JUVE nel mio sangue Bianconero

JUVE nel mio sangue Bianconero Post,foto,immagini e videocommenti post partita della MIGLIORE SQUADRA DEL MONDO L'UNICA CHE MI HA RAPITO IL CUORE ��FORZA JUVE ��

07/12/2024

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Benvenuto nella squadra più meravigliosa del mondo😃😃😃😃
25/01/2022

Benvenuto nella squadra più meravigliosa del mondo😃😃😃😃

24/01/2022

PAGELLE DA...ZERO TIRI, 0 a 0 E ZERO V.A.R. SU MORATA…
MILAN – JUVE 0 a 0

SZCZESNY 6,5 Certamente il più impegnato tra i due numeri uno. Se la cava alla grande soprattutto sul tiro improvviso di Leao a metà della prima tornata. Blocca a terra un tiro insidioso di Theo e guida con tranquillità una difesa juventina in palla, attenta il giusto.
DE SCIGLIO 6,5 Ormai è una certezza. Primo tempo arrembante, nel quale si concede qualche occasione per impensierire i milanisti in ripiegamento. Secondo tempo votato alla difesa strenua della sua fascia, dove i martellamenti degli avversari si fanno continui. Se la condizione lo assiste può risultare un bell’acquisto di gennaio. Tra l’altro, come crossa lui, non ce n’è tanti.
RUGANI 7 Ti ho sempre voluto così, deciso, preciso, attento e roccioso. Ti ho sempre voluto così, ma tu facevi di tutto per mandare tutto in v***a. Vedi, che se ti fai rispettare, mi fai contento? Non ci sono palloni giocabili per Leao, tranne uno, Ibra sta alla larga e poi esce, Rebic non pevenuto, chi si butta in area non sfonda. Ma ci voleva così tanto, Daniele?
CHIELLINI 6,5 L’esperienza di Chiello sta alla pericolosità delle punte rossonere, come l’universo sta ad un formicaio. Aiuta Rugani a fargli capire cosa voglia dire laurearsi a Cambridge in “sparizione di palloni”. Le punte di Pioli si volatilizzano a tal punto che nella seconda metà della ripresa Giorgione si applica nella spinta in avanti, fino a creare superiorità numerica al limite dell’area avversaria. Ah, per la cronaca, di Messias ci sono tracce sul foglio della formazione milanista e poi null’altro. C.V.D.
ALEX SANDRO 6,5 In una difesa di tal fatta, anche l’anello debole ha il suo momento di gloria. Sandro non si perde nemmeno una volta l’uomo, Sandro resta concentrato fino all’ultimo. Anche le sue uscite sono più convincenti del solito. Una buona prestazione, che va sottolineata. Limita le incursioni di Calabria e soprattutto non demorde su Saelemaekers, fresco e giovane e sgusciante. Mette sulla testa di McKennie la palla del vantaggio possibile.
CUADRADO 6 Buona presenza in mezzo al campo, ma non altrettanto efficace nel servire p***e pericolose in area. La partita di Juanito è una serie ininterrotta di battaglie e di tentativi di sortita da marcature doppie e triple. Al Milan sanno bene quanto sia importante per la manovra juventina, quindi lo guardano a vista, a costo di ammonizioni e conseguenze poco piacevoli. Quando poi si accorgono che l’arbitro dimentica spesso il fischietto in tasca, si apre la caccia gratis e buonanotte Cuadrado (BERNARDESCHI 5 Quasi mezzora di tempo per incidere sull’incontro; mezzora di scazzo, fino ai limiti dell’irritazione.)
LOCATELLI 5,5 Limitato forse da un cartellino proditorio dato da un direttore di gara che lascia picchiare a targhe alterne. Quando tocca a Locatelli, cambia improvvisamente assetto mentale, va a sapere perché! Comunque sia dai piedi del Manuel non partono copiosi i soliti palloni ispirati e in profondità si patisce. E’ insomma una prestazione in tono minore. P.S. Il cartellino giallo costerà la squalifica per Juve – Verona. Dai, arbitro, che qualcosa Di Bello lo hai combinato. (ARTHUR 5,5 Ritornato al livello abituale di perdita di tempi di gioco e di accompagnamento al pallone per il campo, un po’ come se il brasialiano lo dovesse “scendere per pisciarlo”. Ma fare due partite accettabili di fila, no eh!)
