13/02/2026
Nel fitness succede una cosa curiosa: tutti vogliono fare le cose giuste, ma quasi nessuno vuole fare le cose giuste per il proprio livello.
Principianti che contano i macro al grammo, parlano di timing nutrizionale, hanno paura di perdere massa se non mangiano entro mezz’ora dalla fine dell’allenamento. Poi dormono poco, recuperano male, saltano sedute. Ma il problema, ovviamente, è il carbo post workout. Avevo un cliente ossessionato dagli intraworkout, post workout, maltodestrine, quali whey prendere… ma che non arrivava a 15 push up.
In sala pesi è lo stesso film. Programmi complicati, metodi avanzati, nomi altisonanti, quando basterebbe spingere due esercizi fatti bene, con carichi che crescono nel tempo. Non sei bloccato perché non fai abbastanza tecniche speciali. Sei bloccato perché non fai abbastanza lavoro semplice, fatto con continuità.
E questi sono stati anche gli anni della biomeccanica estrema. Tutti a contare angoli, leve, gradi di flessione, traiettorie perfette. Nessuno che conti i chili sul bilanciere. Che spesso sono pochissimi.
Non fraintendiamoci: la tecnica conta. Ma se dopo anni di “ottimizzazione” muovi ancora carichi da principiante, forse non stai raffinando nulla. Stai solo evitando lo sforzo vero, quello che non si può spiegare con una slide.
Il paradosso è sempre lo stesso: chi è davvero avanzato può permettersi di semplificare. Chi è all’inizio sente il bisogno di complicare tutto, forse per sentirsi già a un livello che ancora non gli appartiene.
Allenarsi è una cosa seria, ma non serve giocare a fare l’atleta professionista se non lo sei. Costruisci basi, forza, abitudini, continuità. Carichi che salgono. Recuperi che funzionano.
Keep it simple. E chiudi la finestra anabolica, che entra freddo - cit. .