Storie di Stadio

Storie di Stadio Ricordi e racconti su calcio, stadio, trasferte, viaggi, musica, birre, ultras, politica, film, streetwear...Questa pagina NON è a scopo di lucro.
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Questa pagina è contro chi detiene il potere e i SERVI che li difendono. 1312 SEMPRE

BOICOTTAIl circo è iniziato.Hai tre strade: seguirlo, ignorarlo, boicottarloSe lo segui non ci sono parole per te. Con l...
12/06/2026

BOICOTTA
Il circo è iniziato.
Hai tre strade: seguirlo, ignorarlo, boicottarlo

Se lo segui non ci sono parole per te. Con l’aggravante che non puoi giocarti nemmeno la scusa del tifo per la nazioAnale.
Ti piace questo calcio? Cosa leggi a fare questa pagina?

Se lo ignori, fai il giusto, diciamo il minimo sindacale.
Lasciando stare lo show sul rettangolo verde, se segui/leggi questa pagina ti dovrebbe interessare più quello che succede sugli spalti, e sugli spalti di un mondiale, a parte maschere di clown, giullari, gladiatori…qualche influencer e comparse (pagate) e che sembrano usciti da una festa di carnevale condominiale...non succede NIENTE.

Se lo boicotti partecipi attivamente, facendo una scelta politica.
Sei consapevole, pensi e sai gestire gli impulsi.
Da oggi in poi, al primo post che ti racconta il circo scrolli giù, alle news alla radio e tv cambi canale.
Non compri i brand che finanziano il circo.
In questo modo esprimi la tua unica forma di partecipazione attiva, attraverso scelte che hanno un impatto, in un mondo governato da $, marketing, profitti...

In Messico, intanto, sono andati oltre.
Una protesta ha sbattuto in faccia agli organizzatori dove stanno le priorità di un popolo.
Sono scese in strada le famiglie dei desaparecidos ma anche insegnanti e altre categorie sociali.
Il calcio è il moderno oppio dei popoli, ci inebetiscono, ci dividono.

Pwr fortuna non tutti i popoli sono uguali.
Anche in Europa ne abbiamo avuto prova.
Non entro nelle motivazioni e nelle cause delle manifestazioni.
Per me rimane un ottimo esercizio, fisico, mentale, ideologico…SEMPRE.

Che siano motivazioni legate all’ordine pubblico, come oltremanica.
Che siano motivazioni ecologiche e di giustizia economica, come in Albania.

Finchè ci rimane, esercitiamo il diritto di opporci, boicottare, manifestare.

BOICOTTA il circo del calcio!

11 giugno 2016Sono passati esattamente 10 anni da quella che ho definito la tempestaRipropongo il testo dello scorso ann...
11/06/2026

11 giugno 2016
Sono passati esattamente 10 anni da quella che ho definito la tempesta

Ripropongo il testo dello scorso anno, nel caso qualcuno se lo fosse perso:

Le vie attorno al porto vecchio di Marsiglia brulicano di inglesi, birra in mano e pelle arrossata da un sole a cui non sono abituati.
Non sono i soliti gruppi di turisti, si tratta di supporters dei tre leoni, scesi in massa, come sempre, per seguire la nazionale. Molti di loro sono hooligans, di nuova e vecchia generazione.
Per quelli a cui piace osservare e trarre conclusioni (come me), questo atteggiamento ha qualcosa a che vedere con il DNA colonialista, insito negli inglesi.
Sono abituati a piazzare la loro bandiera in ogni angolo di mondo, e a spadroneggiare. Si vede dal modo in cui affrontano le trasferte calcistiche. Non in punta di piedi, bensì con impetuosa arroganza.
Gli riconosco alcuni meriti. Sono i maestri del tifo e della violenza negli stadi.
Ma quel giorno qualche cosa cambierà. Mentre bevono e cantano cori, sono inconsapevoli della tempesta che si abbatterà sulle loro teste…
Nel pomeriggio il mondo assiste alla Storm over Europe. Così come scritto su alcune t-shirt di un gruppetto hool dell’Orel FK.
Sull’orda inglese cala la mannaia russa. Due concezioni diverse e opposte di intendere l’hooliganismo.
Da una parte i maestri, coloro che hanno inventato il fenomeno, con il loro stile: viaggiare, arrivare a destinazione, piazzare le bandiere, trovare un pub, ubriacarsi, farsi notare con cori, aspettando la reazione casalinga. Qualora non arrivasse, la conquista sarebbe implicita.
Dall’altra l’evoluzione. L’hooligan2.0
Poco apparente, organizzato e preparato fisicamente, spesso sobrio, pronto a colpire e scomparire, senza lasciare traccia.
Il messaggio che lanciano è chiaro (almeno per me): da oggi comandiamo noi.
Passaggio di consegne. Ricambio generazionale.
Poche decine di giovani russi (si narra anche senza una delle firm top, la Yaroslaska del CSKA) mettono KO il fronte inglese, composto da alcune centinaia. Davanti alla preparazione i numeri non contano. In pochi minuti sfondano, creano il vuoto, lasciano a terra chiunque cerchi di opporsi.
Una dimostrazione di forza come non si era mai vista, prima d’ora.
Ci avevano provato i polacchi, negli anni 90 e avevano promesso qualcosa di simile per il mondiale del 2006 e gli europei del 2012. Ma niente di importante accadde.
Quel giorno, a Marsiglia, assistiamo alla certificazione, all’incoronazione dei nuovi maestri della violenza.
In italia (come in UK) non si riesce ad accettare la novità, come accade a chiunque si veda sfilare qualcosa tra le mani. Si accampano le solite scuse, gli inglesi minimizzano per ogni batosta rimediata, per le bandiere che gli vengono sottratte, gli italiani asseriscono che negli scontri a mani vuote non c’è spontaneismo, che ci sono i ring per fare quel tipo di attività fisica, che ci deve assolutamente essere un contesto sportivo a legittimare ogni azione…
Fatto sta che le regole le detta chi detiene il potere. E il potere non è più nelle mani di inglesi e italiani.

Vittimismo e fastidioSuccede spesso di leggere commenti e messaggi privati che mi accusano di criticare le altre tifoser...
10/06/2026

Vittimismo e fastidio

Succede spesso di leggere commenti e messaggi privati che mi accusano di criticare le altre tifoserie.
Oggi sapete cosa faccio?
Critico la ‘mia’ tifoseria.
Così qualcuno che non mi conosce capirà che non tiro l’acqua al ‘mio’ mulino e non m’interessa screditare ‘a comando’.
Le mie sono critiche che avanzo su avvenimenti specifici. Non critico la storia, tutto quello che di buono è stato fatto. E comunque la storia viene fatta dagli uomini, non dai nomi dei gruppi. I periodi meno brillanti li hanno tutti…

Ecco la mia TOP 5 degli O/Errori delle curve A e B

-Al gradino più basso metto un episodio poco conosciuto (spero) e nemmeno legato al mondo ultras, ma che mi ha lasciato perplesso. Sul momento posso anche capire l’entusiasmo, l’euforia dei festeggiamenti… Ma bisogna SEMPRE avere chiaro l’interlocutore e la persona a cui si danno la propria stima e attenzione. Trascuro anche il tipo di ironia, che non mi appartiene, ma per fortuna siamo tutti diversi. Sto parlando del saluto personalizzato al pelato toscano. Al ‘profe$$ionista’ che è passato dal tatuaggio al riposo in campagna, alla naziAnale, alla panchina degli innominabili. In un paio di anni! Troppa importanza a uno squallido personaggio. Per inciso quei minuti surreali sono peggio dello ‘scatto della pace’ (che quindi metto al sesto posto).

-A salire (come gravità) metto la contestazione alla società. Qui si è toccato il fondo, in termini di credibilità, non tanto tra ultras, che si emozionano facilmente quando vedono e ascoltano uno slogan o uno striscione che pare ribelle, ma all’interno della piazza. Per anni si è creata una spaccatura dura, una ‘guerra civile’ senza esclusione di colpi e offese tra chi accusava e chi difendeva la società. Il sostegno era scarso e condizionato, addirittura rappresaglie e violenza con chi non partecipava ai cori. Possibile che uno scudetto abbia fatto cadere tutte le accuse e le motivazioni di una guerra santa? Se devo dirla tutta se ci fosse stata una piazza unita, si poteva vincere anche l’anno prima.