BENTANCUR 7 Poi non dite che sono prevenuto! Don Rodrigo migliore in campo e migliore del centrocampo. Partita di sostanza, di lotta, di esaltazione in mezzo a tibie e pèroni che saltano per aria. Non si contano le p***e recuperate tra i piedi dei milanisti al limite con conseguente ripartenza, magari buttata a girasoli per colpa di qualche compagno leggerino. Da solo fa per Locatelli e Arthur, anche se con minore classe. In partite come questa, conta la grinta, più che lo svolazzo. (RABIOT 5 In 3 minuti si prende l’insufficienza grave. In una azione in cui si trova tra i piedi un pallone con il campo aperto, invece di andare fino in fondo, per ottenere un tiro in area o un intervento con relativa punizione, stacca la spina a 10 metri dall’area di rigore, appoggiando in mezzo alla maniera dei derelitti cronici. Della serie, Rabiot non serve a nulla)
McKENNIE 6 Sacrificato sull’altare del lavoro sporco, a rincorrere qualunque sagoma con il rossonero addosso. Secondo tempo meglio del primo, compreso il colpo di testa classico che può diventare il jolly pescato dal mazzo. Partita dispendiosa in termini atletici, ma con lui presente le posizioni dei difensori non vacillano ed è già tanta roba.
DYBALA 5 Quanti tiri verso Maignan ha effettuato Paolino? Quante azioni pericolose ha confezionato Paolino? Dice, però ha un sinistro che dipinge. Tante grazie al cavolo. Gli riservano il trattamento riservato a Cuadrado e passa il tempo della partita a salvare la pelle in mezzo a due o tre marcatori in contemporanea. Va sostituito al 60°, non al 90°, Allegri… e poi con Kulusevski. Andiamo, là… (KULUSEVSKI S.V. A che caspita serve una sostituzione di questo tipo, Allegri?)
MORATA 5,5 Almeno corre, si impegna, non si estranea dalla lotta e appena la Juve entra in area in una delle rare volte, viene colpito da dietro. L’arbitro applica l’effetto SERRA e il V.A.R. è spento, come sovente a San Siro. Si vede che il Comune di Milano è moroso nei confronti dell’Azienda Elettrica. La domanda sorge spontanea: cosa sarebbe successo a parti invertite? (KEAN 5 Parej ‘d ‘na bàrca ‘n t’in bòs-c, si dice a Torino. Anzi, al primo contrasto, prende anche un giallo, tanto per limitarlo ulteriormente.)
ALLEGRI 6 Prepara la partita con attenzione, contrariato dalla “caghetta” che colpisce de Ligt durante la notte. Rugani lo ripaga con una bella prestazione, ma si intuisce che l’assetto diventa più guardingo. Con l’olandesone in campo forse Bentancur non sarebbe stato nella formazione iniziale. Ciò detto al netto dell’ottima prestazione dell’uruguagio. Tatticamente impatta col Pioli che non riesce mai a far decollare il suo Milan e alla lunga la condizione fisica della truppa sorregge il tentativo finale di strappare una vittoria insperata. Colpevole nella gestione di alcuni cambi, come quello tardivo, troppo tardivo, di un Dybala desaparecido. A parziale discolpa va sottolineata la completa incapacità dei panchinari ad alzare il livello della squadra. E’ già tanto che non lo peggiorino. Bernardeschi è solito cambiare il passo? Arthur è forse un valore aggiunto? Su Kulusevski e Raboit è bene stendere un velo pietoso; Kean è acerbo come una mela ad aprile. Ai tempi del primo Allegri, nell’ultimo quarto d’ora, un paio di cambi facevano spesso pendere l’ago della bilancia dalla parte della Juventus. Ora non c’è l’ago e neanche la bilancia. E la palla va lanciata in tribuna, dove siedono i dirigenti. Di questo aspetto, Allegri non ha voce in capitolo. E gestire le sostituzioni solo per motivo conservativi, non è un buon viatico verso il quarto posto. Sono stato chiaro?

