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Sognavo di condividere le mie esperienze da almeno 10 anni, un po’ per passione, un po’ per rendere a chi ama questo sport tutto il mio sapere ottenuto e rubato qui e là, ma soprattutto per non smettere mai di riflettere e studiare.

IL VERO CAMBIO DI STAGIONE? QUANDO METTO IN CARICA LA FRONTALE. 🔦Tra pochi giorni cambierà l’ora e per noi runner inizie...
20/10/2026

IL VERO CAMBIO DI STAGIONE? QUANDO METTO IN CARICA LA FRONTALE. 🔦

Tra pochi giorni cambierà l’ora e per noi runner inizierà un altro sport: incastrare la corsa negli ultimi minuti di luce disponibili.

Per me è sempre stato questo lo spartiacque della stagione. Più del freddo, della pioggia e delle prime montagne imbiancate.

Fino a qualche settimana fa uscivi con calma, correvi anche fino alle otto di sera e avevi ancora il mondo davanti.

Adesso esci dal lavoro e parte la cronometro.

Ti cambi in macchina, piegato come un contorsionista. Cerchi un calzino sotto il sedile, infili i pantaloncini e via!!!

Altro che rituale perfetto prima dell’allenamento.
Hai ancora qualche raggio di sole: MUOVERSI😂

Perché puoi anche raccontarti «faccio ancora questo e poi esco», ma il tramonto se ne frega dei tuoi impegni. Ti giri un attimo e il sentiero sul quale vedevi tutto è diventato un buco nero.

E tu sei ancora là in mezzo, con qualche chilometro da fare e la macchina che improvvisamente sembra parcheggiata in un’altra regione.

Cominciano i mesi in cui esci di casa col buio e, quando finisci di lavorare, il sole ha già timbrato il cartellino.

Quindi ho pensato che fosse arrivato il momento di cercare la mia lampada frontale e metterla sotto carica.

Sempre che mi ricordi dove l’ho messa questa primavera. 🤷🏼‍♂️

Perché qui, all’estremo nord della pen*sola, l’inverno è lungo, ragazzi. E ogni anno, quando riaccendo quella lampada, penso a quante corse ci faremo insieme prima di tornare a uscire con la luce dopo cena.

🔦 Voi correte al buio o stravolgete gli orari per inseguire gli ultimi raggi di sole? E la frontale l’avete già ritrovata?

A VOLTE BASTA UNA TELEFONATA. ❤️Sono settimane di silenzi, stanchezza e pensieri. Poi questa mattina squilla il telefono...
18/10/2026

A VOLTE BASTA UNA TELEFONATA. ❤️

Sono settimane di silenzi, stanchezza e pensieri. Poi questa mattina squilla il telefono. È Maurizio.

Non parlo spesso di lui, per rispetto e perché non so se gli faccia piacere finire nei miei post.

Per chi non mi segue (e si perde moltissimo 🤷🏼‍♂️), Maurizio è quello che 9 anni fa rispose alla mia richiesta di aiuto: volevo imparare a correre.

Da lì mi ha accompagnato fino alla mia prima maratona.

Definirlo allenatore sarebbe riduttivo. Amico? Certamente. Per certi aspetti è simile a me. Siamo due personaggi MULTIABITATIVI. Un giorno vi spiegherò anche questa. 😂

Oggi mi ha chiamato perché non mi sentiva da tempo. Non leggeva più i miei post e aveva capito che qualcosa non andava.

E in effetti non è un gran periodo.

Sono fermo da una settimana per un piccolo intervento in day hospital. Nulla di grave, sette giorni di riposo consigliato.

Ma il problema vero resta quello muscolare. Gli acciacchi non mollano, il rientro non arriva e la pazienza comincia a scarseggiare.

Fra dieci giorni sarò a Milano da uno specialista in traumatologia sportiva.

Dopo mesi di visite, terapie, tentativi e speranze, non vi nascondo che sono stanco. Tanto.

Eppure, chiacchierando con Maurizio, mi sono venute in mente due cose.

La prima è che non credo esista qualcuno che si sia arreso a un sogno senza portarsi dietro almeno un rimpianto.

La seconda è una certezza.

Quando uscirò da questo periodo, la corsa per me non sarà più la stessa.

Non so quando succederà. Non so a quale ritmo correrò. Non so nemmeno se tornerò quello di prima.

Ma sono sicuro al 100% che non ritroverò soltanto la corsa.