-Sul podio sale lo striscione contro Dede. Non per una questione morale, vero che i morti andrebbero rispettano ma chi parte per fare un’azione con tutti quegli attrezzi in mano, probabilmente aveva messo in conto di fare il danno… Ha prevalso il mors tua vita mea. L’errore è stato strategico, ha dato il fianco alla propaganda becera di chi non è ultras da troppo anni, che non era riuscito a fare bella figura sul campo, pur contando su fattore sorpresa e presentandosi con più amici che propri. A livello comunicativo e strategico stiamo messi proprio male.

-Al secondo posto ci metto la br**ta entrata in scena, allo stadio…in tribuna. Quella sfilata, quasi trionfale nella nisida, dopo aver perso l’accesso al tuo solito posto, in curva, non si può vedere né commentare. Lascia molte domande aperte, mi fermo qui.

-Al primo posto: l’incapacità di organizzare una trasferta europea, decentemente. Senza charter, senza arrivo a ridosso della partita. Qui si è dimostrato di stare tanti gradini sotto a romanisti e viola, perfino i gobbi e i laziali qualche bella sortita l’hanno fatta. In tanti anni ho sentito le scuse più strampalate, che non mi va nemmeno di ripetere. Erano solo scuse. Restano i fatti, in Europa valiamo meno dei gobbi.

Coming soon / A breveCome già annunciato, la pagina cambierà forma. Sta arrivando il momento di compiere questo passaggi...
09/06/2026

Coming soon / A breve

Come già annunciato, la pagina cambierà forma. Sta arrivando il momento di compiere questo passaggio.

Con altri tre ragazzi stiamo formalizzando la nascita di un'associazione (non riconosciuta) chiamata Liberi Pensieri.

Riporto un estratto dell'atto costitutivo e dello statuto:

L'associazione non ha scopo di lucro e persegue finalità culturali, sociali e di promozione della partecipazione attraverso attività di narrazione, documentazione e aggregazione legate al mondo del tifo organizzato e delle realtà sociali ad esso connesse.

L'associazione è apartitica, apolitica e senza scopo di lucro.

Si propone di:
• analizzare la cultura del tifo organizzato e delle curve come fenomeno sociale, umano e identitario, con particolare attenzione alle realtà meno rappresentate;
• valorizzare la scrittura, la narrazione autobiografica e collettiva, il racconto e la memoria delle esperienze personali legate all'ambito del tifo;
• realizzare attività editoriali interne, come fanzine e pubblicazioni riservate ai soci...

L'idea è quella di proseguire il percorso intrapreso con Storie di Stadio, ma all'interno di una comunità più raccolta e partecipata.

In un'epoca in cui molte pagine inseguono i numeri e la crescita continua delle platee, ho scelto una strada diversa: privilegiare il senso di comunità.
Si cercherà di portare avanti il progetto della raccolta di racconti personali (non legati a gruppi o curve specifiche, quindi aperto a chiunque abbia una storia da raccontare), attraverso nuove edizioni di Storie di Stadio - Il libro

A tal proposito, parentesi con com di servizio: chi non ha ricevuto il libro mi contatti urgentemente. In alcuni casi le spedizioni stanno tornando al mittente. Ho le copie delle raccomandate e possiamo verificare insieme la tracciabilità della spedizione.

Tornando all'argomento principale, con l'associazione/gruppo, si cercherà inoltre di:
-raccontare le tifoserie attraverso la presenza diretta alle partite;
approfondire eventi storici e temi di attualità; favorire incontri dal vivo tra i soci; realizzare periodicamente una fanzine distribuita gratuitamente agli associati.

Per accedere al gruppo sarà prevista una quota associativa annuale di 5 euro.

La quota servirà esclusivamente a coprire i costi documentabili delle attività associative. Non effettueremo vendite, nè offriremo servizi. Per questo non procediamo con il riconoscimento dell'associazione. No lucro.

Non sto promuovendo l'iscrizione. Sto informando della nascita di questo progetto che prenderà lo spazio di questo attuale.

La pagina ha superato i 14.000 follower e desidero ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno letto, commentato, condiviso...
Però la comunità che immagino ha dimensioni diverse.
Chi deciderà di aderire dovrà condividere gli scopi dell'associazione e contribuire, ciascuno a modo proprio, alla sua crescita.
Brutalmente: meglio pochi attivi che tanti guardoni o provocatori.