Marco Edoardo Sanfelici

19/01/2022

Buongiornissimo bianconeri vincenti😃 Ecco a voi le PAGELLE DA… ARRIVABENE, GRANDE MISTER…
JUVENTUS – SAMPDORIA 4 a 1

OTTAVI DI FINALE DI COPPA ITALIA

PERIN 6 Per due motivi: perché poco impegnato e si poteva prevedere; per il goal subìto al primo tiro e in diagonale e questo non deve succedere. Dopo la rete incassata passa qualche minuto di tensione, di fronte ad uno smarrimento del filtro di centrocampo, con conseguente ringalluzzimento dei doriani. Tutto è bene quel che finisce bene e i nervi si rilassano.
DE SCIGLIO 7 Tra i migliori in campo. Una palla che una palla giocata, come è solito dichiarare, “alla cavolo”, non mi sovviene. In anticipo, domina. In ripartenza, è incontenibile. Chiude le azioni in cross temibili. Sempre dell’avviso di utilizzarlo come esempio di scarsezza?
DANILO 6 Bentornato tra noi. Forse è il momento adatto a calare nell’arena e farsi rispettare. E Danilo Luiz da Silva non si tira indietro. Gioca centrale a fianco di Rugani, della serie il coraggio non mi manca e fa della pulizia negli interventi il distintivo della serata. Ha 60 minuti nelle gambe. (CHIELLINI S.V. Entra alla stregua di un qualsiasi panchinaro, con la voglia di dare il proprio contributo, senza tante storie. Agevolato non poco dal fatto che la gara è abbondantemente terminata da mo’, per manifesta inferiorità dell’avversario)
RUGANI 6,5 Prima o poi doveva capitare che dovessi dare la sufficienza al 24. E gliela dò piena e volentieri. Oddio, per la verità non ha di fronte l’attacco del Liverpool, ma limita al massimo le sbavature. Si propone in avanti e sfiora la rete allo scadere del 1° tempo, salvo andare a referto nel raddoppio juventino, con una zuccata di buona fattura. C’è anche un po’ del suo nella rete blucerchiata, ma si divide equamente la colpa con la difesa al completo.
ALEX SANDRO 6 Partita di sostanza, sempre pronto ad alimentare la manovra in avanti, sempre pronto ad entrare nel campo e dialogare con i compagni della trequarti. Meriterebbe un voto anche più alto, se non fosse che è il principale artefice della rete di Conti, bellamente perso in marcatura.
CUADRADO 7 Abbondante. Dà l’impressione che partendo da più alto, si diverta maggiormente. Nella fattispecie sta ritornando il Vinavil che avevamo un briciolo perso nella stagione in corso e la squadra se ne giova in rapidità di gioco. Timbra il vantaggio con l’esecuzione originale di una punizione dal limite, tirata bassa e tesa, alla ricerca di una deviazione propizia: missione compiuta. (AKE’ 6,5 Sveglio, il “bocia” ivoriano! Prima palla in profondità e Augello non lo vede proprio. Rigore e primi applausi. Seconda palla giocata e procurato giallo. Roba che per collezionare due cose così, Kulusevski ci mette un intero girone)
ARTHUR 7,5 Migliore in campo. Mi chiamo fuori da possibili tempeste di neve, gelate memorabili con ghiaccioli pendenti dai tetti o altri cataclismi simili, causate dalla scaravolta dei valori ormai assodati. Sapete che cosa vi dico? Che vederlo giocare stasera riconcilia col calcio. Palloni a bizzeffe puliti, esatti, in avanti e mai banali, uno dietro l’altro, senza soluzione di continuità. Che bello, ragazzi. Quando gioca un pallone sp***e al compagno, di prima, dando un impulso micidiale alla pericolosità dell’azione, verso la metà del 2° tempo, mi sorprendo a ba***re le mani solo soletto, con un gridolino tipico dell’esterrefatto. Non capita tanto spesso, ma quando capita… (BENTANCUR S.V. Giusta sostituzione per la standing ovation dedicata ad Arthur e peccato per i soli 5.000 sparuti. Rodrigo fa numero e meno male solo quello. Il plurale sarebbe insopportabile)
