Cartelli per Bellelli

Cartelli per Bellelli Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Cartelli per Bellelli, Via Rodolfo Pio 4, Carpi.

Siamo tre ragazzi carpigiani che hanno unito passione per la bici e bisogno d'agire per la comunità, raddrizzando i cartelli stradali e documentando ciò con dei videoclip, con l’obiettivo di spingere chi ci guarda a fare altrettanto.

Chi vincerà: il miope legalismo degli uffici comunali oppure la sicurezza stradale e il buonsenso?Grazie a Tempo Carpi p...
12/06/2024

Chi vincerà: il miope legalismo degli uffici comunali oppure la sicurezza stradale e il buonsenso?

Grazie a Tempo Carpi per aver dato voce a una questione, solo in apparenza futile, che tocca direttamente uno di noi.

I panettoni salvano vite! Non toglieteli!

In via Fornaciari si annuncia battaglia. Dopo una segnalazione giunta all’Ufficio Mobilità, il Comune ha stabilito, tramite un’ordinanza, di eliminare i due panettoni gialli di cemento posizionati da anni all’imbocco della via all’incrocio con viale Manzoni poichè “ripetutamente spostati...

Lasciare m0rire i migranti ormai è diventato socialmente accettato; ora le nuove categorie da (letteralmente) sacrificar...
21/03/2024

Lasciare m0rire i migranti ormai è diventato socialmente accettato; ora le nuove categorie da (letteralmente) sacrificare per qualche voto e qualche mazzetta sono pedoni e ciclisti.

"GRAZIE" a Salvini passeremo dal Codice della Strada al Codice della Strage.

Il pacchetto di modifiche al Codice della Strada, inventate dal ministero di Matteo Salvini, inizieranno il loro iter parlamentare per essere approvate e modificare la legge che decide come ci dobbiamo comportare quando siamo in auto, in moto, in bici, in monopattino...ma anche a piedi.

Sembra davvero che si voglia diventare ancora peggiori di quel che siamo su questi temi...
Si tratta di una serie di modifiche che vanno in direzione radicalmente contraria rispetto a tutte le tendenze, gli studi e le buone pratiche internazionali: invece di rendere il Codice della Strada più simile a quello degli altri paesi occidentali, l’Italia procede all’opposto.

E pensare che il nostro paese già oggi detiene diversi record negativi nell'ambito della mobilità, record che dovrebbero farci vergognare: siamo il paese più motorizzato, il paese con il maggior numero di morti, il paese con il maggior numero di feriti, il paese con il maggior numero di mq di spazio pubblico nelle città destinato a parcheggio, il paese dove la bici è usata meno per gli spostamenti di lavoro, il paese dove i mezzi del trasporto pubblico locale è più deficitario proprio perché intrappolato nel traffico delle lamiere delle auto private. La (contro)riforma di Salvini fotografa un paese che è agli ultimi posti e lotta strenuamente per restarci, per non migliorare, anzi per peggiorare la propria posizione e lo fa consapevolmente per lisciare il pelo agli automobilisti incalliti disposti solo a ragionare di pancia.

Invece di puntare tutto a migliorare i treni locali destinati ai pendolari, ridotti in condizioni disastrose o comunque deficitari (ne sanno qualcosa gli utenti della ferrovia Mantova/Carpi/Modena), Matteo Salvini sembra puntare allo smembramento di ogni tentativo di salvaguardare la sicurezza stradale che - ogni dato ufficiale lo ribadisce - deve avere come primo obiettivo quello della riduzione della velocità in città.
Le misure del nuovo Codice della Strada hanno dell'incredibile...
Grazie alle nuove norme proposte dal Ministero delle Infrastrutture invece non si potranno praticamente più realizzare zone 30 (benché siano ormai la norma in tutte le città occidentali), non si potranno realizzare liberamente delle piste ciclabili, si tornerà alla follia tutta italiana delle piste ciclo pedonali spingendo le bici a passare sul marciapiede in mezzo ai pedoni pur di non lasciare loro spazio sulla strada che secondo la visione salviniana deve essere tutta appannaggio delle macchine. Sarà resa più difficile la realizzazione delle “case avanzate” (ovvero quei “polmoni” disegnati in segnaletica orizzontale che consentono alle bici di attendere il verde davanti alle auto ferme ma dietro al segnale di stop), sarà molto più complicato realizzare nuove isole pedonali, nuove zone a traffico limitato, sarà un incubo burocratico per i sindaci installare nuovi autovelox nonostante sia dimostrato come la loro presenza (che può sembrare antipatica) sia un autentico salvavita; nelle aree con limite sotto i 50 km/h poi sarà proprio vietato metterli così sarà impossibile far rispettare le sparute zone 30 esistenti. Gli automobilisti acquisiranno ancor di più un senso di impunità che avrà conseguenze facilmente prevedibili. Di più: sarà più difficile multare chi supera i limiti di velocità e multare chi entra con l’auto nelle isole pedonali. Gli automobilisti saranno paradossalmente incentivati a violare con maggior frequenza le regole su tutti i fronti. Inoltre emerge in maniera meschina ma evidente, un tentativo da parte del governo di stroncare di netto la mobilità ciclabile mentre tutto il mondo evoluto la sta incentivando con ogni mezzo (chissà cosa ne pensa la fiorente industria italiana della bici, che verrà gettata in una crisi industriale e occupazionale).
Nel dispositivo si ipotizzano perfino misure surreali come l’obbligo di casco, di assicurazione o di giubbetto catarifrangenti sulle bici: norme oltre ogni soglia del ridicolo, proposte esclusivamente per ritorsione e cattiveria contro chi decide di spostarsi in maniera sostenibile.
Sembra uno scherzo ma è tutto maledettamente serio. Provvedimenti che non solo fanno ripiombare l’Italia indietro di almeno 40 anni, ma che scavano un abisso tra noi e gli altri paesi europei e occidentali che stanno percorrendo un percorso esattamente inverso. Un paese che si isola e si chiama fuori dal contesto occidentale.
Un medioevo della sicurezza stradale che, per forza di cose, genererà morti, feriti, genitori che piangeranno figli e figli che piangeranno genitori. Senza contare l’umiliazione a cui saranno sottoposti i sindaci: su tutta una serie di scelte avranno le mani legate e gli sarà di fatto impedito di mantenere la sicurezza nelle strade dellemloro comunità frequentate dai cittadini o di incrementarla progressivamente come stanno facendo con impegno tutti i sindaci d’Europa.