Ritroverò una parte di me che oggi mi manca terribilmente. ❤️

E darò valore anche ai chilometri che un tempo consideravo insignificanti.

Grazie Maurizio. Perché a volte non servono consigli, tabelle o grandi discorsi.

Basta qualcuno che si accorga del tuo silenzio.

❤️ E voi? Avete qualcuno che riesce a capire quando qualcosa non va, anche senza chiedervelo?

🏃🗻 ❤️

Ti alleni per mesi.Sotto il sole o la pioggia.Con il caldo che ti scioglie o il freddo che ti gela le mani.Ti alzi quand...
09/10/2026

Ti alleni per mesi.
Sotto il sole o la pioggia.
Con il caldo che ti scioglie o il freddo che ti gela le mani.

Ti alzi quando gli altri dormono.
Esci quando il divano avrebbe argomenti molto più convincenti.

Paghi un sacco di soldi per partecipare a una gara che non vincerai.
E lo sai già prima di iscriverti. 😂

Ti paghi pure il viaggio, l’albergo e una cena in cui eviti mezzo menù perché «domani devo correre».

Poi arriva il grande giorno.
Sudi, fatichi, ti chiedi chi c***o te l’abbia fatto fare.
Giuri che questa è l’ultima.

Se la finisci, ti danno una maglietta e una medaglia.
E tu sei felice come un bambino.

Il giorno dopo scendi le scale di lato.
Ma stai già cercando la prossima gara.

Per molti sei uno psicopatico da TSO.
Per te, invece, tutto questo ha perfettamente senso.

MA NEL RUNNING È SEMPRE TUTTO MERAVIGLIOSO? 🤷🏼‍♂️Avete mai visto un influencer della corsa dire: «Questa gara fa cagare»...
06/10/2026

MA NEL RUNNING È SEMPRE TUTTO MERAVIGLIOSO? 🤷🏼‍♂️

Avete mai visto un influencer della corsa dire: «Questa gara fa cagare» oppure «Questa scarpa è orribile, risparmiate i soldi»?

O, ancora più scomodo: «Puoi allenarti con impegno e costanza, ma potresti non arrivare mai a correre 10 km sotto i 40 minuti»?

Perché sì, abbiamo dei limiti. Possiamo lavorarci, migliorare, sorprenderci. Ma nessun metodo può garantire a tutti lo stesso risultato.

Mi interrogo spesso sulla mia presenza sui social. Il running è inflazionato: spuntano esperti da tutte le parti e, guarda caso, la strada per migliorare passa sempre dal loro eBook, dal loro corso o dal solito abbonamento mensile.

Vuoi correre? Compra.
Vuoi migliorare? Abbonati.
Non migliori? Evidentemente non hai comprato il pacchetto giusto. 🙃

Poi ci sono le recensioni. Qualsiasi prodotto provino è straordinario. Come certi influencer dei ristoranti: ogni settimana scoprono «il migliore in assoluto».

Oggi Nike è la scarpa della vita.
Domani Adidas.
La settimana dopo Hoka.

Ragazzi, ma quante scarpe della vita avete?

Vendere un corso o collaborare con un brand è legittimo. Ma se tutto è eccezionale, come faccio a capire quando mi stai consigliando qualcosa e quando mi stai facendo pubblicità?

Dire che un prodotto ricevuto in regalo non ti piace può costarti la prossima collaborazione. È lì che si vede quanto vale la tua sincerità.

Io vorrei un running raccontato anche quando una gara delude, una scarpa non convince e un obiettivo resta fuori portata. Perché anche chi non correrà mai quei benedetti 10 km sotto i 40 minuti merita rispetto. E non ha bisogno di sentirsi un fallito o un cliente da recuperare.

La verità a volte è scomoda. Ma quando viene sacrificata al Dio denaro, a perdere siamo noi che ascoltiamo.

Voi vi fidate di chi trova tutto fantastico? Avete mai rinunciato a un acquisto grazie a una recensione sincera? Raccontatemelo nei commenti. 👇

🏃🗻

Saltare un’abitudine per un giorno è un’eccezione.Saltarla per due giorni può essere l’inizio di una nuova abitudine: qu...
05/10/2026

Saltare un’abitudine per un giorno è un’eccezione.
Saltarla per due giorni può essere l’inizio di una nuova abitudine: quella di rimandare.

Oggi «non ho voglia».
Domani «ormai riparto lunedì».
E lunedì diventa una data che sul calendario non arriva mai. 🤷🏼‍♂️

Nella corsa l’ho imparato: la parte difficile spesso è mettersi le scarpe e uscire dalla porta.