LOCATELLI 7 Il centrocampista tuttocampista. Taglia, cuce, rammenda, spazza, inforna, rosola, lava, stira, spolvera e passa l’aspirapolvere. Praticamente un casalingo al servizio della Signora, anzi un maggiordomo mai domo. Con l’Arthur di giornata, Manuel si posiziona avanzato e la palla gira come poche altre volte nella trequarti avversaria. Di prima, se no non ci si mette nemmeno. Insomma piano piano il centrocampo bianconero prende una forma accettabile e Locatelli è il fulcro.
RABIOT 6 Lo svampito (o svampàto, Signò, anche se non è “gividì”) del villaggio. Vaga ramingo come le ombre protoromantiche, non aggiusta il calibro dei passaggi, nemmeno se Arrivabene gli promettesse di raddoppiargli l’ingaggio. Si produce in una galoppata che pare essere portentosa, salvo finire nell’inutilità sottovuoto spinta. E’ ormai un caso patologico.
KULUSEVSKI 6 Voto politico e di convenienza, vista la gente che frequento. Non mi voglio far nemici. Per il resto, anche Mastercard si rifiuta di esserci. Se Rabiot è un caso patologico, Kulisevski è un personaggio del teatro dell’assurdo di Enesco. E per fortuna ...Enesce (DYBALA 7 Ecco a voi la versione “in” della Joya dopo l’allenamento diretto da...Arrivabene. Dato che ad ora Paolino non ha uno straccio di offerta, si è reso conto che quel signore dall’accento bresciano fa sul serio e non sente santi. Anche Pirlo aveva accento bresciano, ma era tutta un’altra pasta d’uomo. Sarà bene quindi darsi da fare, se si vuole rimpinguare il conto in banca. Strano, ma sono 3 partite giocate e 3 reti fatte. Fare la voce grossa con gli argentini “facce d’angelo” serve, eccome se serve…)
MORATA 6,5 Gli annullano una rete per fallo a… centrocampo, misteri del V.A.R. Ci ritenta allo scadere del tempo ma Falcone si arrabatta e si salva. Per gentile concessione del Dybala “capitano dentro”, tira e realizza il rigore che chiude definitivamente l’incontro. Lui vorrebbe restare a Torino e sta facendo di tutto per farsi riscattare. Lui, ma a tanti tifosi non interessa, tutti presi dal contratto di Dybala. Come è strano il tifo bianconero (KAIO JORGE S.V. Acquistato per averlo a disposizione per il quinto cambio. E’ una figura che mancava nel calcio d’oggi)
LANDUCCI/ALLEGRI 7 Mo’ non incominciamo con la solita menata che l’avversario è debole, demotivato e brutto sporco e puzzolente. Questa sera la Juventus gioca una partita “normale”, di quelle che se ne vedono da un po’ di tempo a questa parte parecchie, anche se si perde il senso della realtà passando il tempo a criticare anche come apre la porta degli spogliatoi il magazziniere. Solo che contro la Samp, le azioni sono continue ed alimentate dal doppio regista, con una collocazione tattica plausibile. E’ ovvio che i nostri non abbiano davanti il Real Madrid, ma quante altre volte sono stati capaci di complicarsi la vita con la disinvoltura del re dei masochisti? Stasera no, molto semplicemente. Ha più senso un Cuadrado alto? Sicuro, ma ci vuole un esterno basso all’altezza e, trovato De Sciglio, si può fare. Arthur metronomo è una sciccheria, ma fino ad oggi, chi l’ha mai visto? Locatelli, libero di ispirarsi ed ispirare, alza il livello di un paio di piani. E se funziona in mezzo ed a ridosso dell’area avversaria, là davanti vanno a nozze. Silenzio, ragazzi, non parliamo forte che se no a Milano ascoltano e prendono provvedimenti: silenzio fino a domenica sera, mi raccomando. Tanto c’è già chi parla e si fa intendere molto bene, a tal punto da risultare più incisivo dello staff tecnico. Parole misurate, del tipo: “Volere soldi? Tu fa vedere cammelli, pardòn...reti, tante reti”.