La pericolosità della (contro)riforma Salvini, trasforma il Codice della Strada neI “Codice della Strage”.
Questo e' il termine usato da eperti, docenti, attivisti, associazioni e semplici cittadini sono esterrafatti dalla meschinità dei nuovi provvedimenti.
Ricordiamoci che In Italia negli ultimi 10 anni sono morte ammazzate 30mila persone nel traffico. Senza contare le centinaia di migliaia di decessi attribuibili all’inquinamento che le auto provocano. Nei prossimi 10 anni se passeranno queste misure le statistiche non potranno che peggiorare e se questi provvedimenti salviniani passeranno in parlamento, non si potrà che definirla una strage di stato.
"Carpi Comune" ritiene che la (contro)riforma salviniana del codice della strada porterà ad una involuzione negativa della situazione.
"Carpi Comune" ritiene che nell'ambito del contesto normativo nazionale, si debba lasciare sufficiente autonomia ai comuni di intervenire per mettere in campo tutti quei provvedimenti volti a raggiungere una mobilità sostenibile che garantisca tutti gli utenti della strada, garantendo il diritto alla mobilità e alla sicurezza. Una comunità coesa si costruisce anche così.

06/03/2024

LA MOBILITÀ NON È UN'EQUAZIONE LINEARE

Introdurre una misura nuova nel campo della mobilità è una questione delicata. Non sempre gli effetti desiderati sono quelli che si otterranno davvero, e a volte ci sono effetti collaterali in positivo o in negativo persino paradossali. Succede, per esempio, quando si introduce l'obbligo del casco per chi va in bici. L'intento, lodevole, è quello di migliorare la sicurezza di chi pedala proteggendo la testa dagli urti in caso di caduta (e infatti noi di FIAB ne consigliamo caldamente l'uso), ma dove l'obbligo è stato introdotto ha avuto effetti nulli per chi viene investito, e ha causato una diminuzione dei ciclisti, e quindi paradossalmente minore sicurezza (perché più sono le bici in circolazione, più è sicuro pedalare - è il concetto della cosiddetta "Sicurezza nei Numeri").Una misura come la città 30 ha come obiettivo primario la diminuzione del numero di morti e feriti in strada: ai 30 km/h la riduzione delle vittime della strada rispetto ai 50 km/h è talmente importante che la città 30 è diventata persino una raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre che dell'Unione Europea. Oltre a questo, che è lo scopo principale, si verificano altri effetti secondari ma non meno importanti che sono legati a una specie di reazione a catena. La mobilità infatti non è un'equazione lineare con una sola variabile, ma un complesso sistema di interazioni e interdipendenze, simile a un ecosistema: cambiando un fattore, tutto l'ecosistema evolve fino a trovare un nuovo equilibrio.Così, in tutte le città nel mondo dove è stata introdotta la città 30 (da Parigi a Madrid, da Bruxelles a Bogotà) si è verificata una riduzione del traffico veicolare, ma non certo perché il limite più basso "costringa" qualcuno a lasciare l'auto in garage! Succede però che molte persone che prima si muovevano in auto anche per tragitti brevi perché diversamente avevano paura di essere investite, quando aumenta la sicurezza in strada scelgono di passare alla bici, o andare a piedi (che è spesso più economico, salutare e magari anche più veloce). Di conseguenza ci sono meno auto in circolazione, e quindi paradossalmente il traffico veicolare diventa addirittura più "fluido". Così trova risposta anche la questione se i 30 km/h contribuiscono ad aumentare oppure a ridurre l'inquinamento: a prescindere da cosa succeda all'interno di un singolo motore a combustione, l'inquinamento tende a diminuire sensibilmente nelle città 30 perché ci sono più bici, più pedoni e quindi meno auto in giro.


