Survival Trekking ASD

Survival Trekking ASD Corsi di sopravvivenza, Trekking, Escursionismo, Bushcraft e Natura.

27/01/2026

Sei stato vittima di bullismo o conosci qualcuno che lo è stato? Oppure vuoi sostenere simbolicamente la lotta a questo fenomeno? Unisciti a noi 🤟🏻💪🏻

IL CAMMINO CONTRO IL BULLISMO con REBELTREK. Evento gratuito su prenotazione, patrocinato dalla FederTrek Escursionismo e Ambiente.

Per la Giornata contro il Bullismo e il Cyberbullismo del 7 febbraio nasce un cammino simbolico contro ogni forma di bullismo e cyberbullismo. Solidarietà, empatia e coraggio possono creare comunità più sicure: ogni passo diventa un gesto concreto per dire “non sei solo” e “insieme possiamo cambiare le cose”.

Cammineremo tra natura e storia lungo la Via Appia Antica, tra boschi, sentieri e rovine millenarie. Passeremo accanto alla Tomba di Cecilia Metella e al Ninfeo di Egeria, luoghi che richiamano memoria, ascolto e condivisione.

Attraverseremo la Caffarella e il Parco degli Acquedotti, simboli di connessioni costruite nel tempo. Come l’acqua unisce territori, anche noi possiamo costruire reti di amicizia e rispetto, superando ogni forma di prepotenza.

Un momento di condivisione immersi nella natura per celebrare insieme unità e resilienza. Camminare insieme ci rende più forti contro il bullismo e il cyberbullismo.

📈 DATI TECNICI
Difficoltà: T
Distanza: da 1 a 25 km
Dislivello: 0–200 m D+
Durata: 1–7 ore
Tipologia: anello

IMPORTANTE: Si può percorrere la distanza che si vuole, anche solo una parte. Non è possibile partecipare in bici, ma solo a piedi!

📍 APPUNTAMENTO
Ore 9:00 Piazzale Ostiense, metro Piramide (Linea B)

📞 INFO E PRENOTAZIONI
+393514176428
https://wa.me/+393514176428
Indicare nome e cognome

Il percorso potrà subire variazioni per motivi di sicurezza. Seguire sempre le indicazioni degli accompagnatori.

07/01/2026
18/10/2025

A soli 29 anni, George Meegan prese una decisione così audace da sfiorare la follia: camminare per l’intera lunghezza delle Americhe, dalla punta ventosa di Ushuaia, in Argentina, fino al margine ghiacciato di Prudhoe Bay, in Alaska. Non era una sfida nata dal lusso o dal desiderio di fama, ma una ricerca profondamente personale per mettere alla prova i limiti stessi della resistenza e della determinazione umana.

Senza sponsor, senza attrezzature avanzate, con poco più di un paio di stivali consumati, un sacco a pelo e un senso sconfinato di scopo, Meegan partì nel 1977. Il suo piano era semplice: continuare a camminare verso nord, un passo alla volta. Ciò che seguì non fu un viaggio, ma un’odissea durata sette anni e mezzo, quasi 30.000 chilometri e due continenti — la camminata ininterrotta più lunga mai registrata nella storia dell’umanità.

Il percorso fu tanto estenuante quanto profondo. Attraversò le terre selvagge della Patagonia, dove i venti potevano sollevare un uomo da terra, i passi innevati delle Ande, le giungle amazzoniche infestate da insetti e febbri, e le strade dell’America Centrale segnate da conflitti e banditi. Il cibo era spesso scarso; le notti trascorrevano lungo la strada o sotto rifugi improvvisati. In Perù, un’infezione rischiò di costargli la gamba. In Colombia, uomini armati gli sbarrarono la strada. In Ecuador, le inondazioni bloccarono i sentieri per settimane.

Ma le battaglie più dure non furono contro il paesaggio — furono dentro di lui. Il dubbio, la solitudine e la stanchezza erano compagni costanti. Ci furono momenti in cui ogni fibra del suo corpo gridava di fermarsi. Eppure, in qualche modo, Meegan continuava ad andare avanti. “Se potevo fare un altro passo,” disse poi, “allora potevo farne un altro — e un altro ancora.”

Nel 1983, più di 2.400 giorni dopo l’inizio, George Meegan si trovò al margine dello Stretto di Bering, la frontiera più a nord dell’Alaska. La fine del mondo. Le lacrime non vennero dal trionfo, ma dal puro sollievo — la consapevolezza silenziosa di aver fatto ciò che il mondo considerava impossibile.

Il suo viaggio fu ufficialmente riconosciuto dal Guinness dei Primati, ma non era quello il suo obiettivo. Ciò che Meegan custodì di più furono le persone incontrate lungo la strada — contadini, bambini, viandanti e famiglie che accolsero uno sconosciuto di passaggio nei loro villaggi. Per lui, quella camminata non fu solo un’impresa di resistenza, ma una testimonianza viva di connessione, coraggio e della forza indistruttibile dello spirito umano.

Guardando indietro, ripeteva spesso la lezione che lo aveva sostenuto tra deserti, giungle e bufere di neve:

“Nessun viaggio è impossibile, se hai il coraggio di fare il primo passo.”

E con quei passi, George Meegan non attraversò solo continenti — entrò nella storia, dimostrando che la perseveranza, più della forza, è ciò che davvero ci porta all’impossibile.

Indirizzo

Aprilia
04011

Telefono

+393392725455

Sito Web

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