Marco Edoardo Sanfelici

16/01/2022

Buongiorno bianconeri, ecco a voi le
PAGELLE di Marco Sanfelici
DA… SI RIPRENDE IL FILO DEL DISCORSO…
JUVENTUS – UDINESE 2 a 0

SZCZESNY 6,5 Non impegnato alla morte, ma ogni volta che viene chiamato in causa sbroglia la matassa con autorità. Nell’unica vera occasione dei friulani nel 2° tempo, caccia la manona sul tiro di Beto per deviare oltre la traversa. Rispetto alla gara d’andata, pare di veder giocare due portieri sosia. Per fortuna.
CUADRADO 6 Subisce poco dalla sua parte, ma non è così brillante come ci si aspetta nei rovesciamenti di fronte. Per ca**tà, prestazione sufficiente, anche se non avendo giocato mercoledì, qualcosina in più ci si può attendere. Sembra un po’ stoppato dalla presenza a sinistra di Bentancur e di Kulusevski. Dal primo per troppa presenza, dal secondo per troppa confusione. Nella parte finale della partita, spariti i due di cui sopra, la corsa si fa più fluida ed anche le giocate si liberano di ruggini sparse.
RUGANI 5,5 Daniele, ce l’ha con me! Stavolta che mi sento in piacevole dovere di premiarlo con un voto sufficiente, non va a cadere in un liscio da far impallidire la famiglia Casadei per 5 generazioni? Avanti col liscio e buon per lui e per noi che la palla non è tra i piedi di uno come Chiesa o Gervinho e che può recuperare. Si sarebbe direttamente passati al plotone di esecuzione. Riaprire la gara in quel frangente sarebbe stato un delitto. Mi chiedo sempre perché si sono ceduti Romero e Demiral, per tenere il 24. L’ingaggio monstre ci cova…
‘de LIGT 6,5 In certi momenti del match, lanciando un pezzo di legno tra lui e Beto, si vedrebbe sviluppare il fuoco, da tante che sono le scintille. Ci mette le buone e quando occorre anche le cattive, di testa e di corpo, con una fisicità bestiale. Salva un’azione sotto porta quasi sulla linea, nel momento di massima spinta udinese per rientrare in partita. Ci permettiamo di far conto su un solo centrale per gara, una volta Bonucci, una volta Chiellini, stasera de Ligt. Che questo sia un punto di forza, è indubbio. Uno dei pochi.
PELLEGRINI 5 Tranquillo, ragazzo, può succedere di non entrare in campo. Va a sapere perché, ma Luca sembra come frastornato, in preda ad un vuoto mentale ed agonistico come raramente si vede. Non fa guasti, ma tanto basta perché il mister lo cambi prima possibile (DE SCIGLIO 6,5 Gioca poco più di mezzora e incide sulla partita alla grande. Sulla fascia sinistra la Juve diventa immediatamente pericolosa, costringendo gli avversari a tenersi bassi. Mattia prova a mettere cross invitanti sulla testa dei compagni. Serve McKennie, ma l’americanino cicca la palla tra collo e braccio. Al secondo tentativo, De Sciglio pennella un traversone perfetto, imbeccato da un’apertura di Dybala, per il solito McKennie che raddoppia e chiude la gara. Piace pure in un ripiegamento sontuoso a filo del fondo campo intervenendo in anticipo e spazzando via senza tanti ripensamenti. Sempre convinti che De Sciglio sia scarso?
BENTANCUR 6 Prestazione di ordinaria amministrazione. Qualche sbavatura all’inizio e poi poco per volta entra a pieno titolo in partita, battagliando alla sua maniera: perdendo palloni e recuperandoli, senza fare danni. Resiste in mezzo al campo fino a 10 minuti dalla fine, a dimostrazione che le scelte del mister sono in funzione del risparmiare i protagonisti dei 120 minuti di mercoledì scorso. (RABIOT S.V. Buttato nella mischia per raggiunta riserva del serbatoio di Rodrigo. Almeno così mi dicono, che me sia accorto non mi pare).
ARTHUR 5,5 Tatticamente meriterebbe un votaccio. Stesso motivo per cui Allegri dà di matto e chiama Locatelli al riscaldamento dopo soli 25 minuti. Comunque sia Arthur riscatta la sua presenza in campo, con un fendente in verticale a servire il movimento di Kean, che a sua volta confeziona un assist a liberare Paolino davanti a Padelli per il vantaggio. Dopo di ché, “Hic sunt leones”, avrebbero commentati gli antichi romani. Quanto vorrei chiedergli: “Perchè se ti servono sulla corsa, devi stoppare e tornare indietro con una veronica?” Oppure: “Se non ti infili tra gli avversari che raddoppiano e triplicano, ti senti sminuito nell’autostima?”. In un calcio spietatamente tattico come il nostro, Arthur sembra il classico cavolo a merenda e Allegri lo tira via dopo un tempo, che non è proprio un complimento (LOCATELLI 6 Una gara che non passerà alla storia, ma per lo meno le geometrie sono salve. Manuel gioca a 2 tocchi, anche a 1, non perdendo la montagna di tempi di gioco dilapidati dal predecessore)