Una regola sarà fondamentale: quello che viene condiviso negli spazi associativi rimane all'interno degli spazi associativi.
I soci saranno tenuti a rispettare la riservatezza dei contenuti editoriali e delle informazioni condivise nel gruppo.

Anche qui, il messaggio è chiaro, se ti piace farti bello con una storia di un altro, non sarai benvenuto.

La pagina Storie di Stadio rimarrà aperta, ma non sarà più aggiornata, così attivamente.

Tutti i post pubblicati resteranno a disposizione di chiunque voglia leggerli e ispirarsi. Con l'unica richiesta di citare la fonte qualora si volesse condividerli.

Questo è il mio concetto di libertà e di Internet.

Si prende e si dona

Il caso Garlasco…dei gradoniChi l’avrebbe mai detto che un avvenimento che riguardava esclusivamente il mondo ultras avr...
08/06/2026

Il caso Garlasco…dei gradoni

Chi l’avrebbe mai detto che un avvenimento che riguardava esclusivamente il mondo ultras avrebbe attirato così tanto l’attenzione dei media???
Dopo l'ennesimo messaggio con l'ennesimo aggiornamento di indagini e inchieste, mi è uscita questa:

Bocciofila Comunale 'Aldo Biscardi', ore 15:47

— Attilio, hai sentito? Hanno acquisito altri filmati. L'indagine internazionale ha rintracciato i 33 colpevoli
— E certo che li hanno acquisiti. Io è da due anni che lo dico: bisogna vedere chi c'era dietro al terzo motorino.
— Quale terzo motorino?
— Quello che si vede per mezzo secondo nel video sfocato.
— Ma sei scemo? Quello era un delivero0.
— Appunto! E chi ti dice che fosse davvero un delivero0? Poteva essere dei basisti. Tanti dicevano che c’erano di mezzo i laziali, poi i napoletani, altri addirittura tirava in ballo gruppi della Sud…
— BIIIIIIIP (clamorosa bestemmia, che ometto per non offendere i credenti!)... te gh'hee resun!! hai ragione.

Segue scambio concitato di mani di briscola. Poi la conversazione prosegue

— Comunque, per me i servizi segreti sanno tutto.
— Quelli italiani? Con tajani e meloni, oggi non sappiamo nemmeno il motivo dei colori sul tricolore, figurati!
— No, Mario, intendevo quelli serbi.
— Ah! Certo!
— Anzi, pure quelli greci.
— E che c'entrano i greci?
— Se per questo anche quelli croati, ho letto su ### (non faccio pubblicità) che uno dei motivi dell’azione è stata l’amicizia con i BBB, oltre che quella con i G13. Che poi su un reportage su YYY (sempre nome omesso per non fare pubblicità) ho scoperto che i Delije sono amici dei G7, che intreccio…

— Comunque, per me dovrebbero fare una ricostruzione in 3D e una bella puntata da vespa.
— No, vespa ha perso credibilità, io la seguirei solo se fosse trasmessa da Alberto Angela. Mi immagino anche il titolo della puntata: ‘Ulisse - Il mistero dello striscione scomparso’.

S’intromette Egidio:
— Io la guarderei.
Partecipa anche Gennaro:
— Anch'io.

— Ma quindi lo striscione dov'è adesso? Io non credo che li abbiano bruciati, secondo me sono nascosti in un caveau.
— In Serbia?
— Mah, vista l’importanza, non mi sorprenderebbe se fossero in un bunker della nato?
— Ah vedi, ho letto nella pagina fb ZZZ di quei bravi ragazzi delle curve a dire che si trattava di un’infamata, di un’azione paramilitare.
— Ma scusa Giuan, ma se si chiamavano Fedayn, non s’ispiravano anche loro a formazioni paramilitari? Le curve sono piene di gruppi che si chiamano Commandos, Brigate. E poi quando fanno gli scontri non usano caschi, bastoni, perfino lame e pistole? Lascia stare i commenti sui social, fidiamoci solo delle notizie dei media!

Tutti i presenti concordano con sonore bestemmie, poi tornano a concentrarsi sul finale dell’incandescente partita a briscola.

