24/06/2023
Sai riconoscere la violenza ostetrica?
Questo è un esempio.
Questo è quello che una mia allieva ha sentito dire poche settimane fa, mentre saltava per aria ad ogni punto di sutura dell’episiotomia, mentre chiedeva almeno un’anestesia locale.
L’ha detto il ginecologo che la stava suturando all’ostetrica che gli chiedeva di accogliere la sua richiesta di sollievo, come se lei non fosse nemmeno stata lì a subire e sentire tutto.
E nonostante la richiesta di non praticare l’episiotomia fosse scritta nero su bianco sul suo piano del parto che nessuno ha degnato di uno sguardo.
E questo non è successo in un ospedalino di provincia, bensì in uno degli ospedali principali della mia città.
A molte donne succede questo al momento del parto, e per molte è normale.
Ma non lo è.
Queste é violenza ostetrica, questa è oggettificazione, infantilizzazione, banalizzazione della donna in uno dei momenti più intensi e vulnerebili della sua vita.
Perché la verità è che i punti di sutura sui genitali fanno un male cane, forse peggiore degli stessi dolori del parto.
Perché per qualsiasi altro punto di sutura, anche in parti del corpo meno sensibili, te la fanno un po’ di anestesia.
Perché, anche se nessuna anestesia locale può davvero azzerare quel dolore, negarla soprattutto se richiesta non è solo un atto di violenza, ma di disumanità.
Perché pretendere di sapere quanto dolore un’altra persona stia o non stia effettivamente sentendo (fosse anche con una soglia bassissima e una propensione ad essere melodrammatica, ma non è questo il punto), non è solo violenza, ma anche arroganza.
Di fronte a questi racconti io rimango spiazzata e incazzata.
Perché questa è violenza sulle donne, e noi la accettiamo come parte del prezzo da pagare per avere nostro figlio tra le braccia.
Ma non può e non deve essere così.
E sono preoccupata, perché ho la sensazione che stiamo perdendo il contatto con il fondamento dell’essere umano.
Tutto ciò si contrasta facendo scelte informate, sul luogo del parto, sulla fisiologia del parto, sulla violenza ostetrica, sui propri diritti. E poi denunciando.
Se volete saperne di più io ci sono.