McKENNIE 7 Ormai è conclamato: il maghetto Harry Potter prestato al gioco del pallone si è preso il posto da titolare a tutti gli effetti. Dopo la maratona di San Siro, viene confermato, confermatissimo da Allegri, che sa di non poterne fare a meno. E’ sulle orme di gente tosta come Benetti, Conte, Vidal, con la capacità di andare a concludere. Spesso di testa, lui che non è una pertica. Anche contro l’Udinese si produce in 2 incornate a breve distanza l’una dall’altra, con la seconda che regala il raddoppio agognato. McKennie è l’ultima intuizione di un talent scout come Paratici, bruciato nel mestiere di direttore sportivo: diamogliene atto.
KULUSEVSKI 5,5 Io vorrei ma non posso. E non è detto che possa per davvero. Dejan ce lo hanno scambiato con il fratello nel viaggio da Parma a Torino, altrimenti non si riesce a spiegare. Come per Arthur, la pazienza di Max dura un tempo. Un tempo di giocate approssimative, con piedino timido, dai passaggi spesso a metà strada. Pavido quanto basta per non saltare mai l’uomo. Una volta correva in avanti. Ora, neanche più quello (BERNARDESCHI 5,5 Appoggia un briciolino di più l’azione in uscita, ma se si deve andare a cercare la giocata che accende la luce, il buio si impadronisce di noi. Rischia il patatrac per una tiratina di treccine a Suppy appena dentro l’area. Il V.A.R. non interviene, come mercoledì per la manata di Bastoni a McKennie. Una volta il V.A.R. ti dà, una volta il V.A.R. ti toglie. Il fallimento della tecnologia).
DYBALA 7 Sblocca il risultato e questo è quanto. Si spara tutti i minuti dell’incontro per mancanza di sostituto (Kaio Jorge non gli assomiglia). Cerca di opporsi all’avversario di turno, ma la fisicità dei giocatori udinesi lo travolge tra lo sgomento dei fans. Pare una piuma che volteggia agitata dalle correnti ascensionali. Kean lo smarca davanti a Padelli per segnare come in un gioco per ragazzi. L’esultanza è antipatica, non consona ad un campione che porta la fascia di capitano, poche storie.
KEAN 5,5 ...e pensare che tocca 5 palloni 5 in tutta la partita e per 5 volte gioca di prima sul compagno. Ad iniziare da Dybala per il primo goal. Il problema non è la tecnica di Moise, il problema è convincere i compagni a passargli il pallone. Se passasse intere frazioni di gioco senza mai, dico mai, intravvedere la palla, anche Lewandosky andrebbe in crisi. Dice: “Venga a prendersela, la palla”. Certo, così si allontana dalla porta e diminuisce comunque le probabilità di realizzazione. Come sono strani i giudizi del tifoso: Dybala deve giocare più vicino alla porta e Kean invece deve andarsi a prendere il pallone più lontano. La domanda sorge spontanea: chi è la prima punta? Il gatto? (MORATA 6 Di stima e per un paio di sgroppate a chiudere verso l’area friulana. Non ha molte occasioni per mettersi in luce e cerca il dialogo per liberare lo spazio alla conclusione, ma gli sbocchi sono pochi davvero).
ALLEGRI 6,5 Sceglie di far rifiatare i reduci dalla battaglia della Supercoppa e schiera una formazione “altra” per 8 undicesimi. Di fronte si presenta una squadra che all’andata ha fatto soffrire e che ha recuperato gran parte della rosa messa fuori causa dal Covid. Partita preparata gioco forza a vincere e con approccio giusto. Una volta in vantaggio la Juve palesa i soliti difetti strutturali e mentali. La squadra tende ad abbassarsi di suo, senza che glielo dica il mister. Anzi, se dipendesse da lui, si giocherebbe 20 metri più avanti e lo sbottare per i tempi persi da Arthur sono la prova provata. Vedere l’allenatore che dà in escandescenze per la solita ripresa al rallentatore dopo l’intervallo, è sintomo che la circostanza dipenda da alcune caratteristiche di ordine mentale contro cui anche Allegri sta per alzare bandiera bianca. Non di meno va sottolineato che la Juve è all’ottavo risultato utile consecutivo e che se il campionato fosse iniziato a novembre, sarebbe in testa alla classifica o quasi. I cambi, soprattutto quello di Pellegrini con De Sciglio, hanno dato buoni frutti e questi 3 punti mettono maggiormente pressione a Napoli e Atalanta, tenendo a debita distanza Lazio, Roma e Fiorentina. La sconfitta sul filo di lana della finale di supercoppa non ha prodotto scorie fastidiose e quelle incamerate sono state smaltite. L’obbiettivo è entrare in Champions in un’annata a dir poco densa di ostacoli. Ben vengano vittorie come questa contro l’Udinese: non farà stropicciare gli occhi, ma fa classifica.