Spero venga colto umorismo e sarcasmo, NON per l’episodio in questione ma ESCLUSIVAMENTE per l’IPER esposizione mediatica di un fatto che doveva restare tra chi se ne intende e invece vede un investigazione internazionale, durata 2 anni (tanto paga ‘pantalone’), individuazione di 33 ragazzi accusati di rapina pluriaggravata e lesioni personali.
Di scontri e furti di striscioni ce ne sono stati tanti, eppure nessuno è stato raccontato e così sotto la lente d'ingrandimento.

PS: Nessuna bestemmia è stato maltrattata durante la realizzazione di questo post

7 Giugno 1981San Benedetto del Tronto.Racconto e foto presi in rete. È un caldo e festoso pomeriggio, la Samb si prepara...
07/06/2026

7 Giugno 1981
San Benedetto del Tronto.
Racconto e foto presi in rete.

È un caldo e festoso pomeriggio, la Samb si prepara al ritorno in serie B giocando contro il già retrocesso Matera.
Già dalla mattina il lungomare e le vie cittadine si riempiono di auto, camion, ed anche trattori con a bordo gente esultante. Classico appuntamento al Chicco d’Oro e poi corteo rossoblu verso il Ballarin.
È tutto un coro: "Samba, Samba". Giro lungo, si passa sotto la curva sud, ecco i distinti, con le persone sporte dal parapetto ad applaudirci, la curva nord, la tribuna. Ed alla fine si torna al "Tempio del Tifo": la Sud del Ballarin, la Fossa dei Leoni.
Titti uno storico tifoso:
"Venivamo da un periodo molto pesante a livello politico, per la città, che negli anni settanta era stata fortemente segnata dalle lotte di classe, come dal terrorismo, tutti noi ragazzi eravamo figli di quella rabbia.
La festa per la Samb era un modo di identificarci come piccoli guerrieri, che avevano superato con successo tutte queste vicissitudini. Già un mese prima della partita col Matera avevamo cominciato a preparare i festeggiamenti.
Ricordo che quel giorno c’erano un centinaio di sacchi dell’immondizia, contenenti le striscioline di carta per la coreografia, messi in ogni angolo della curva. La giornata era caldissima, c’era un forte vento di scirocco (lu arrbì, come lo chiamiamo noi).
L’afa avvolgeva la città già alle 11 di mattina, quando entrammo allo stadio per preparare il tutto. Volevamo fare una grande cosa, basti pensare che la mole di carta portata all’interno dello stadio arrivava sino alle ginocchia. Circa 7 quintali".
L’ingresso delle squadre e la tragedia.
"Ci apprestavamo a festeggiare la squadra con la carta e i fumogeni, nessuno pensava alle scintille. Vedevamo delle piccole fiammette qua e là (forse procurate da una sigaretta, forse da un fumogeno), ma prendemmo la cosa sottogamba cercando semplicemente di spegnerle con i piedi.
Invece, anche a causa di alcune folate di scirocco, in quindici secondi l’allegria si è tramutata in caos. Sì è creata una sorta di piccola tromba d’aria, con le carte infiammate che spingevano verso l’alto. La gente ha cominciato ad ammassarsi, al centro e nella parte inferiore.
È là che le due ragazze sono rimaste intrappolate, senza via di fuga. Travolte da una seconda folata di fuoco. Come se gettassimo dell’alcol in un camino.
La gente spingeva ovunque non si trovavano le chiavi del cancello per entrare in campo e, inoltre, i manicotti per i pompieri, posti a pochi metri dalla curva, erano privi di acqua. Ci sono stati dei veri e propri eroi, che mettendo a repentaglio la propria vita hanno salvato vite umane, scaraventando ragazzini inermi da una parte all’altra della rete, come fossero sacchi di patate.
È stato come un attentato, nessuno si aspettava una simile tragedia in quel contesto.
Eppure oggi c’è ancora chi ne porta i segni.
Ricordo che il resto del pubblico, ma anche i carabinieri, erano a dir poco attoniti.
I primi tempi fummo messi sotto torchio dalle autorità e dall’opinione pubblica ci sentivamo disprezzati, la gente ci incolpava dell’accaduto e non è stato facile ricucire questa ferita.
È stato il senso di appartenenza a far crescere l’Onda d’Urto e riportarla vicino alla gente."
Il bilancio è tremendo: 64 gli ustionati, 11 gravi, ad avere la peggio sono Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri rispettivamente di 23 e 21 anni. Le ragazze vengono immediatamente trasferite al Sant’Eugenio di Roma ma per loro non c’è nulla da fare.
Maria Teresa si è arresa il 13 giugno Carla 4 giorni dopo.