Modena30

✹ 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟭𝟱 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘 ✹𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔𝗟 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗔 ✹ 𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟱:𝟬𝟬La critical mass è un raduno di persone in bicicletta che, sfruttando l...
12/10/2023

✹ 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟭𝟱 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘 ✹

𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔𝗟 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗔 ✹ 𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟱:𝟬𝟬
La critical mass è un raduno di persone in bicicletta che, sfruttando la forza del numero (formando, appunto, una massa critica), invadono in maniera allegra, festosa e rumorosa le strade normalmente usate dal traffico automobilistico.

a seguire:

𝗖𝗢𝗦𝗧𝗥𝗨𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗜𝗡𝗦𝗜𝗘𝗠𝗘 𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧À 𝗗𝗜 𝗗𝗢𝗠𝗔𝗡𝗜 ✹ 𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟳:𝟬𝟬
Che cosa impedisce allɜ carpigianɜ di scegliere la mobilità sostenibile: una nuova pista ciclabile, una corsa in più dell’Arianna, un bel dosso davanti casa? Discutiamone insieme! Attraverso dei tavoli di discussione aperti a tuttɜ, con l’ausilio di attivistɜ ed espertɜ, elaboreremo delle proposte concrete da sottoporre all’Amministrazione.

A seguire aperitivo

🎶 I sogni son desideri di felicitàààà: HABEMUS DISSUASORE! ✨🌻 Come moltɜ di voi avranno notato, da circa tre settimane q...
03/09/2023

🎶 I sogni son desideri di felicitàààà: HABEMUS DISSUASORE! ✨

🌻 Come moltɜ di voi avranno notato, da circa tre settimane quel tratto di pista ciclabile di via Pezzana che in precedenza era sovente vittima della sosta selvaggia è finalmente protetto da una barriera fisica.

🦩 Oltre un anno e mezzo dopo la nostra prima segnalazione e più di sei mesi dopo la nostra azione di "guerriglia cartellonistica" (che pure s'era dimostrata efficace), i tecnici dell'ufficio viabilità del Comune hanno finalmente deciso di ascoltare il nostro suggerimento.

🧸 A loro vanno i nostri ringraziamenti. Potremmo quasi vederlo come un ulteriore passo verso una Carpi con una mobilità sempre più a misura di persona, se non fosse che in contemporanea la Giunta ha approvato il progetto esecutivo del prolungamento di via dell'Industria, allocando in maniera ultra-lungimirante 15 milioni di Euro che avremmo potuto utilizzare per collegare tutte le frazioni con piste ciclabili o per potenziare il trasporto pubblico. Tratteniamo le bestemmie e ricordiamocene quando alla prossima campagna elettorale s'intesteranno la lotta al consumo di suolo. 🤡

🤔 CHI HA RAPITO LA CICLABILE DI VIA ALDO MORO?👺 Ai ciclotalebani più attenti il dettaglio non sarà sfuggito: dopo i lavo...
30/06/2023

🤔 CHI HA RAPITO LA CICLABILE DI VIA ALDO MORO?

👺 Ai ciclotalebani più attenti il dettaglio non sarà sfuggito: dopo i lavori di riasfaltatura, la preesistente PISTA CICLABILE SU CORSIA RISERVATA di via Aldo Moro è stata "retrocessa" a banale CORSIA CICLABILE.

🧚‍♀️ Quali sono le differenze? Essenzialmente DIMENSIONI, SEGNALETICA e TRANSITABILITÀ.

🔸 Le piste devono, per legge, essere larghe almeno un metro e mezzo (nonostante, a occhio, quelle preesistenti su via Moro non lo fossero), mentre per le corsie non è prevista una larghezza minima.
🔹 Le piste sono separate da una doppia striscia continua bianca e gialla, mentre le corsie solo da una linea bianca e non necessariamente continua.
♦️ Le linee che delimitano le piste non possono essere valicate dai veicoli a motore, mentre sulle corsie, all'occorrenza, tali mezzi possono transitare.

📣 Se ne deduce quindi che questo intervento rappresenti, di fatto, un piccolo ma percettibile peggioramento delle condizioni di sicurezza delle persone che percorrono in bici su via Moro. Vorremmo pertanto interrogare l'amministrazione comunale sui motivi di questa scelta.

A Carpi siamo ancora ai foglietti plastificati ma piutost che gninta...
12/01/2023

A Carpi siamo ancora ai foglietti plastificati ma piutost che gninta...

Indirizzo

Via Rodolfo Pio 4
Carpi
41012

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