Marco Edoardo Sanfelici

PAGELLE DA… IL CALCIO E’ UNO SPORT CRUDELE...INTER – JUVE 2 a 1 d.t.sFINALE DI SUPERCOPPAPERIN  6,5  Più che buona prest...
13/01/2022

PAGELLE DA… IL CALCIO E’ UNO SPORT CRUDELE...INTER – JUVE 2 a 1 d.t.s
FINALE DI SUPERCOPPA

PERIN 6,5 Più che buona prestazione dietro una difesa che sta legata col fil di ferro e che si squaglia sul filo di lana, togliendogli la possibilità di competere con Handanovic nei rigori decisivi.
DE SCIGLIO 5,5 Ha sulla coscienza il fallo su Dzeko. Era sufficiente seguirlo verso il fondo, invece di volerlo anticipare essendo in ritardo. Sono azioni che insegnano ai pulcini. Dentro la partita non sfigura e lotta sulla fascia sinistra cercando spazi per partire. Per andare dove?
RUGANI 4 La precarietà fatta calciatore. Mi domando come gli si permetta di calcare i campi di calcio. La sua gara è una costante collezione di approssimazioni e di interventi al limite della crisi di nervi. Domanda: chi c’era su Sanchez nell’ultima palla?
CHIELLINI 6,5 Il guerriero che da solo fa reparto. Peccato che il reparto sia la difesa e che i compagni di linea le studino tutte per metterlo in difficoltà. Eppure l’Inter non si rende mai particolarmente pericoloso e gran merito è di Giorgione. Il suo viale del tramonto sembra ancora con il sole ben alto sull’orizzonte.
ALEX SANDRO 4 E’ il principale artefice del “prego accomodatevi” che decide i supplementari. Stop di petto per Chiellini distante, con un avversario a portata di palla. Terribilmente, colpevolmente, demenzialmente da chiusura in manicomio, con l’ergastolo. Non per nulla l’ultima raccomandazione del mister è “concentrazione mentale”… Partita senza infamia e senza lode, ma da stasera Sandro si consegna alla storia della Juventus nel versante delle devastazioni.
McKENNIE 6,5 Autore della rete del vantaggio iniziale. Autore pure di un incontro gagliardo e sempre giocato senza paura. Fa densità in mezzo al campo e dalla metà campo in su, che di per sé lo connota. Quando la squadra si abbassa, cioè spesso e volentieri, l’americanino rincorre tutte le maglie tipo serpente raffreddato dipinte di blu.
LOCATELLI 5,5 Evanescente mi pare l’aggettivo più azzeccato. I prescritti fanno vedere i muscoli e lui si rintana a ridosso della lunetta per ripartire, ma sono più le volte che rincula. Con l’entrata di Arthur si ritaglia una zona più avanzata, ma il prodotto non cambia (BENTANCUR 5,5 Della serie i cambi non danno valore aggiunto e ancora grazie che non ne tolgano. Se non altro regge il ritmo, dato che tutti gli altri hanno già un centinaio di minuti sulle gambe)
RABIOT 4,5 Un paio di interventi da terzinaccio in ripiegamento, uno dei quali di ottima fattura. Poi il nulla. Ma nulla nulla. Eppure inspiegabilmente resta in campo fino al fischio finale. Quindi è del tutto chiaro che non ci sono alternative al francese svagato e annoiato, non c’è altra spiegazione. Tra le domande esistenziali, della serie “Chi sono io”, “Da dove vengo”, “Dove vado” eccetera, da stasera è presente anche “A che cosa serve Rabiot”.