Top 5 anni 90In occasione della ‘ricorrenza’ dell’incrocio a Pontecurone, ecco un veloce listino, in ordine sparso e da ...
06/06/2026

Top 5 anni 90
In occasione della ‘ricorrenza’ dell’incrocio a Pontecurone, ecco un veloce listino, in ordine sparso e da immagini o ricordi personali, carrellata di coccole iconiche.
Importante: parlo di scontri tra tifoserie, contatti chiari. NON con le divise.

Prima, però, importante comunicazione di servizio. Per chi non avesse ancora ricevuto il libro ordinato (e pagato), mi contatti. Dal sito delle poste si può tracciare la raccomandata che ho inviato.

Tornando a fatti seri

Pontecurone: milanisti vs doriani1993
Pescara Salernitana 1996
Atalantini vs Napoletani 1994 e Laziali (1990?)
Brescia Fiorentina 1994 l’autobus dei fungaioli
Roncobilaccio: piacentini vs bresciani 1998

Nelle serie minori, la mia TOP 3
Varese Como 1990
Turris savoia 1998
Chieti Perugia 1992

Qual è la tua TOP 5?
Requisiti:
-ANNI 90
-Scontri; non lanci di oggetti o cinghiate attraverso un divisorio
-No guerriglia con le divise

IF THE KIDS…In viaggio verso l’italia mi sono ‘perso’ le ultime due settimane che hanno ruotato attorno al pallone.Provo...
05/06/2026

IF THE KIDS…

In viaggio verso l’italia mi sono ‘perso’ le ultime due settimane che hanno ruotato attorno al pallone.
Provo a partire da due episodi, per interrogarmi sul reale significato del movimento ultras.
Chiaramente il tentativo è di stimolare un confronto, non di emettere sentenze.
Punti di vista.

Il derby di torino ha riproposto un tema spinoso: quanto siamo uniti?
Davanti a un episodio clamoroso e drammatico ho notato poca compattezza. E non me ne stupisco più.
Se gli ultras non fanno più fronte comune, gli altri, invece, dimostrano la loro forza.
Continuano a sparare, in ogni modo: cazzate, proiettili e lacrimogeni. Sempre ad altezza uomo.
Tanto la massa abbocca e le scuse sono sempre le stesse. Estintore, sasso, molotov, lavello divelto, rissa sedata in autostrada, bottiglia…

Se da una parte mi ha fatto piacere che la sera prima del derby ci siano state occasioni, non documentate da aspiranti influencer, non mi capacito di come, poi, qualcuno cada nel tranello, il giorno dopo.
Ancora più triste è stato il teatrino dentro lo stadio. Per loro fortuna nessuno si chiama G la carogna e non avrà simile gogna mediatica. Anche tra pericolosi teppisti e criminali ci sono distinzioni…
Comunque, le mie considerazioni valgono poco, l’unica cosa che conta è che Marco si riprenda il prima possibile.

La mancanza di unità si vede anche nelle scelte pratiche, non solo in situazioni drammatiche.
I play-off scatenato sentimenti intensi, potenzialmente sono pericolosi.
Mi stupisco di chi si stupisce di una classe dirigente incompetente, che non si assume responsabilità e vieta, piuttosto che garantire ordine pubblico.
Mi rattrista, invece, che si facciano scelte di comodo. Se ti danno il permesso si fa il tifo, se ti vietano protesti.
Pensi che la tua voce, in questo modo venga ascoltata?

Ancora più inquietante è il comunicato di un grande gruppo: gli ultras tito cucchiaroni.
Hanno scoperto che il calcio è ‘rotto’, che siamo scemi a seguirlo.
Ne discuteranno alla loro festa, peccato chel'anno scorso partecipavano ‘a questo carrozzone guidato da clown e megere, tra cui ministeri, questure, FIGC, Lega Calcio e via discorrendo: la fiera dell’orrido, a essere cordiali’.
Pur di restare a galla nel tanto vituperato carrozzone persero la dignità ultras facendo un gran tifo, a degli spareggi che non avrebbero dovuto giocare.
Retrocessi sul campo, salvati dalle stanze dei ministeri, questure, figc, lega calcio…
Pur di sostenere la maglia accantonarono i valori.