Non parlo del riposo necessario. Parlo di quando stai bene, potresti uscire, ma cerchi una scusa abbastanza convincente da raccontarti.

La motivazione va e viene. La disciplina ti ricorda perché hai iniziato.

Tu come spezzi la catena del “domani”? Dimmelo nei commenti. 👇

Sai quanto ci mette una persona qualunque a correre 10 km?Una persona qualunque, spesso, quei 10 km non li corre proprio...
01/10/2026

Sai quanto ci mette una persona qualunque a correre 10 km?

Una persona qualunque, spesso, quei 10 km non li corre proprio. 🤷🏼‍♂️

E tu sei lì a dire: «Sì, ma ci ho messo un’ora…».
Come se dovessi chiedere scusa per il tuo passo.

Ci siamo talmente abituati a confrontarci che abbiamo perso il valore di quello che facciamo.

Quindi lascia perdere il tempo perfetto, le scarpe perfette, il clima ideale e l’abbigliamento da copertina.

Per uscire a correre non devi aspettare che tutti i pianeti siano allineati. E nemmeno l’approvazione di Strava.

Esci. Corri al tuo passo. Cammina se ti serve.
Che siano 3, 5 o 10 km, stai facendo qualcosa per te.

Puoi voler migliorare, certo. Ma senza sminuire ogni volta il punto da cui parti.

Il cronometro misura il tempo. Non il valore della tua fatica.

Oggi sei uscito anche se non ne avevi voglia?
È già una vittoria. ✌️

Tu riesci a essere soddisfatto della tua corsa o guardi subito il passo? Raccontamelo qui sotto 👇

🏃🗻

STAI PREPARANDO UNA MARATONA… O STAI PREPARANDO MILLE DUBBI? 😂Manca un mese o due e cominci a chiederti: «Sarò pronto? R...
30/09/2026

STAI PREPARANDO UNA MARATONA… O STAI PREPARANDO MILLE DUBBI? 😂

Manca un mese o due e cominci a chiederti: «Sarò pronto? Reggerò il ritmo? Arriverò in fondo?».

Benvenuto nel club. Io ho sempre avuto un sacco di dubbi. E rompevo regolarmente le scatole al mio coach: «Mi fai fare un allenamento che mi dia qualche certezza?».

Ne sentivo il bisogno. Perché puoi avere una tabella piena di allenamenti completati e una testa piena di punti interrogativi.

Ecco allora le mie “prove del nove”: allenamenti che mi aiutavano a capire dove mi trovavo.

➡️ UN LUNGO TRANQUILLO PORTATO A CASA
Un lungo da30 a36 km, secondo il momento della preparazione. Anche senza correre a ritmo maratona. Stare sulle gambe, gestire la fatica e finire senza sentirsi passato sotto un camion, per me, contava parecchio.

➡️ COME FINISCI CONTA QUANTO IL PASSO
Se dopo 20–25 km a ritmo medio sei completamente distrutto, io qualche domanda me la farei. Ritmo troppo ambizioso? Stanchezza accumulata? Alimentazione da rivedere?
Non significa automaticamente che la preparazione sia sbagliata. Ma ignorarlo perché «su Strava è venuta una bella media» serve a poco.

➡️ IL RITMO MARATONA MESSO ALLA PROVA
3 km di riscaldamento, 12–15 km al ritmo maratona previsto e 3 km di defaticamento.
Il punto era capire come gestivo quel passo: sensazioni, respiro, fatica. Non trasformare l’allenamento in una gara per dimostrare qualcosa al Garmin.

Queste erano le mie verifiche, concordate con il coach e inserite nella preparazione. Mi davano quella sicurezza psicologica che mi serviva

Nessun allenamento ti firma una garanzia sui 42,195 km.
Ma può aiutarti a scegliere un obiettivo più onesto.

La maratona merita rispetto. E presentarsi al via con un ritmo realistico vale più di raccontarsi una bella favola.

👇 Tu quale allenamento ti fa pensare: «Ok, ci sono»? Raccontamelo e condividi il post con il compagno che sta già facendo i conti con l’ansia da maratona!

LA MARATONA NON TE LA GODI MAI. O QUASI.Stamattina in palestra parlavo di maratone. Sì, forse lo avete capito: per me è ...
29/09/2026

LA MARATONA NON TE LA GODI MAI. O QUASI.