KULUSEVSKI 5 Beh, è già meglio di Rugani e Rabiot, mica bruscolini. Entra in campo deciso e concreto. Si produce in alcune giocate che mi fanno riflettere se sogno o son desto, poi poco per volta capisco che sono malinconicamente desto e che le tracce dello svedese si sono p***e a Milano. E non c’è neanche la nebbia a giustificarlo… (DYBALA 5,5 Beh, è già meglio di Kulusevski… Entra e se non altro rincorre qualche volta anche un avversario, a patto che gli passi vicino. Forse sostituzione più dovuta alla società per prendere posizione quando gli comunicherà che il contratto è a diminuire e di parecchio. Il filtro di centrocampo perde in un battibaleno il 50% della sua efficacia. Ma vallo a spiegare ai dybaliani nudi e puri… Di tiri che abbiano una parvenza di presunta pericolosità non me ne ricordo, ma forse ero distratto…)
MORATA 7 L’attacco della Juve. Da solo, sempre solo, fatalmente solo. Sembra Robinson Crosuè prima di incontrare Venerdì. Prendete nota: Alvaro fa il boia, l’impiccato e pure i cross come dovrebbero farli i terzini. E McKennie ringrazia. Privarsene sarebbe un grave errore. Avete preso nota? (KEAN S.V. Vorrei capire perché quando entra Moise, i compagni si mettono d’accordo per non servirlo mai. Tra Roma e Supercoppa a Kean saranno arrivati 2 palloni, ma per esagerare. Possibile che in allenamento non si studino le sue caratteristiche e non si capisca come passagli il pallone?)
BERNARDESCHI 7 Non ci avrei creduto qualche tempo fa che avrei dovuto scrivere che il carrarese è il migliore in campo in una qualsiasi partita. Eppure stasera dimostra di essere in grande spolvero. E’ in assoluto l’attaccante più pericoloso e impensierisce Handanovic in un paio di inserimenti in area nella prima metà del tempo iniziale. Dà a vedere di avere voglia al punto di farsi carico del comune pensiero juventino, mandando a quel paese il solito arbitro che grazia Barella per un intervento dei suoi in mezzo al campo su Alex Sandro, per poi ammonire lui per il gentile invito a… Anche la corsa è migliorata e le galoppate hanno un senso, molto meno la sua sostituzione (ARTHUR 5 Non si sposa col calcio italiano, spagnolo, europeo. Si perde nelle marcature doppie e triple senza capire cosa fare. Quando rallenta su un pallone promettente verso la fine dell’incontro concedendo una ripartenza all’Inter, il mio invito esattamente identico a quello di Berna a Doveri, si libra nell’aere con l’intensità del tuono. Chi ve lo ha fatto fare a comprarlo, scambiandolo con Pjanic? Avete ascoltato qualche tifoso che non capisce una beata fava di pallone?)
ALLEGRI 6 La dormita di Alex Sandro e la pochezza di Rugani mandano in v***a un capolavoro tattico. Il calcio è crudele, il calcio è un’invenzione del demonio. Portare la squadra palesemente inferiore ai grandagnoni muscolosi pitonati, non concedendo altro che un rigorino in 120 minuti ha del miracoloso. Pardòn, 119 minuti 53 secondi. E qui casca l’asino. Mentre urla e rischia la sincope per chiedere il fallo tattico per far entrare così Bonucci, rigorista tra i rigoristi, avviene il momento catartico. Per limiti di testa, quei limiti che all’ultimo intervallo chiedeva di controllare. Il cerchio allora si chiude e la lacuna più grossa della Juventus di stagione prende forma. Per cortesia, non si dica che Allegri qui, Allegri là, Allegri su, Allegri giù. Quando porta una squadra che prenderà 30 punti di distacco alla fine del campionato, a contendere un trofeo ai rigori nella maniera che si è visto stasera, Allegri ha fatto il suo dovere. Se non ci riesce per una follia di un suo giocatore sul filo di lana, non è colpa sua. Non è mai colpa sua. Chi afferma il contrario è in malafede o non conosce il calcio.

Marco Edoardo Sanfelici

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