19/06/2025
Caserta, lo Stadio del Nuoto resta chiuso: un silenzio assordante che fa male alla città
Caserta – Lo Stadio del Nuoto non è solo una piscina: è un presidio di legalità, un centro vitale per migliaia di cittadini, un luogo dove si allenano campioni che portano il nome di Caserta nel mondo. Ma oggi, quel luogo è deserto. Silenzioso. Chiuso. E con esso si chiudono le porte alla speranza di centinaia di giovani, alle opportunità lavorative di decine di famiglie, al diritto al benessere di anziani e bambini.
Eppure, le parole non sono mancate. “La piscina provinciale è pronta a ripartire”, ha dichiarato pochi giorni fa il Presidente della Provincia di Caserta, Marcello De Rosa, in un’intervista. Ma a oggi, nessuna comunicazione ufficiale è giunta alle associazioni sportive, che ancora detengono un contratto attivo con l’Agis – l’ente di gestione appena sciolto dalla stessa Provincia. Un paradosso gestionale che si consuma nel silenzio istituzionale.
> A chi devono rivolgersi ora le associazioni? Chi gestisce oggi realmente lo Stadio del Nuoto di Caserta?
La situazione è surreale. Da un lato si parla di riapertura “imminente”, dall’altro chi vive e lavora nella struttura non ha ricevuto alcun segnale concreto. Nessun cronoprogramma, nessun intervento straordinario di manutenzione, nessuna garanzia di sicurezza o di igiene.
Nel frattempo, i dipendenti della cooperativa che si occupava delle pulizie, ora assorbiti dalla Terra di Lavoro S.p.A., lavorano per poche ore al giorno, senza una vera pianificazione, senza una linea d’azione chiara. E mentre le porte della piscina restano chiuse, i costi continuano a correre.
> I cittadini casertani stanno forse pagando per un servizio che non esiste? I dipendenti impiegati stanno davvero effettuando le pulizie o il denaro pubblico viene sprecato senza alcuna utilità?
La domanda che brucia è un’altra: si sta provvedendo all’acquisto dei prodotti chimici necessari per la manutenzione dell’acqua della piscina? Perché se così non fosse, ogni giorno che passa allontana sempre di più la possibilità di una riapertura in tempi brevi. E ogni giorno che passa corrode anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Lo Stadio del Nuoto non è una questione di sport. È una questione sociale, educativa, economica. È un’ancora per i giovani in un territorio che troppo spesso offre loro più insidie che opportunità. È un luogo dove lo sport si fa disciplina, dove si coltiva la salute, dove si creano percorsi di vita.
Non si può attendere oltre. Il tempo delle promesse è finito. Caserta merita risposte chiare, urgenti, trasparenti. Le associazioni devono sapere con chi interfacciarsi, le famiglie devono sapere se potranno tornare a lavorare, i cittadini devono sapere se i loro soldi vengono spesi per far vivere o morire uno dei luoghi simbolo della città.
Il mandato del Presidente De Rosa scadrà il 27 giugno. È ancora in tempo per un atto di responsabilità vera, concreta, definitiva. Non parole, ma fatti. Caserta lo chiede. Caserta lo merita.