Stamattina in palestra parlavo di maratone. Sì, forse lo avete capito: per me è una questione di cuore. ♥️

«Qual è quella che ti è piaciuta di più?»

Ci ho pensato un attimo. Londra, Barcellona, Roma, Firenze… città bellissime. Ma la verità è che difficilmente mi sono goduto una maratona come avrei voluto.

Arrivi il sabato, lasci la borsa in hotel e con la testa sei già al giorno dopo. Cosa mangio? A che ora mi sveglio? Ho preparato tutto? Poi dormi poco, ovviamente.

La mattina entri in quella specie di trance che conosce chi ci tiene davvero. Arrivi in griglia, parte lo sparo e cominci a controllare passo, battito, chilometri. Intorno hai una città intera, ma spesso riesci a vedere solo il prossimo cartello chilometrico.

Poi arriva la fatica. Quella vera. Tagli il traguardo e per qualche minuto non ti ricordi neanche come ti chiami, figurati se hai ammirato i monumenti. 😂

Torni in hotel, fai una doccia che sembra un’altra prova di resistenza e ti siedi. Forse è lì che inizi a godertela. Quando ripensi alle strade percorse e realizzi: l’ho fatta davvero.

La maratona è così. Passi mesi ad aspettarla, mentre la corri pensi soprattutto a portarla a casa, e appena finisce comincia già a mancarti.

Vita da maratoneta, insomma. 🤷🏼‍♂️

Anche voi riuscite a godervi la maratona mentre la correte, oppure vi arriva tutto addosso solo dopo? Raccontatemi quale vi è rimasta nel cuore. 👇

Dopo due mesi di stop, riprendere è durissimo.Il corpo sembra non ricordare più quello che sapeva fare. Le gambe sono pe...
21/09/2026

Dopo due mesi di stop, riprendere è durissimo.

Il corpo sembra non ricordare più quello che sapeva fare. Le gambe sono pesanti, il fiato manca e ogni chilometro sembra più lungo del solito. Ma la parte più difficile non è soltanto fisica: è ricominciare senza avere la certezza di tornare come prima.

La motivazione, in questi momenti, è fragile. Un giorno c’è, quello successivo scompare. Se aspettassi di sentirmi sempre motivato, probabilmente resterei a casa molto più spesso.

È qui che entra in gioco la disciplina: preparare tutto la sera, mettere la sveglia, alzarsi e uscire anche quando la voglia è poca.

La motivazione ti fa partire.
La disciplina ti permette di continuare.

E dopo uno stop così lungo, continuare è già una grande vittoria.

Tra poco inizieranno le prime maratone autunnali.Io quest’anno, purtroppo, le guarderò da fuori. Continuo il mio percors...
16/09/2026

Tra poco inizieranno le prime maratone autunnali.

Io quest’anno, purtroppo, le guarderò da fuori. Continuo il mio percorso di riabilitazione e punto a quelle primaverili.

Ieri una persona che di corsa sa poco mi ha chiesto:

“Tu cosa pensi della maratona?”

Per me la maratona è ancora LA REGINA DELLE DISTANZE.

Quando ho iniziato a correre, circa dieci anni fa, i 42,195 km erano una distanza rispettata, temuta e considerata complicata.

Oggi, complice il mondo social e certi influencer, sembra quasi diventata una moda.

Hai iniziato a correre?
Quando fai la maratona?

Come se per essere un vero runner fosse obbligatorio correrla.

No.

Puoi essere un grandissimo runner senza aver mai corso 42 km.

E soprattutto correre una maratona non significa soltanto arrivare al traguardo.

Significa prepararla.

Mi chiedono spesso quanto tempo serva e la risposta più comune è:

“Tre mesi.”

Può essere vero, ma per chi ha già una base solida, corre da tempo, magari arriva dalle 10 km e dalle mezze e conosce il proprio corpo.

Non per chi oggi compra le prime scarpe e domani decide che tra 12 settimane correrà una maratona perché lo ha visto sui social.

La maratona richiede motivazione, pazienza, consapevolezza e rispetto.

Rispetto per la distanza.
Ma soprattutto rispetto per il proprio fisico.

Perché al 30mo chilometro non contano i follower, i like o le frasi motivazionali.

Resti tu.

Tu e tutto quello che hai costruito nei mesi precedenti.

La maratona non deve essere riservata a pochi.

Deve semplicemente tornare ad essere rispettata.

E voi come la pensate?
La maratona oggi viene affrontata con troppa leggerezza?

Scrivetemelo nei commenti.

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