25/08/2025
Grande Sofia
Non si sta parlando abbastanza di lei: Sofia Raffaeli, la regina della Ginnastica Ritmica italiana che ai Mondiali di Rio de Janeiro si è appena aggiudicata l’oro al cerchio. E poi, non ancora soddisfatta, si è presa pure il bronzo alla palla, dopo quello conquistato nell’All Around. Tre medaglie mondiali in un soffio, conquistate con la stessa eleganza con cui noi proviamo a districare gli auricolari senza trasformarli in un gomitolo.
Ma dietro quella leggerezza che incanta, dietro i sorrisi che sembrano dire “tranquilli, è tutto facile”, c’è un mondo fatto di sacrifici e cambi improvvisi che lei non ha mai scelto, ma che ha sempre saputo trasformare in trampolini. La storica allenatrice che la lascia all’improvviso poco prima delle Olimpiadi. Poi l’arrivo di Claudia Mancinelli, che la guida fino allo storico primo podio olimpico individuale italiano nella ritmica. E quando finalmente sembrava aver trovato un nuovo equilibrio, ecco che la Mancinelli a luglio viene chiamata a dirigere il nuovo Centro di Attività Territoriale a Roma. Chiunque altro avrebbe vacillato. Lei no: Sofia prende, incassa, si rialza e risponde con altre medaglie mondiali, come se nulla fosse.
Perché Sofia è così. E mentre c’è chi si lamenta per il cambio del professore di zumba, lei continua a portare avanti il nome dell’Italia. Perché non è solo talento, è resilienza pura, è sapersi reinventare a ogni ostacolo, trasformando scelte (degli altri) in nuove partenze.
Da Chiaravalle al mondo intero, Sofia è ormai un simbolo. Una campionessa che non cerca scuse, che non si abbatte e che continua a brillare sempre e più di prima.
Si scrive Sofia Raffaeli, si legge: arte, maestria, sacrifici, talento, bellezza, TUTTO.
Massimiliano Caruso
(alias “Come sorridere in un mondo contorto”)