Orticello o unione?
Cosa ha permesso a un movimento, che non è mai stato unito, di resistere così a lungo?

Liberi PensieriDurante i giorni trascorsi in italia ricevo un messaggio, da Mr X.Uno sfogo di un ragazzo giovane ma che ...
04/06/2026

Liberi Pensieri
Durante i giorni trascorsi in italia ricevo un messaggio, da Mr X.
Uno sfogo di un ragazzo giovane ma che dimostra una maturità ai più sconosciuta.
Uno sfogo che decido di pubblicare, nella speranza che stimoli riflessioni.

‘Seguendo il consiglio di una cara amica, ho tirato giù qualche riga di rabbia.
Parto da una riflessione, che medito ma non ho ancora il coraggio di prenderne del tutto atto e agire di conseguenza. Anzi, il fatto è che, di fronte alla realtà, mi fa proprio male guardare.
Il mondo ultras è finito, morto e sepolto.
Dall’interno, fino all’anno scorso, non riuscivo ad accorgermi di tutto il marcio e il finto che questo mondo è diventato, il tutto celato dalla scusa… “i tempi sono cambiati, bisogna adattarsi ai tempi”.
Ed oggi, quando per puro caso mi è passata davanti la frase degli S.C. “Ultras… io ci credo”, di cui ero follemente innamorato, mi sono reso conto che ormai l’unico sentimento che provo è riluttanza.
Riluttanza, verso un mondo che è nato ribelle, non conforme, clandestino, ma negli ultimi tempi, ha perso la sua essenza.
Già, perché l’essenza la perdi, quando per andare in trasferta, non passi più tutta la settimana a pensare come aggirare il prossimo futile divieto, ma ti riduci a chiedere uno sterile permesso sotto forma di ricorso. Peggio ancora, quando nei gruppi ci sono referenti deputati a conversare con “i primi nemici” o con figure a loro legate come gli SLO.
Avidi mercanti, tengono in ostaggio la maggior parte delle curve, in nome del vile dio denaro e ostacolano tutto ciò che di puro si tenta di creare. Per non parlare delle mode e dell’apparenza che ormai logorano. Per essere ultras, devi essere conforme alla nuova tendenza casual (di cui si rifiuta o non si conosce proprio la cultura) che si diffonde: più è costoso il tuo giubbino e più diventi un rispettabile ultras.
Gli anni dei “calli e della gavetta” (come recita un simpatico due aste), quelli fatti di silenzio e presenza, dove ad orecchie basse apprendi fino all’ultimo da chi ti precede, sono stati sostituiti dall’apparenza di giovani, alle prime armi, che fanno a gara a chi mette più foto in trasferta o che li ritraggono allo stadio, con qualche canzoncina romantica, per attirare la ragazzina di turno.
E allora è qui che dobbiamo capire che non ci siamo adattati, ma siamo cambiati, nel pensiero e nella lotta, tradendo tutta l’essenza del credo. Attualmente, continuare, per me, è disonorare tutto quello in cui abbiamo sempre creduto.
È arrivato il momento di compiere l’ultimo estremo atto d’amore, in nome dell’ideale che ci ha cresciuti, ci ha fatto diventare grandi e accompagnati negli anni più belli della nostra vita.
È arrivata l’ora di smettere di predicare nel deserto. Un applauso alle poche piazze che con ostinazione, tramandano ancora la vera essenza.
Per ora è tutto, ultras… io ci cred(ev)o!'

ps: il ragazzo che ha scritto NON è cagliaritano!!!!

Sulla via di ritorno. 10 giorni intensi, tra burocrazia, spedizione libri, amici e parenti. Un grosso abbraccio a Mr E, ...
03/06/2026

Sulla via di ritorno. 10 giorni intensi, tra burocrazia, spedizione libri, amici e parenti. Un grosso abbraccio a Mr E, rimettiti in forma, ci aspettano allenamenti e sacco 😉 Grazie a Mr L per il veloce giro turistico. Spero i libri siano arrivati, commenti e critiche sono benvenuti. Da domani rispondo ai messaggi fb. A breve novita’ sulla pagina

Indirizzo

Bassano Del Grappa
36061

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