12/06/2026
Ed eccomi qui. Dopo l’ufficio, nel posto che in questo periodo frequento più spesso: il fisioterapista. 🤷🏼♂️
Niente corsa da 15 giorni. Mi sembra passato un anno.
In quasi dieci anni di corsa non mi era mai capitato un infortunio così. Certo, piccoli acciacchi sì. Qualche fastidio. Qualche stop di pochi giorni. Ma stare fermo per due settimane abbondanti? Mai.
E se poi ci penso bene, a fine maggio ero già stato fermo una settimana. Tradotto: non corro con continuità da quasi un mese.
Mentre lo scrivo mi rendo conto che per una persona normale un mese è un mese. Per un runner è un’eternità.
Un mese senza la sveglia all’alba.
Senza scegliere le scarpe la sera prima.
Senza guardare il meteo sperando in dieci gradi e pioggia.
Senza quella sensazione di libertà che solo una corsa riesce a regalarti.
La verità è che l’infortunio non ti toglie solo i chilometri. Ti toglie una parte della tua routine, delle tue certezze e, a volte, anche del tuo equilibrio mentale.
Però sapete una cosa?
Per la prima volta non sto combattendo contro il mio corpo. Lo sto ascoltando.
Perché continuare a correre sopra il dolore mi ha portato esattamente dove sono oggi: fermo.
E allora questa volta provo a fare il runner intelligente. Che già questa frase fa ridere, visto che noi runner siamo bravissimi a dare consigli agli altri e pessimi a seguirli quando tocca a noi. 😂
Tornerò a correre. Non so se tra una settimana, due o un mese.
Ma tornerò.
E quando succederà, il primo chilometro sarà probabilmente il più lento degli ultimi anni.
E sarà bellissimo.
Perché a volte bisogna perdere qualcosa per ricordarsi quanto fosse importante.