITO UN NUOVO “PERIMETRO” ALLA RELAZIONE
Uno degli errori più comuni è far finta che “non sia cambiato nulla”.
In realtà è cambiato molto. Serve:
*esplicitare le nuove aspettative
*chiarire che ora hai responsabilità diverse
*normalizzare il fatto che non potrai più essere “uno di loro”, anche se nel nuovo ruolo continuerai ad essere parte del Team
👉 La chiarezza protegge sia te che loro.
3. CONFINI SANI TRA AMICIZIA E PROFESSIONALITA'
Puoi continuare a stimare e voler bene alle persone, ma non puoi più:
*evitare i feedback "scomodi"
*proteggere qualcuno perché “amico”
*cercare consenso a tutti i costi
👉 Essere equi è più importante che essere simpatici.
4. DAL “NOI DECIDIAMO” AL “IO CHE DECIDO”
Prima si decideva insieme tra pari. Ora il tuo ruolo è:
*ascoltare tutti
*ma poi, anche se non siete tutti d’accordo, prendere la decisione
e reggere il peso delle conseguenze
👉 Questo passaggio è spesso il più duro emotivamente.
5. ACCETTA CHE QUALCUNO FARA' FATICA
Non tutti accetteranno il cambiamento:
*qualcuno metterà distanza
*qualcuno testerà i limiti
*qualcuno proverà nostalgia del “prima”
👉 Non è un fallimento: è una fase naturale di assestamento.
6. LEADERSHIP=ANCHE UN PO' DI SOLITUDINE
Quando cambi livello, perdi una parte della complicità. Alcune informazioni, alcune preoccupazioni, non potrai più condividerle con i collaboratori.
Ti capiterà di sentirti un po’ isolato, potrà sembrarti che il gruppo a volte ti tagli fuori da certe dinamiche. E’ una delle condizioni per gestire:
*impatto
*visione
*responsabilità
👉 È il prezzo (e il privilegio) di guidare.
E voi, cosa ne pensate? Vi è successo?