23/06/2025
Ludwig sapeva che anche dopo numerosi trofei, medaglie, successi, le origini non si
tradiscono mai. Si narra che anche quando la gloria lo portava in terre lontane, dalla
Cina al Sud America, ogni sera, 7.30, a tavola in via Stoppani.
Nelle interviste negava, ma i paparazzi appostati fuori casa sua hanno più volte
immortalato, a fine giornata, il nobilissimo sciogliersi nell’abbraccio di mamma Letizia.
La cronaca impazzita, in onda in prima serata talk show discutevano sul grande mistero:
Sansone conservava la forza nei suoi capelli, Vinellavon chiaramente no. Qual era allora il
segreto dietro tanta straordinarietà? Con le indagini aperte da anni, una squadra di
giornalisti ha finalmente notato un dettaglio: i capell ricci e biondi, molto folti, che
apparivano nelle foto scattate dai paparazzi appartenevano in realtà a donna Letizia.
Vinellavon negava tutto. Ancora oggi speculazioni: chi crede a Vinellavon e chi sostiene
che il nobile compia addirittura ogni mattina sedute di 2 ore di bacini con la mamma,
riuscendo dalla porta più rinvigorito di un leone. Rimane oscura la verità, ma
insospettisce che da sempre l’unico vero insulto che faceva infervorare Ludwig fosse
“cocco”. La prova più rilevante di questa assoluta devozione rimane un frammento di
autentica roccia lunare, caduto casualmente un giorno dalla tasca della nobile genitrice,
con un bigliettino “alla mia mamma, mio unico grande amore”. Fonti affidabili
sostengono che la notte del 28 febbraio del 2005, all’età di soli 5 anni, il piccolo Ludwig
volò fino alla Luna per regalarne un pezzo a colei che sempre rimarrà la più importante
donna della sua vita.