14/08/2026
Questa foto ha una forza particolare perché non mostra la maternità come un’immagine “perfetta”: mostra il peso. Il corpo di una donna che porta una bambina, mentre accanto un’altra bambina cammina. E dentro questa scena c’è qualcosa di molto più grande: quante volte le donne, nella vita quotidiana, portano tutto.
Questo non è la celebrazione della “donna che ce la fa”, ma dalla necessità di smettere di dare per scontato che debba farcela sempre.
Ci sono fotografie che raccontano molto più di quello che si vede, questa è stata la prima foto cge ho scattato a Lisbona perché in questa foto ho riconosciuto tutta la tempra di cui è fatta una madre.
Qui si vede una madre che porta una bambina sulle spalle, mentre un’altra le cammina accanto.
Ma c'è anche qualcosa che conosciamo bene, anche se troppo spesso non sappiamo chiamare per nome: il peso della cura.
Il peso dei figli.
Il peso della casa.
Il peso delle responsabilità.
Il peso di ricordarsi tutto, organizzare tutto, prevedere tutto.
Il peso di esserci, anche quando si è stanche.
Il peso di continuare a camminare anche quando nessuno vede quanto costa.
Per generazioni alle donne è stato insegnato che prendersi cura fosse naturale. Che essere madri, compagne, figlie, professioniste significasse essere capaci di tenere insieme tutto.
Ma prendersi cura non dovrebbe significare portare tutto da sole.
Bisogna sostenere le donne non quando sono già esauste, ma prima.
Per dare valore al loro lavoro, anche a quello invisibile.
Per creare spazio, ascolto, possibilità e sostegno.
Perché una donna non debba dimostrare quanto è forte per meritare di essere aiutata.
Questa foto per me è un piccolo promemoria:
dietro ogni donna che porta avanti una famiglia, una casa, un lavoro, una vita, c’è una persona che merita di essere sostenuta a sua volta.
Non è giusto chiedere alle donne di portare meglio il loro peso.
Ma bisogna fare in modo che non debbano portarlo da sole.
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