11/06/2021
INCONTRARE. RACCONTARE, ASCOLTARE: PATTI DI COMUNITÀ
Abbiamo bisogno di andare molto oltre la scuola, dicono gli autori di "Scuola sconfinata". I patti educativi di comunità possono aiutarci perché non organizzano le risorse presenti in un territorio, ma sono al tempo stesso il frutto di relazioni già esistenti e un loro moltiplicatore. La comunità educante che prende forma intorno a un patto non si occupa di bisogni speciali ma di desideri di esperienze speciali e della presa in carico delle situazioni di maggior fragilità. Chi possono essere gli attori e le attrici di questi patti, insieme agli istituti scolastici pensati come centri di una didattica diffusa? Non solo associazioni, cooperative sociali, gruppi informali ma anche centri di produzione culturale, chi fa agricoltura sociale in città, chi gestisce fab-lab o falegnamerie di quartiere..., insomma ambienti di apprendimento che possono offrire “un contributo decisivo al ripensamento della didattica, alla definizione di modelli di scuola fuori dalla scuola”, risorse “per praticare il nesso tra educazione ed esperienza”. Si tratta di mettere in gioco la città “non allestendola come spazio complementare alla scuola (un po’ di outdoor education, una passeggiata di quartiere, la classica visita di studio), ma come spazio altro rispetto alla scuola, facendo del corpo della città un corpo insegnante…”. Quali sono le azioni in grado di far nascere patti territoriali significativi? Incontrare, raccontare e ascoltare (foto: laboratorio di arteducazione promosso da Maestri di Strada a Napoli ) https://comune-info.net/scuole-aperte/incontrare-raccontare-e-ascoltare-i-patti-di-comunita/